Spunti interessanti sviluppati male: Aquarion Logos

Grazie al canale Youtube di Yamato Animation, sto colmando alcune lacune circa l’animazione giapponese moderna – visto che la TV generalista sembra poco interessata a mostrami nuove serie, o a trasmetterle a un orario che non sembri pensato per vampiri, ben venga trovare qualcosa su Youtube, anche se sottotitolato.
Aquarion Logos mi fu segnalato dalla mia amica Confessora; io ero fermo alla prima serie Aquarion, parte di quel filone di robottoni mistici e un po’ lisergici il cui nome finisce per ON, inaugurato da Neon Genesis Evangelion.
La prima serie di Aquarion non mi è dispiaciuta: bei disegni, sigla gradevole, alcune idee balorde interessanti (e altre idee balorde decisamente sceme) mentre la seconda serie, Aquarion Evol (che letto al contrario diventa lovE noirauqA) non l’ho vista.
E Aquarion Logos? Beh, l’ho visto proprio sul canale Yamato.
Mi è piaciuto? Insomma. Direi che il titolo di questo post è un po’ uno spoiler, ma andiamo con ordine.

Aquarion Logos 101

Siamo nel Giappone moderno: grazie a internet, le persone possono comunicare pensieri e sentimenti ad altri, ovunque si trovino, tramite i caratteri.
Ma ci sono caratteri e caratteri e i kanji sono diversi dai kana: i primi derivano da antichi pittogrammi, che furono poi stilizzati nella forma utilizzata in Cina e in Giappone, e che per questo motivo offrono una relazione forte tra il concetto di “qualcosa” e il suo equivalente fenomenico nel mondo reale.

Al giorno d’oggi, le persone non capiscono quale pericolo sia insito nell’uso dei caratteri: a chi, infatti, non è mai capitato di ricevere minacce e insulti in forma scritta? Quanti hanno finito per fare del male a qualcuno, perseguitandolo pubblicamente o privatamente con qualsiasi pretesto?
Le persone, anziché avvicinarsi grazie ai caratteri, si stanno allontanando le une dalle altre.
Con questa motivazione, il magnate Sogon Kenzaki ha deciso di usare il potere della voce della genesi, una dote che permette di manipolare in vari modi i caratteri, per liberarli dalla loro esistenza astratta nel mondo del Logos: in questo modo, offre loro la forma concreta di un essere mostruoso, detto mojibake o MJBK, al fine di divorare i significati degli altri caratteri e annullare così i fenomeni – fisici e astratti – che essi rappresentano, per costringere le persone ad avvicinarsi le une alle altre senza la falsa intermediazione dei caratteri.

Ma il mondo degli uomini, senza certi fenomeni, non può esistere: un mondo senza morte non ha distinzione tra i vivi e i morti, un mondo senza fiamme non ha più calore… e certe parole hanno dei significati metaforici che rimandano ad altri fenomeni, i quali sparirebbero assieme al significato letterale del carattere!
Per evitare quest’Apocalisse, un gruppo di persone dotate della voce della genesi si è riunito in un club, che ufficialmente organizza letture di testi teatrali e recite, ma che in realtà è il paravento di un’organizzazione che combatte i MJBK tramite le vector – macchine capaci di materializzarsi nel Logos World e assemblarsi nelle diverse configurazioni di Aquarion, un robot leggendario la cui esistenza risale alle origini della scrittura umana.

La scheda

Oggi non ne ho molta voglia :P le informazioni su regia, storia etc. potrete trovarle su questa pagina di Wikipedia.
Gli screenshot sono presi direttamente dagli episodi.

Disegni

Non è malaccio, ma preferivo il character design della prima serie – se non altro, mostra un filo di originalità nella caratterizzazione grafica di alcuni dei personaggi.
L’animazione non è esattamente il massimo del dinamismo, ma fa il suo lavoro.

I personaggi

La caratterizzazione dei personaggi è tipica delle serie giapponesi d’azione che vedono per protagoniste le squadre di X persone: i personaggi sono molto diversi tra loro, ma ricalcano stereotipi comuni, come

  • il personaggio energico e testa calda: solitamente è il caposquadra, ma qui fa da comprimario. È Maia Tsukigane, che copre anche lo slot della “ragazza”.
    Pur avendo un ruolo importante nella “fisica” della storia, Maia sarà spesso vista solo in funzione della sua relazione con…
  • il personaggio tenebroso e imperturbabile: qui è il caposquadra, Akira Kaibuki, il personaggio che si evolve meno di tutti, ma che è il catalizzatore del cambiamento di tutti gli altri.
    È fissato con l’idea di essere il Messia che salverà il mondo (fatto su cui verranno costruite diverse gag) e le sue capacità, oltre che il suo carattere, saranno al pieno dello sviluppo sin dal primo episodio
  • il bambino: qui è una bambina, Karan Uminagi, responsabile di alcuni dei momenti più irritanti e cringe.
    Karan vuole essere una star, spinta dal desiderio della madre, che la arruola in questo gruppo di combattenti pensando che, quando tutto sarà finito, questo potrebbe spingere la sua carriera.
    Madre dell’anno!!1!11!
  • la ragazza – di solito, il potenziale amore della “testa calda”: non c’è solo Maia, in questo ruolo, ma anche Kokone Kikogami. Essendo Maia sia la “ragazza” che la “testa calda”, l’interesse delle due verrà dirottato sul “tenebroso”, cioè Akira.
    Kokone ha un impedimento nel parlare, ma vuole essere un’attrice ed è brava a cantare
  • il personaggio grasso e buffo: qui è muscoloso, ma per il resto, il suo ruolo è quello del tipo che fa le gag a cui non ride nessuno, cioè Tsutomu Domon, il quale vuole diventare un comico e passa buona parte del suo tempo a fare video tipo candid camera su internet

