The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel II, per Playstation 3

Mi ha richiesto più di un mese, per completarlo, ma ce l’ho fatta prima che il clima diventasse così caldo da impedirmi di accendere la play, per fortuna.
Siete pronti per un “rapporto” su altre 90+ ore di jrpg?

Trails of Cold Steel II 101

Fonte: Amazon

Abbiamo lasciato Rean, il protagonista, in fuga assieme al Divino Cavaliere Valimar, dopo gli eventi che hanno concluso il precedente capitolo; nell’arco del mese in cui Rean si è ritrovato fuori gioco, la Nobile Alleanza ha iniziato il suo colpo di stato ai danno dell’Impero di Erebonia, ostacolato solo dalle forze militari ancora fedeli alla famiglia imperiale.
La Thors Academy, così come altri luoghi-chiave dell’Impero, è inaccessibile e per poter dare il suo contributo alla risoluzione della vicenda, Rean dovrà prima riunirsi con i compagni della Classe VII, così da poter decidere tutti assieme come comportarsi con le fazioni in lotta.
Fortunatamente, la Nobile Alleanza non sembra mostrare un’unità di intenti monolitica…

La scheda

Sviluppatore: Nihon Falcom
Editore originale: Nihon falcom (2014)
Editore europeo: NIS America (2016, 2018)
Storia: Hisayoshi Takeiri
Traduzione: Daniel Prescott, Ryan Thomson
Musiche: Hayato Sonoda, Takahiro Unisuga, Yukihiro Jindo, Toshiharu Okajima
Piattaforme: Playstation 3, Playstation 4, Playstation Vita, Windows (Steam)
Lingua: inglese

Questioni tecniche

Grafica e musiche sono dello stesso livello del capitolo precedente, perciò tanto vale rimandarvi al mio secondo post sul primo gioco.
Si fa notare una canzone, però: un arrangiamento di un brano di sottofondo legato a un luogo, il castello di Lohengrin, a cui si aggiunge un bel canto lirico – un soprano?
Bene, il brano è questo: Aria of the Saint. Un vero piacere da ascoltare, anche se non è facile distinguere le parole, senza il testo davanti: nel mare di brani carini-ma-tutti-un-po’-simili-tra-loro in cui è facile imbattersi nei jrpg, questo, è certo, non me lo scorderò mai!

Un altro aspetto di cui si potrebbe parlare, senza fare spoiler, è il finto finale: una volta affrontato il presunto, ultimo nemico del gioco, accadono dei fatti importanti e parte un brano che sa di titoli di coda, e che mostra le origini di molti dei personaggi, ma il gioco non finisce lì.
Ci ritroviamo invece a giocare una breve sezione crossover con la serie gemella di Trails of Cold Steel, “l’arco di Crossbell”, che non mi risulta essere arrivato in Europa, purtroppo.
Quindi, dopo una lunga parte dedicata alla Classe VII, occupata in varie faccende di vita scolastica, ecco un’ultima ordalia, a cui segue il vero finale: una conclusione netta, senza cliffhanger, ma che non risponde a tutte le domande rimaste – quello sarà compito degli altri due giochi, immagino… appena il terzo metterà piede in Europa, mi sa che comprerò una Playstation 4!

Continuare dal capitolo precedente

Finito il gioco precedente, si può salvare la partita e usare quel salvataggio per ottenere qualcosa in più, all’inizio di questo capitolo. Molto poco, in verità.
Alla fine del gioco precedente, avevo ottenuto una marea di cose… che non ho potuto mantenere in questo gioco: a cominciare dal livello (si riparte dal 40°) e finendo con ogni genere di oggetto, in questo secondo capitolo ho dovuto rinconquistare tutto ciò che avevo ottenuto. Un po’ frustrante, devo dire.

Sistema di gioco

Anche il sistema di gioco rimane pressoché invariato, ma con aggiunte marginali ai dispositivi ARCUS in dotazione ai personaggi, più il meccanismo dell’Overdrive: i personaggi collegati via battle link a Rean, e quelli che hanno superato certe ordalie, possono spendere un indicatore Overdrive per guadagnare un recupero istantaneo di punti vari (vita, energia e craft) e altri interessanti benefici in battaglia.
L’indicatore Overdrive si carica attaccando i nemici e alla fine degli scontri (più la valutazione è alta, più si carica l’Overdrive).

Un altro elemento di gioco, solo intravisto alla fine del capitolo precedente, è il sistema delle battaglie divine – che metto completamente sotto spoiler, basandosi su una svolta della storia che, magari, qualcuno non vorrebbe vedersi anticipare

***** SPOILER! Il Divino Cavaliere Valimar e le battaglie divine *****

Cominciamo col dire che Valimar è un robottone magico e con un design interessante.
I Cavalieri Divini sono automi intelligenti. che il destino lega a certe persone quando la storia del mondo diventa “interessante”, e la cui esistenza è in qualche modo legata alle streghe che si nascondono nell’Impero di Erebonia.
Le battaglie divine sono scontri di Cavalieri con altri Cavalieri, oppure con i diversi modelli di robot, creati con l’avanzatissima tecnologia moderna dell’Impero.
Durante le battaglie, il protagonista, a bordo di Valimar, deve scegliere quale parte del corpo nemico colpire, nel tentativo di scoprire una debolezza che gli permetta di accumulare dei bravery point (punti valore), utili a scatenare sul nemico un attacco finale potentissimo.
Nel frattempo, il protagonista può beneficiare di alcuni turni extra in cui sfruttare, grazie ai battle link, certe abilità di uno dei propri compagni di classe.

