Affilate i paletti, oggi finiamo di parlare di Castlevania: Lords of Shadow, per Playstation 3. Seconda parte: sistema di gioco, extra e conclusione

La scorsa volta, abbiamo parlato della storia e dell’ambientazione del gioco, oltre che dei personaggi. oggi tocca alla parte “dura” del gioco, ovvero il gioco vero e proprio.

Sistema di gioco

Durante l’avventura di Gabriel, ci ritroveremo ad alternare fasi di esplorazione ambientale a combattimenti ed enigmi.

Esplorazione

Il gioco è diviso in capitoli, a loro volta suddivisi in diversi livelli, tutti riesplorabili in libertà (per gli amici, backtracking) – compresi quelli che prevedono combattimenti coi nemici più potenti.
Talvolta, Gabriel dovrà cercare di superare degli ostacoli per proseguire nell’avventura o raggiungere dei potenziamenti nascosti (questi ultimi potrebbero essere raggiungibili solo dopo l’acquisizione di qualche abilità speciale, come la capacità di sfondare pareti fragili o quella di compiere un doppio salto – cioè un secondo salto a mezz’aria).
Qua e là, il protagonista dovrà darsi alle acrobazie: arrampicate sui cornicioni degne di Lara Croft, per esempio… ma la croce da battaglia, oltre che come arma, è anche utilizzabile come un rampino.

Enigmi

In certi livelli, sarà necessario risolvere degli indovinelli, per proseguire nella storia: solitamente, avremo a disposizione un indizio di qualche tipo e, rinunciando alla ricompensa in esperienza per lo scioglimento dell’arcano, otterremo l’intera soluzione, che poi dovremo solo mettere in atto.
Gli enigmi sono per lo più semplici da risolvere, con una struttura matematica abbastanza abbordabile, ma uno richiederà una certa precisione nella gestione della leva del joypad, e del tempo…

Combattimento

Gabriel dispone di un’arma prodigiosa, chiamata croce da battaglia: una reliquia sacra creata per affrontare le tenebre, successivamente potenziata da un alchimista, Gandolfi, che la trasformò in una “frusta” aggiungendo all’estremità una catena, più altri potenziamenti da acquisire nel corso del gioco – compreso un paletto all’impugnatura, che renderà la croce una “vampire killer” (il nome che viene attribuito alla frusta dei Belmont nei Castlevania classici).

La croce da battaglia permette di compiere due attacchi principali: uno diretto contro un nemico singolo, uno ad area che colpisce tutti i nemici in un ampio raggio. Da questi due attacchi, è possibile sviluppare altre tecniche speciali, spendendo i punti esperienza (guadagnati in battaglia e risolvendo puzzle) più altre tecniche ibridate con i due tipi di magia disponibili.
Altri strumenti utili, anche loro potenziabili con la magia, sono le reliquie: diversi strumenti presenti nei capitoli canonici della serie – come i pugnali da lancio e le boccette dell’acqua santa – diventano disponibili per Gabriel nel corso del gioco.
Infine, il protagonista otterrà altri strumenti alla sconfitta di certi nemici potenti, ampliando le opzioni di battaglia e permettendo di aprire nuove strade esplorabili.

Molti nemici potranno essere messi fuori gioco, da subito o nelle fasi finali dello scontro, grazie a certe opzioni speciali della croce da battaglia: in quel momento, un semplice quick time event (un breve evento a tempo, in cui dovremo premere un tasto del pad in un momento preciso) metterà fine al confronto, distruggendo i nemici più deboli e sottomettendo i più potenti, che verranno usati come “cavalcatura” per aprire nuove strade all’esplorazione e aggredire i loro vecchi compari.
Qualsiasi abominio di una certa dimensione – eccetto i boss della storia – potrà essere sottomesso in questo modo: enormi cinghiali, lupi grandi come SUV, ragnoni…

Magia

Grazie a degli amuleti, Gabriel ha accesso a due diverse forme di magia – potendone usare solo una per volta: la magia della luce, che permette di guarirsi con ogni attacco portato a segno, e la magia dell’ombra, che aumenta il danno causato dagli attacchi.
Le due magie usano due diverse forme di “mana”, ciascuno dei quali si consuma mano a mano che si mantiene attiva una magia; questo mana si recupera colpendo i nemici senza fare uso della magia e a ogni attacco subito – e dopo la sconfitta – le vittime rilasceranno dei globi di mana neutrale, assorbibile da uno o da entrambi gli amuleti.
La possibilità che un nemico rilasci il mana neutrale aumenta con la focalizzazione di Gabriel: colpendo i nemici, senza farsi colpire a sua volta, Gabriel aumenta il suo indicatore di concentrazione e più è alta la concentrazione, più mana neutrale viene generato.

