I Cavalieri dello Zodiaco – The Lost Canvas – Il mito di Ade, di Masami Kurumada e Shiori Teshirogi

Et voilà, per cortese concessione della Confessora, ho potuto leggere anche il prequel dell’opera più famosa di Masami Kurumada.
E devo dire che non è male: se da un lato è un more of the same dell’opera originale, da un altro sviluppa di più personaggi, ambientazione  e situazioni, arrivando anche a rivelare il perché di certi fatti nella saga finale del vecchio fumetto – la saga di Ade, per intenderci.

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Fonte: scansione

Penisola italiana, 18° secolo. Le forze di Ade si stanno radunando per scatenare una nuova guerra santa, guidate dalla più recente incarnazione del dio degli Inferi: è Aron, giovane orfano dal notevole talento per la pittura e fratello dell’attuale incarnazione di Atena, Sasha.
Al fianco di Atena c’è il cavaliere di Pegaso dell’epoca, Tenma, amico dei due fratelli sin dai tempi dell’orfanotrofio; il ragazzo è fortemente determinato a liberare l’amico Aron dall’influenza di Ade, così da impedirgli di portare la morte nel mondo intero grazie alla sua tela perduta: un quadro dipinto nel cielo per imprigionare le anime di coloro che sono stati “immortalati” dal dio.
La guerra santa sta per iniziare.

La scheda

Titolo originale: Saint Seiya THE LOST CANVAS MEIOU SHINWA
Storia: Masami Kurumada, Shiori Teshirogi
Disegni: Shiori Teshirogi
Traduzione: Giacomo Calorio
Editore originale: Akita Publishing Co, Ltd (2007)
Edizione italiana: Panini Comics (Planet Manga. Allegato a Corriere dello sport – Stadio/Tuttosport)
Prezzo: 4,99 € per volume, 25 volumi

I disegni

Rispetto ai disegni di Kurumada negli anni ’80, il tratto della Teshirogi appare più sicuro, sia per quanto riguarda volti e anatomie, sia per ciò che concerne le prospettive. Bisogna comunque far notare che i personaggi appaiono tutti ugualmente magrolini, per essere dei guerrieri consumati

I personaggi

La caratterizzazione fisica dei personaggi ricalca quella già vista nella serie classica: per esempio, i dodici cavalieri d’oro, pur essendo persone diverse dai cavalieri della serie classica, ricordano molto i loro corrispettivi del futuro, fin nel taglio dei capelli.
Caratterialmente, i personaggi sembrano la versione ripulita e più simpatica di tutti quelli della serie classica

  • Tenma ricorda Seiya/Pegasus – entrambi i personaggi sono diverse incarnazioni della stessa anima – ma Tenma è decisamente meno scontroso e gradasso
  • Sasha, incarnazione di Atena, è fisicamente simile a Saori/Lady Isabel, ma caratterialmente è decisamente meno gelida e altera, più “alla mano”. E sa rendersi più utile, sebbene i suoi momenti in stile “damigella in pericolo” li viva pure lei.
    I suoi cavalieri non la trattano come una pezza sporca a causa delle sue manipolazioni – anche perché Sasha non è una donna manipolatrice, a differenza di Saori
  • i cavalieri d’oro sono tutti una versione migliorata del loro corrispettivo classico – persino Manigoldo del Cancro (ladro e giocatore d’azzardo) non è paragonabile a Deathmask della serie classica, e Albafica dei Pesci, a parte il nome che suona terribile alle orecchie di un italiano, dà parecchie piste ad Aphrodite in termini di dignità e onore

In compenso, se si parla dei nemici, alcuni sono più farabutti dell’originale: per esempio, la Pandora di Lost Canvas è parecchio più infida di quella classica e si mette maggiormente in gioco, pur mantenendo il proprio destino di “antieroe tragico”.
Molti degli Spettri di Ade – alcuni già visti nella serie classica – hanno caratterizzazioni e identità simili – vedi Radamante, galoppino di Pandora in entrambe le incarnazioni.

Non tutti i personaggi hanno un corrispettivo nella serie classica: alcuni sono personaggi autonomi, creati appositamente per Lost Canvas – per esempio

  • Yuzuriha della Gru, guerriera con poteri psichici, che nel tabù della maschera crede ben poco e non perde occasione per levarla
  • i due anziani gemelli Hakurei e Sage, che si impegnano a sventare la minaccia di Ade con le strategie più ardite e l’addestramento delle nuove leve
  • il misterioso Yoma, figura dai poteri fuori scala e dall’aspetto anacronistico, a cui si devono molti eventi particolari

Infine, va fatto notare che la Teshirogi tende a costruire vari livelli di bromance, più o meno intensa, tra i personaggi maschili; quello preminente è il rapporto tra Tenma e Aron, una bromance con una sfumatura tragica: Aron è posseduto da Ade e vuole cancellare la vita sulla Terra, mentre Tenma vuole salvare l’amico da se stesso e dall’influenza di Ade. Può ricordare vagamente il rapporto tra Sasuke e Naruto in… Naruto.