***** FINE SPOILER *****

Infine, i minigiochi: oltre alla cucina (oddio, chiamarla minigioco è azzardato…) e alla pesca, ci sono lo snowboard e la seconda edizione di Blade, un gioco di carte di cui mi accorgo solo ora di non aver parlato nella non-recensione del primo! Vergogna su di me!
Mentre lo snowboard è una semplice discesa dalle montagne a tempo (impiegando meno tempo rispetto a un record e toccando almeno il numero minimo di bandierine richiesto, si ottiene un premio, una volta per ciascun tracciato) Blade II, rispetto al precedente Blade, è passato dall’essere un gioco di strategia… a un gioco di strategia piagato da una mostruosa influenza della fortuna nella pescata delle carte.

I luoghi del gioco

Mentre nel primo gioco si potevano visitare delle località solo in un certo momento, e poi mai più, qui diventa possibile tornare in tutte le località già visitate, a partire dal momento in cui mettiamo le mani sull’aeronave.
I luoghi del gioco sono quasi tutti gli stessi già visti nel primo capitolo, con l’aggiunta del paese “natale” del protagonista – il villaggio di Ymir, una piccola baronia in cima a montagne innevate – e con alcune piccole limitazioni all’esplorazione di alcuni posti.

Il problema risiede nel poter visitare in continuazione le zone già esplorate: alla fine di ogni capitolo, tornare a parlare con tutti può far scoprire nuove cose sui PNG e anche far ottenere oggetti utili, ma dopo che averlo fatto per tre, quattro volte, alla quinta passa la voglia (e infatti, prima del “finto finale” ho volutamente scelto di lasciar correre, perdendo sicuramente qualcosa).

I personaggi

Un problema del gioco è la quantità mostruosa di personaggi: nel precedente capitolo, la composizione del gruppo era fissata dalla storia in ogni momento e si doveva gestire solo metà del “cast” durante ogni missione; qui, i personaggi aumentano fino ad arrivare, tra i membri della Classe VII e un po’ di ospiti, quasi a 20!
Tutti belli, interessanti, efficaci in battaglia… ma se mirate a mantenerli equipaggiati al meglio, per non perdere tempo a scambiare gli oggetti tra i personaggi, dovrete avere un sacco di mira (i soldi del gioco).

Va fatto notare un fenomeno riguardante i personaggi secondari e le varie comparse: pur essendo caratterizzati tramite una sola qualità – il ragazzo appassionato di radio, il fotografo, l’esperta di commercio etc. – quella qualità è gestita abbastanza bene da renderli memorabili in pochi siparietti. E va a finire che io, che ho una pessima memoria per i nomi, finisco per ricordare quelli di personaggi a volte ininfluenti per la trama!

La storia

Veniamo al piatto forte: la trama di questo secondo capitolo è interessante e con alcune svolte di trama ben piazzate, ma ho preferito il precedente, con il suo ritmo oscillante tra la normalità scolastica (anche se la scuola era tutt’altro che normale) e la tensione degli intrighi affrontati durante i viaggi di istruzione.

A parte questo “problema” di equilibrio (problema per me, non necessariamente per un giocatore più assennato e paziente) la storia offre un sviluppo dei personaggi ben fatto, permettendo soprattutto al protagonista di maturare interiormente, ottenere maggiore stabilità emotiva e al tempo stesso diventare un guerriero migliore.
E a questo giro, il legame di valore più alto tra il protagonista e una delle ragazze del gruppo determinerà anche colei con cui inizierà una storia.

Una buona parte della trama è legata alla guerra civile che segue il colpo di stato, vedendo contrapposte le autorità militari e la Nobile Alleanza – quest’ultima vorrebbe riportare indietro le lancette dell’orologio, a quando la plebe si limitava a servire gli aristocratici e non si aspettava di governare.
La Nobile Alleanza è sostenuta da una setta chiamata Ouroboros, i cui membri più influenti sono persone mostruosamente potenti, quasi a livello di shonen manga, e che dispongono di risorse tecnologiche e magiche fuori scala.

Inoltre, alcune domande troveranno delle risposte, ma non tutte: per esempio, nell’Impero si nascondono delle streghe (una è un PG, e chiunque consideri questo uno spoiler, non immagina quanto sia evidente sin dal filmato iniziale del primo gioco). Le streghe hanno una funzione particolare, legata ai Cavalieri Divini e a qualcos’altro che ancora non è stato spiegato, ma solo accennato.

Concludendo

The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel II è un buon seguito del precedente capitolo, ma tra il “riciclaggio” delle risorse tecniche e un’equilibrio non sempre funzionale tra l’avventura e la storia, non riesce ad alzare l’asticella. Il livello si mantiene comunque costante, e questo è un bene.
Il grosso degli elementi del gioco è in comune con il capitolo precedente, a cui si aggiungono alcune funzionalità nei combattimenti e qualche cambiamento nei minigiochi.
La storia viene portata avanti, offrendo risposte ad alcuni degli interrogativi posti e concludendo questo capitolo senza cliffhanger.

Sebbene non mi abbia catturato quanto il precedente, questo Trails è comunque un buon gioco, che mi lascia la curiosità su come si possa concludere la vicenda: la gente di Nihon Falcom sta costruendo una saga interessante e un’ambientazione più profonda della media.
Per questioni di completezza, vorrei davvero poter giocare non solo i due capitoli restanti, ma anche i giochi di altre serie (come quella di Crossbell) ambientate nello stesso mondo e in periodi abbastanza vicini da potersi influenzare a vicenda.

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