Una storia di spade enormi e magie giganti: Knight’s & Magic

Da bambino, c’erano due tipi di cartoni animati giapponesi che adoravo in modo particolare: i robottoni e le maghette.
Avrei tanto voluto vedere maghette (e maghetti) intenti a guidare dei robottoni, ma a parte un episodio di Minky Momo, i miei desideri rimasero irrealizzati fino all’arrivo del fumetto di Rayearth. Da lì, a memoria, iniziarono a moltiplicarsi le serie di robottoni magici, o almeno mistico-filosofici: Escaflowne, i robottoni col nome che finisce per -on (Evangelion, Rahxephon, Aquarion) e così via.
Oggi ci faremo due chiacchiere su Knight’s & Magic, una serie di robot giganti magici in ambientazione fantasy, disponibile in lingua originale e sottotitoli in italiano sul canale di Yamato Animation.

Knight’s & Magic 101

(Fonte: Animeclick)

Nel regno di Fremevira (o Fremevilla, dipende dalla traslitterazione) esiste una tecnologia fondata sulla magia, che permette di creare dei robot chiamati Silhouette Knight: alimentati dal mana che permea il mondo, questi robot vengono usati da secoli per combattere degli esseri chiamati bestie demoniache, mostri di ogni possibile taglia e potere.
Ernesti Echevalier, un ragazzino appartenente alla nobiltà, si innamora a prima vista del concetto di robottone e decide di dedicare la propria vita al sogno di costruirne uno per sé: in poco tempo, impara a padroneggiare l’arte della scherma e della magia, indispensabili per utilizzare al meglio i Silhouette Knight in battaglia, e una volta iscritto all’Accademia per Cavalieri di Lahiala, inizia a farsi notare per la sua attitudine a innovare schemi vecchi di secoli, producendo nuove tecnologie e utilizzando le vecchie in modi creativi.
Col tempo, il vizio di Ernesti di inventare nuovi modi per combattere su colossi magi-meccanici diventerà fonte di guai – e di opportunità inedite – per il regno intero…

La scheda 101

Tratto dalle light novel di: Hisago Amazake-no
Regia: Yusuke Yamamoto
Musiche: Masato Koda
Studio: 8-Bit

Genere

Esiste la fantascienza militare, ma questo è un anime fantasy, perciò potremmo dire che si tratti di science fantasy militare: i robottoni e la magia hanno un funzionamento che ci viene illustrato tramite dei feroci e dettagliati spiegoni, a volte per bocca dei personaggi, altre volte tramite un’invadente narratrice, esterna alla storia.
Questo anime ricade in un altro “genere” di storia, un approccio molto caro ai giapponesi: quello dell’abitante del Giappone moderno che si ritrova in un mondo alternativo. In particolare, si parla di un sottogenere specifico, dato che il protagonista arriva nel mondo fantasy tramite… reincarnazione!

Disegni e animazione

I disegni sono piacevoli da vedere e ricchi di dettagli – soprattutto quando si parla di sfondi e robot giganti.
L’animazione dà il meglio soprattutto durante le battaglie (la computer grafica è ben integrata con il resto dei disegni) mentre nelle situazioni più tranquille si fa ampio uso di vecchi trucchi, come le schermate statiche con movimenti suggeriti da carrellate della telecamera.

Musiche e doppiaggio

Con l’eccezione delle due sigle d’apertura e chiusura, piuttosto pop, le musiche che accompagnano la storia sono orchestrate con un gusto più europeo, apparendo adatte anche per un jrpg fantasy.
Le voci sono quelle di un tipico doppiaggio giapponese – la giovane età di certi personaggi spinge all’uso di doppiatrici dalla voce un po’ acuta, ma non – come direbbe un mio amico – in “Dolphin Surround”.

I difetti della serie

Caviamoci il dente: essendo questo un anime nato da una serie di romanzi brevi ancora in corso, condensare gli eventi in una stagione di 13 episodi ha portato i realizzatori ad accelerare la trama, soprattutto riguardo al periodo degli anni di formazione del protagonista: la voce narrante si premura di raccontarci i dettagli meno avventurosi della vita di Ernesti.

Un altro difetto importante della storia risiede nell’immutabile “perfezione” di Ernesti: lui sa fare tutto sin dall’inizio, anche  meglio di gente che lo supera per età ed esperienza, e le sue continue invenzioni (o reinterpretazioni di idee terrestri altrui) sono causa di parecchi guai… per gli altri, ma non per lui. Perché lui sa fare tutto benissimo.
In sostanza, pur essendo il protagonista, è un personaggio il cui carattere non si evolve, perché non ne ha bisogno. Al massimo, Ernesti guadagna nuove capacità.