Tra i piloti, ci sarebbe un sesto personaggio: Hayato Kujo, aspirante politico. Superficialmente, rientrerebbe nella categoria del “tenebroso”, ma non è abbastanza imperturbabile.
Ci sarebbero altri personaggi minori, come il “comandante” (Sakurako Soda, ex segretaria del nemico, una trentenne che si atteggia a ragazzina) oppure i nemici, come Sogon Kenzaki (capo malvagio coi superpoteri) e suo figlio Subeke (il ragazzo insicuro che spacca il culo a tutti) ma i personaggi fondamentali sono questi.

Agganciamento!

La prima serie di Aquarion fece uso di un artificio, per rendere l’assemblaggio del suo robot diverso da quello di ogni altra serie (almeno per ciò che ne so di robottoni): in fase di agganciamento dei mezzi per formare il robot, i piloti vengono mostrati… nudi (pur con colorazioni e inquadrature volte a nascondere i dettagli critici) e in preda a una sensazione di orgasmo!

Cos’avrà voluto dire?
(cit. Manuel Di Biase)

Logos fa un uso minore di questo artificio – anche perché, cavoli, uno dei piloti è una mocciosa delle elementari! – ma comunque i suoi momenti di nudismo se li concede.

Questa coreografia si vedrà spesso

E alcuni agganciamenti saranno pure forzati: stupro via robottone?

Nascita di un MJBK

Quando si verifica un’alterazione nel Logos World, il cattivo della storia identifica il carattere responsabile del problema e lo manifesta di fronte a sé grazie a un manufatto antico, il Libro della genesi; quindi lo “droga” con una siringata di una sostanza misteriosa e lo trasforma in un MJBK, facendolo apparire nel Logos World e obbligandolo a divorare significati, e concetti, con il procedere della sua corruzione.

E quando la morte non esisterà più, chi chiamerai?
(Nota: yurei significa fantasma, ma immagino ci siate arrivati da soli)
Già, chiamerai proprio loro!
Anche nella prima serie di Aquarion c’era una puntata cosplay.

Mano a mano che la corruzione procede, si verificano anomalie nel mondo reale, sia in fenomeni legati al significato letterale del carattere, sia in oggetti che sono legati al kanji in modo figurato: per esempio, in un episodio viene corrotto il carattere mushi, cioè insetto, ma a quanto pare, in Giappone questa parola identifica anche persone ossessionate da un desiderio specifico…

Le bizzarre battaglie di Aquarion

Aquarion è un robot composto da due o più vector, cioè i veicoli pilotati dai vari personaggi; a seconda dell’ordine in cui le vector si assemblano, il robot assume forma umanoide, insettoide, di coniglio o anche più stravaganti.
Ogni configurazione dà accesso a colpi speciali, in base al potere dei caratteri che si riuscirà a evocare – per quel che ho capito dalle immagini, i diversi colpi speciali sono generati unendo certi kanji dei nomi di ogni pilota coinvolto, più eventuali kanji legati alla battaglia.
Per farla breve, la scelta delle parole, in questi scontri, è più importante del saper tirare pugni, dato che il nome della tecnica serve a ridare equilibrio al carattere corrotto, annullando il suo effetto sul mondo reale… di certo, la maggior parte di noi occidentali si ritroverà colto di sorpresa dalla soluzione trovata ogni volta: aggiungi caratteri, togli tratti e zacchete, si trasformano le parole!

Il problema di Aquarion Logos

Aquarion Logos ha uno spunto strepitoso, ma gli autori scelgono di buttarlo in vacca, affogandolo in un mare di fan service, di doppi sensi sessuali e gratuiti ogni tre per due, almeno nella prima metà della serie.
Infatti, dalla seconda metà, la situazione si fa un po’ più seria – pur restando certe gag insipide – e si inizia a vedere qualche retroscena interessante.

Il finale, con pochi spoiler

Dopo una battaglia finale contro il vero nemico della storia (SPOILER: se il nemico avesse saputo leggere, non ci sarebbe stato nessun casino. FINE SPOILER) il mondo vive uno stravolgimento demiurgico, a cui seguirà una battaglia, originata da un motivo che non riesco a definire in altro modo se non… demente!
A ogni modo, dopo quest’ultima battaglia, la serie si avvia al finale, con i titoli di coda che mostrano il destino finale dei protagonisti e una breve scena che mette il punto su un ultimo snodo di trama.