Momenti di retcon

The Lost Canvas ripesca molte situazioni della storia originale – per esempio, il fatto che Ade si incarni nell’uomo dal cuore più puro di tutto il mondo, oppure la situazione in stile torneo della corsa contro il tempo per varie “case”, ad affrontare i luogotenenti di Ade – ma al tempo stesso, offre delle piccole risposte a interrogativi che, nella serie classica, non hanno mai trovato spiegazione, come

  • perché Hypnos e Thanatos erano imprigionati in uno scrigno, conservato in un mausoleo nella casa di Pandora?
  • perché il cavaliere della Vergine ha un rosario buddhista i cui grani diventano più scuri, quando uno degli Spettri di Ade viene sconfitto?

Non è che non dormissi la notte, lambiccandomi il cervello per trovare delle risposte, ma quelle fornite dalla Teshirogi le ho trovate soddisfacenti.

La storia, senza spoiler

Il ruolo preminente spetta ancora una volta al cavaliere del Pegaso – Tenma – ma a differenza della serie classica, il focus non sta nel rapporto di fratellanza tra il Pegaso e altri cavalieri, ma in un “patto di fratellanza” tra Tenma, Sasha/Atena e il di lei fratello Aron.
Un’altra forte differenza nella storia è il peso notevole dei cavalieri d’oro di questa generazione: le ordalie che di norma toccavano ai “bronzini” (cit. Antro atomico), qui sono prerogativa proprio dell’élite dei cavalieri di Atena, impegnati a sconfiggere i più potenti Spettri di Ade e a recuperare informazioni o manufatti mistici, al prezzo di grandi sacrifici.
Diciamo che tutto ciò permette di empatizzare con maggiore facilità con i cavalieri d’oro di questa generazione: anche se non tutti sono riusciti allo stesso modo, si rivelano dei personaggi non solo potenti – ciascuno secondo il proprio stile – ma mai fuori posto. Cosa che non sempre si poteva dire di certi testoni e farabutti della serie classica…

Per il resto, si può dire che la storia di Lost Canvas costituisca, con la saga di Ade nella serie originale, un cerchio, dato che si ripetono alcune situazioni già viste: per esempio, il colpo proibito Athena Exclamation, oppure la scena in cui i cavalieri d’oro liberano la luce del sole che le costellazioni zodiacali hanno accumulato nell’eclittica.
Un elemento di novità viene portato dall’ambientazione italiana e dalla minaccia della tela perduta, che sposta buona parte del conflitto dagli Inferi al mondo materiale, e il resto lo fa l’assenza di certi cavalieri coprotagonisti (il Cigno, il Dragone, la Fenice e Andromeda) in favore di altri in ruoli da comprimario (come l’Unicorno e la Gru) nel dare alla storia una propria autonomia, nonostante i numerosi deja vu.

La collana “Extra”

La serie The Lost Canvas si conclude in 25 volumi, ma oltre a questi, la Teshirogi ne ha realizzati altri 16, per lo più autoconclusivi, ambientati prima o dopo le vicende della tela perduta: ogni volume della serie I Cavalieri dello Zodiaco – The Lost Canvas – Il Mito di Ade Extra è totalmente dedicato a uno dei cavalieri d’oro, altrimenti un po’ sacrificato nella storia principale della tela perduta.
A volte accompagnato da un altro cavaliere d’oro o aiutato da un personaggio ideato per l’occasione, il protagonista di turno è impegnato in una missione contro delle minacce che coinvolgono, talvolta, esponenti di pantheon esterni al mito greco, come Quetzalcoatl e Tezcatlipoca (dal mito pre-colombiano) o altre minacce divine.

Concludendo

The Lost Canvas è una serie prequel dedicata a Saint Seiya aka I Cavalieri dello Zodiaco: strutturata come un secondo giro di giostra nel mondo ideato da Kurumada, la serie riesce a guadagnare una propria autonomia e, nello stesso tempo, a costruire una retro-continuità con la serie classica, dando un contesto e una spiegazione ad alcuni fatti visti in Saint Seiya.
Molti dei personaggi appaiono come una versione riveduta e corretta di quelli della serie classica, sia per aspetto che per carattere, dando un senso di deja vu che è destinato a svanire, appena sorgono le loro differenze di carattere, background e motivazione con i “vecchi” personaggi.
Una buona storia, che aggiorna le strutture narrative già sfruttate da Kurumada in passato e dà vita a una nuova saga epica nel mondo dei Cavalieri dello Zodiaco, offrendo anche qualche risposta a interrogativi del passato e un contesto più solido alla storia classica.