Personaggi

I personaggi sono tanti, ma saranno in pochi a guadagnare un po’ di spazio al fianco del protagonista, risultando comunque un po’ sacrificati rispetto a lui.
Kurata è un talentuoso programmatore di videogiochi e un otaku fanatico di robottoni: morto in modo idiota in un incidente stradale, è forse il suo forte rimpianto di non poter montare i propri modellini nuovi a farlo reincarnare in Ernesti Echevalier, un bambino dai tratti delicatissimi, figlio di un nobile Knightrunner (pilota di robottone) e di un’esperta maga.
Affascinato dai Silhouette Knight, i robottoni magici del suo nuovo mondo, e consapevole della propria vita passata da programmatore, nel suo studio della magia scopre delle affinità tra le arti arcane e l’informatica, riuscendo a eccellere nella pratica della magia e reinventando comode tecnologie terrestri, interpretate in una forma più adatta al suo nuovo mondo.

Durante il proprio apprendistato, Ernesti fa la conoscenza di due gemelli, Arkid e Adeltroot, figli illegittimi di un nobile: Ernesti farà di loro dei maghi e dei cavalieri provetti, arrivando a trascinarli con sé all’Accademia per Cavalieri di Lahiala – facilitato dal fatto che Adeltroot ha una palese cotta per lui.
Da lì in poi, sarà tutto un fiorire di persone più o meno volitive e di talento – i compagni di accademia Edgar, Dietrich e Helvi, ma anche i Knightsmith (tecnici di stirpe nanica) impiegati nella manutenzione dei Silhouette Knight usati nell’accademia, fino ad arrivare al re di Fremmevilla e ad alcuni suoi parenti. E, nel finale della serie, alla sua nemesi…

L’ideale estetico di Ernesti

Per Ernesti, tutto inizia e finisce coi robottoni che combattono tra loro; questa sua mania lo porta a produrre invenzioni scellerate, capaci di un potere distruttivo inedito, e quando qualcosa cerca di spostare la tecnologia bellica al di là del concetto di robot gigante, un tale affronto gli dà la spinta necessaria – tipica del protagonista di un classico shonen manga – per combattere contro la minaccia alla propria filosofia e al proprio stile di vita.

Alcune creazioni di Ernesti

La storia, senza spoiler

Gli episodi, singolarmente o per gruppi, tendono a sviluppare brevi archi narrativi secondo una formula

  1. Ernesti si fa notare per le sue qualità – spesso per aver innovato i robottoni in modi impensabili, ma altre volte per le sue capacità in battaglia, dato che è anche uno spadaccino e un mago esperto
  2. Ernesti ottiene qualcosa grazie al proprio lavoro: nuovi amici o il rispetto dei suoi pari e superiori, accesso a tecnologie sconosciute e segreti di stato, vantaggi sociali etc.

Spesso, i suoi nemici non hanno la possibilità di metterlo nei guai, dato che riesce a reinterpretare le proprie competenze moderne secondo gli schemi del suo nuovo mondo: prima di vederlo davvero in difficoltà, bisognerà arrivare agli ultimi episodi di questa prima – e per ora, unica – stagione.
Di fatto, a crescere saranno i suoi alleati, ma non lui stesso: per esempio, l’amico Arkid diverrà un cavaliere provetto, nonostante sia un adolescente, mettendosi in mostra nel modo migliore con una certa principessa, e Dietrich, da talentuoso e arrogante studente che fallisce il proprio battesimo del fuoco, diventa un guerriero responsabile e affidabile.
A ogni modo, la storia comprenderà

  • diversi combattimenti spettacolari, in cui troveranno spazio strategie e tattiche inedite, possibili solo grazie alle innovazioni nell’ambito della “robottoneria” o alla retro-ingegneria
  • guerra, spionaggio e intrighi
  • rivelazioni di segreti ben celati
  • momenti comici, spesso legati all’ossessione di Ernesti per i robottoni
  • accenni di relazioni sentimentali che non vedranno adeguato sviluppo – magari nelle prossime stagioni, se ci saranno?

Concludendo

Knight’s & Magic è una serie di genere science fantasy in ambientazione militare, in cui la magia contribuisce a dare vita a robot giganti alimentati dal mana, qui il “carburante” di ogni prodigio e stregoneria.
Il giovane aristocratico Ernesti Echevalier, reincarnazione di un programmatore e otaku del Giappone moderno, prova una passione smodata per i robot giganti e si impegna per riuscirne a costruire uno tutto suo: grazie ai paralleli esistenti tra la magia del suo nuovo mondo e l’informatica del vecchio, progetta innovazioni tecnologiche che rivoluzionano in pochi anni la vita della sua patria.
La sua ossessione per i robot lo spinge a fare scelte avventate e sconsiderate, eppure le conseguenze delle sue azioni creeranno problemi soprattutto agli altri, dato che lui è troppo abile in tutto, per non uscire a passo di danza dai disastri.
Questa “perfezione” del protagonista, unita all’eccessiva condensazione di ampi passaggi della storia – che risulta un po’ stretta in soli tredici episodi, ed è la causa principale di molti spiegoni – è forse il più grande difetto della serie.
Superati questi problemi, si ottiene una vivace, quanto leggera, storia d’avventura, disegni gradevoli, musiche adatte al genere e alcuni combattimenti divertenti.