Aumentare le “barre”

Nel corso dell’esplorazione, Gabriel troverà delle schegge di tre colori

  • verdi per la salute
  • blu per la magia di luce
  • rosse per la magia d’ombra

Raccogliendo cinque di queste schegge, ga barra corrispondente aumenterà la propria capienza, rendendo Gabriel più restio a morire o permettendogli di usare la magia più a lungo.

Extra

Nel gioco, sarà possibile sbloccare gli artwork: disegni belli ed evocativi che rappresentano personaggi, ambienti e mostri, alcuni dei quali sono ottenuti automaticamente, mentre altri richiedono una spesa davvero contenuta dei punti esperienza di Gabriel – ma sono tanti, l’esborso è dietro l’angolo!

Degli altri extra, alcuni sono elementi che possono essere utili al giocatore – come vedere la barra dei punti-vita dei nemici – mentre uno è costituito da un mini-gioco affrontato nel corso dell’avventura, reso disponibile per partite “amichevoli” una volta superato nella storia: gli “scacchi dei vampiri”.

Concludendo

Castlevania: Lords of Shadow è un solido gioco d’azione, che prende ispirazione da alcuni dei migliori giochi che l’hanno preceduto nella stessa categoria, eppure non mi ha appassionato del tutto: in certe parti mi sono divertito, a volte mi sono sentito infastidito per la necessità di ripetere più volte certi quadri già giocati, al solo fine di mettere mano su un potenziamento impossibile da ottenere in precedenza (e non parliamo di certe “sfide”, la cui riuscita dipende da fattori incontrollabili nel mezzo della mischia).
E certe volte mi son proprio infuriato, perché certi elementi sembravano messi lì solo per sfidare la mia pazienza e non anche per divertirmi.

Non tutti i livelli sono interessanti da rigiocare, né sono tutti ragionevolmente brevi: alcuni si presentano inutilmente lunghi, motivo per cui – come la volpe con l’uva – ho detto “è acerba” e sono passato oltre.
La storia non è male: è un classico che mostra le origini di un eroe puro, la sua progressiva caduta e, per chi finirà il gioco, la sua redenzione, con un’interessante svolta sul finale che permette di far quadrare il cerchio – ma ricordando che questa serie di giochi non è in continuità con i classici Castlevania.

Complessivamente, un buon gioco in cui gli alti sono, imho, più numerosi e intensi dei bassi.

8 pensieri su “Affilate i paletti, oggi finiamo di parlare di Castlevania: Lords of Shadow, per Playstation 3. Seconda parte: sistema di gioco, extra e conclusione

    1. Rispetto au veri giochi cafoni, come Devil May Cry (e soprattutto il suo reboot) Bayonetta o Dante’s Inferno, Lords of Shadow è abbastanza sobrio, forse perché il protagonista è un personaggio tragico.
      Il suo seguito è ben più cafone ;)

    2. Nemmeno tanto, sono riuscito a finirlo io! XD
      È complesso padroneggiare questi giochi, ma se ti accontenti di finirli inondandoli di parolacce per le difficoltà, ce la fai 😉

  1. Denis

    L’ho finito impostando subito il livello difficile, perchè ormai per avere sfida devo fare cosi, mi sembra un miscuglio un pò di Assassin Creed per le fasi platform, Devil May Cry e si Metroid ma anche Soul Reaver e il primo Legacy of Kain richiedevano lo sblocco di abilità.per aprire nuove zone.

    1. Io invece ne ho le tasche piene dei livelli di difficoltà più alti, che spesso si riducono ad aumentare le statistiche dei nemici e poco più. Una sfida alla pazienza, oltre che all’abilità.
      Ma è un bene che ci siano diversi livelli, così, a ciascuno il suo ;)

  2. Sono nettamente più “comprensivo” nel giudizio anche alla luce dei difetti che hai citato. Per me è un gioco da avere tra i titoli della passata generazione. Non sono riuscito a staccarmene fino a che non sono giunto alla fine (anche se la fine è…vabbè no spoiler). Entra sul podio dei Castlevania migliori di sempre, insieme a Super Castlevania IV per SNES e l’inarrivabile Symphony of the Night per PlayStation. Chissà mai se ne vedremo mai un altro capitolo degno della serie. Konami li morta…cc…tua! 😂

    1. Sono d’accordo, è un titolo da avere. Certe sue qualità non mi vanno a genio? È vero, ma è comunque un bel gioco, con alcuni ambienti evocativi, un personaggio serio, una bella storia… 😉
      Quando l’ho preso, conoscevo già certe sue caratteristiche, ma lo volevo giocare comunque!

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