Concludendo

Aquarion Logos è una serie di robottoni mistici (science fantasy?) basata su uno spunto strepitoso, bizzarro il giusto e perfettamente tarato sulle particolarità della lingua giapponese, ma in cui gli autori hanno forse creduto poco, dato che hanno deciso di facilitarsi il lavoro ben oltre un livello di ironia normale, buttandosi su situazioni inutilmente ammiccanti, fan service e doppi sensi sessuali a pioggia!

Comunque, alla fine, Aquarion Logos lancia un messaggio condivisibile:

Se non vuoi diventare il boss finale di una serie di robottoni, impara a leggere!

Link

Nel momento in cui scrivo, la serie di 26 episodi – sottotitolata in italiano – è interamente disponibile sul canale Yamato Animation: clicca qui per vederla

19 pensieri su “Spunti interessanti sviluppati male: Aquarion Logos

    1. Esatto.
      Mi ricorda il fumetto 2700, roba italiana se non erro; non tanto come trama, ma come partenza… una bella idea e poi, niente, ko.

    1. Se ti può interessare, c’è anche un sito chiamato Vvvvid (spero di aver messo tutte le v becessarie): è un sito in streaming gratuito (ha qualche spot in ogni video) ci puoi trovare film, cartoni etc., tutto legale ;)

    2. vanhelsing78

      I robottoni per i giapponesi sono come i supereroi per gli americani, li hanno sfruttati in ogni salsa, questo non significa che ogni tanto non possa saltarne fuori qualcuno interessante ogni tanto. Poi non è che tutto quello che viene dal Giappone è fico, però riconosco che la produzione orientale (anche per esempio i film cinesi e coreani) hanno sempre un po’ di sentimento in più.

  1. vanhelsing78

    A me piaceva degli stessi creatori di Aquarion, I Cieli di Esclaflone, una serie a metà tra il fantasy e i robot giganti (i celebri mecha)

    1. Me lo ricordo :) bellissima sigla, la storia la ricordo carina – son passato vent’anni, dovrei fare un ripasso – ma ci sono andati pesante coi nasi lunghi ^^

      Non sapevo fosse della stessa gente, ma diciamo che si vede una continuità di fondo nello spunto del robottone mistico.

  2. Ammazza, bella fuori di testa, come serie!
    Sì, ricordo Aquarion e ricordo che era l’onda lunga dei cloni evangelici (come Raxhepon).
    E ricordo degli orgasmi per la trasformazione (peraltro, mi sa, parzialmente censurati in Italia).
    Ma questa Logos è davvero assurda, peccato averla sviluppata in modo spesso cretino perché una serie sulla forza delle parole è figa!^^

    Moz-

    1. L’idea è strana il giusto, ma come a volte capita, è stata un po’ gettata via.
      E vabbè, capita.

      Riguardo alla serie classica, non credo abbia subito censure: manco ci hanno provato, a nascondere gli orgasmi, erano evidenti come il sole col cielo sereno :P

  3. Quando ci si mette in mezzo il misticismo e il sesso, secondo me, a noi occidentali sfugge il senso. Sarà la differenza culturale e per molti di noi i robottoni sono rimasti Goldrake e Mazinga (che poi ce ne sono due), al massimo arriviamo a Jeeg Robot.
    Comunque ho l’impressione che anche i giapponesi stiamo raschiando il fondo, nel senso che a furia di dovere sfornare “prodotti” nuovi e originali, prendono delle sbandate che giusto in patria possono sorbirsi. Di contro c’è la “moda” che se un cartone animato è giapponese, ha una rilevanza “culturale”. Come al solito, le etichette funzionano solo al supermercato: ci sono prodotti di qualità e altri no. Tu continua a dirci la tua così sappiamo cosa scegliere.

    1. Sai cos’è? Nella serie originale, se levi gli orgasmi, le vicende vanno avanti comunque – i riferimenti sessuali non aggiungono nulla.
      E pure qui, la storia andrebbe avanti pure senza (in Logos sono meno presenti, però hanno spinto sui doppi sensi in altre direzioni).

      Il raschio del fondo è una cosa comune in tutto il mondo, oggi: molto è stato già raccontato e se ha avuto successo, a volte lo si racconta di nuovo per non rischiare su idee troppo inedite, che forse funzioneranno e forse no.

      Comunque, quando capiterà, sarò qui a dire le mie sciocchezzuole in merito ;)

  4. Denis

    Ho due dvd della serie Acquarion originale li ho trovati a un’euro in un cestone dell’Unieuro, come gioco il più simile e Zone of the Enders di cui il seguito ( migliora il primo ) ha pure scene d’intermezzo anime.

  5. Denis

    Tipo Evangelion sono i robottoni, ho la collection su Xbox 360 costava pochissimo 5-6 euro nuovo e il 2 su Ps2, la storia e di Kojiima e il design e di quello che ha curato i Metal Gear.
    Purtroppo adesso i prezzi sono risaliti.

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