Link

La pagina del canale Yamato da cui poter vedere gli episodi della serie

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14 pensieri su “Una storia di spade enormi e magie giganti: Knight’s & Magic

    1. Ti ringrazio ;)
      Come serie mi è piaciuta, nonostante i difetti: è una storia d’avventura leggera, senza chissà quali messaggi dietro, ma il suo lavoro lo fa. L’ho vista in un periodo in cui ero un po’ moscio e mi ha rianimato ^^

  1. Mi accodo ai complimenti di Giovanni rispetto alla qualità della recensione.
    Non sono un amante di anime e manga, ma devo ammettere che questi disegni sono spaziali. Era da tanto che non vedevo qualcosa di così qualitativamente elevato

    1. Grazie anche a te! ;)
      La qualità tecnica media inizia a essere alta (con le dovute eccezioni) ora dovrebbero puntare a migliorare la struttura delle storie e la caratterizzazione dei personaggi.
      In questo caso hanno lavorato su una serie di light novel (romanzi brevi, un formato molto popolare in Giappone) magari l’eccessiva competenza del protagonista è ereditata dalla fonte, chissà.

    2. Hanno fatto un ottimo lavoro, perché molti cartoni nuovi che vedo in TV facendo zapping sono inguardabili.
      Per quanto riguarda la trama, é sempre la parte più difficile 😅

    3. A volte, in tv da noi, si abusa della scelta “tratto semplice”, e non parlo di Peppa Pig, ma ci sono pure cartoni realizzati come il Cielo comanda, almeno da un punto di vista tecnico. Magari con i soliti trucchetti per risparmiare animazione, ma per il resto ci sono impegni e risultati.

  2. L’idea della commistione tra magia e informatica non è male, quindi direi che a occhio Ernesti è il personaggio che sembra più riuscito.
    Che dire, non è il mio genere, per molte cose: giapponesi normali in mondi paralleli (ecco, giusto in Rayearth lo sopporto un poco) e spiegoni dettagliati sui mecha… Però dai, devo dire che l’idea in sé non è malvagia.

    Moz-

    1. Con più attenzione a certi dettagli, anche restando concentrati sull’avventura pura – cioè, senza approfondire temi come la guerra, la scienza (qui magia, ma assolve a quella funzione) applicata alla produzione di armi etc. – sarebbe stata una serie favolosa.
      Resta comunque carina, ma ha i suoi limiti.

  3. Denis

    Questa cosa nell’agire nel mondo alternativo e proprio un tratto jap me l’ho ricordo in Inuyasha, come film con i robottoni ho solo i 2 Patlabor, questo vedendo dall’immagini ha ottimi disegni.
    Avevo pure un gioco con i mech che univa un’altro tratto jap, il protagonista che ha perso la memoria si intitolava Lost Planet, tra l’altro il motion capture del protagonista era fatto su famoso attore coreano che ricordo nel film Bitter sweet life

    1. È un tema che sembra piacere proprio tanto, in Giappone. Si usa pure in Occidente – vedi Narnia, ma non solo – però da loro ha proprio dato vita a un sacco di storie.
      Qui c’è la variante della reincarnazione, un po’ meno frequente.

  4. Anche io amavo entrambi i generi ma l’accoppiata non mi sarebbe piaciuta allora e non mi piace oggi.
    Ero convinto si trattasse di un GDR fantasy, il soggetto riporta a quelli.
    La trama compressa non è del tutto un difetto ma che il protagonista sia già esperto, è un difetto che non piacerebbe manco a me.
    La faccenda della reincarnazione mi piace ma Ernesti che cazzo di nome è?
    Non dubito che le animazioni dei combattimenti siano belle ma ha un tratto troppo moderno, compresi i colori accesi.

    1. Non mi stupirebbe se ci fosse un videogioco a tema ^^
      Forse parte del protagonista “già completo” viene anche dalla compressione della storia… se avessero mostrato qualche fallimento con gravi conseguenze, magari avrebbe smorzato un po’ l’effetto.
      Ti lamenti del nome finto italiano, ma non del cognome finto francese? Sei proprio protettivo, con la roba del tuo paese XD
      Il tratto grida a gran voce “Modellini!”, comunque non può non essere moderno, non avendo dalla sua una lunga tradizione come certe vecchie glorie robottoniche – non so a quando risalga la prima light novel, ma non credo sia molto antica.

    2. Più il contrario, sono iper critico solo sulla roba dedicata all’Italia 😝
      Non sapendo molto dei francesi, manco mi ero accorto del cognome storpiato!

    3. La E iniziale non ci sta a fare nulla, non in francese. Chevalier vuol dire cavaliere e dubito che in un’altra lingua o dialetto esista Echevalier, secondo me la E è stata aggiunta perche piaceva all’autore dei romanzi :P

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