Link

  • Mentre scrivo, i volumi di questa edizione di The Lost Canvas possono essere trovati quasi tutti a questa pagina: il negozio online del Corriere dello sport – Stadio
  • La collana Il Mito di Ade Extra può essere trovata a questa pagina dell’editore italiano, ma molti degli albi sono esauriti. Fortunatamente, sono quasi tutti episodi autoconclusivi
  • Fino a poco tempo fa, la serie animata poteva essere trovata sul canale youtube di Yamato Animation, ma attualmente non è più così, purtroppo
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19 pensieri su “I Cavalieri dello Zodiaco – The Lost Canvas – Il mito di Ade, di Masami Kurumada e Shiori Teshirogi

    1. Non so, non sono un professionista, solo un appassionato ;)
      Io faccio così, ma non seguo un formato preciso, mi limito a dare un paio di dati e a fare un minimo di riassunto, seguito da un’analisi molto leggera.

  1. Lo compravo ai tempi della primissima uscita sottiletta (sempre per la Panini).
    Credo di avere un sacco di albi ma sinceramente non ne ho mai letto il finale: mi ritrovo con la tua rece (vero, alcune personaggi sono effettivamente meglio rispetto alle caratterizzazioni date ai futuri negli anni ’80) ma boh, dopo un iniziale entusiasmo, non mi prese più.
    La questione bromance addirittura per me è il perno su cui volevano far reggere l’intero baraccone XD

    Moz-

    1. Probabilmente la Teshirogi ha un po’ un animo da fangirl ^^
      Il finale mi ha lasciato perplessità circa il destino di alcuni personaggi secondari, per il resto, era carino :)

  2. Denis

    Ho visto che hanno fatto la serie anime vista in negozi il cofanetto, hanno pure rieditato in dvd Ninja Scroll, purtroppo come videogiochi tratti da anime ho solo quello di One Piece (Ps2), Naruto, (Xbox 360) e su Wii, Skycrawler.
    Controlla ti ho mandato un’altro post ^_^

    1. Ti ringrazio, poi controllo ;)
      Sul versante videogame, dei cavalieri ne ho uno per play 2 (metà saga di Ade) e un per play 3 (dalle dodici case a Ade, compreso il filler di Asgard).
      Dovrei finire quello per play 3.

  3. Da super appassionato non potevo esimermi dal leggere e commentare questo tuo ottimo articolo. Due puntualizzazioni doverose, Lost Canvas è un prequel non canonico, la leggenda narra che assieme a Next Dimension dovesse fare da prequel, i due manga dovevano narrare la stessa storia da due punti di vista differenti, poi onestamente non so cosa sia successo, Kurumada ci metteva una vita a fare il suo e la Teshirogi ha preso una strada tutta sua. Il risultato è un ottimo manga, all’epoca mi piacque molto ma rimasi deluso dal finale, o dall’ultimo arco narrativo, non capisco perché mettere così da parte Yato e Yuzuriha per lasciar fare tutto al solo Tenma, capisco i Gold ma loro due proprio no. I disegni sono molto belli e riescono ad omaggiare sia Kuru che Araki ma come ricorderai dai miei post su Episode G ora preferisco lo stile di Okada.

    1. La Confessora mi ha detto che Lost Canvas è stato decanonizzato, vai a sapere perché, visto che mantiene una forte coerenza con l’originale… mistero del Cosmo!

      Sì, il trattamento di Yato e Yuzuriha ha lasciato perplesso anche me – la mia amica si è chiesta se fosse dovuto al fatto che, in passato, gli unici sopravvissuti dichiarati son stati solo Doko e Sion, e dunque gli altri due son stati messi fuori scena in quel modo.
      Guarda, non dico dare la Kamui a tutti, però, uno sforzo in più per valorizzarli meglio non sarebbe guastato. ;)

    2. È stato decanonizzato perché Next Dimension (di Kuru) è totalmente diverso, i Gold hanno nomi diversi per dire. Poi per me vale lo stesso e infondo non importa molto

    3. Next Dimension non l’ho ancora letto.
      Peccato che abbiano finito per divergere tanto, espandere un mondo narrativo può aggiungere profondità all’ambientazione, specie con una storia dal respiro epico come quella dei saint.

    1. Grazie ;)
      L’ideale sarebbe che tornasse disponibile la collection completa, aveva uno sconto molto ghiotto, ma uno dei numeri era non disponibile sul sito… comunque, ciò che manca (a parte gli extra) potrebbe essere ancora in giro per fumetterie.

  4. Amo alla follia the Lost Canvas e molti dei suoi personaggi. Mi spiace davvero tanto che alla ine sia fuori dal canone visto che è spanne avanti rispetto allo stesso prequel su cui lavora Kurumada (ammesso che mai lo finisca)

    1. Già, è un peccato, anche perché si mantiene molto coerente con la vecchia serie, arrivando anche a offrire qualche risposta ad alcune piccole domande.
      Mo’ ci aspetta un piccolo giro di retcon su Kanon e Saga, con Origin, chissà se sarà nel canone :P

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