L’epopea del Cavaliere ripetente

Nel caldo esagerato di questo agosto, torniamo a gracchiare di cartoni animati relativamente recenti. E per qualcuno, potrebbe trattarsi di un cartone “bollente” quanto quest’estate, data la quantità immonda di fan service con cui si è deciso di affogare quella che sarebbe stata, altrimenti, una discreta serie sportiva con inserti fantasy.
Se mi seguite da tempo, sapete già come io consideri questo genere di approccio alle storie: un’occasione sprecata, dovuta alla mancanza di fede nella bontà della propria storia!

L’epopea del Cavaliere ripetente 101

Copertina del DVD
(Fonte: Pinterest)

Siamo in una Terra simile alla nostra, in epoca moderna, ma in cui le persone potrebbero nascere con poteri magici. A Tokyo, la prestigiosa accademia Hagun si occupa di formare i Blazer, ovvero dei cavalieri-maghi capaci di usare i loro poteri a livelli elevatissimi.
I Blazer vengono classificati secondo una scala di valutazione basata sui loro poteri, più che sulla base delle capacità nella scherma; per questo motivo, l’abile (ma magicamente modesto) Ikki Kurogane viene classificato come un Rank F, il peggiore di tutti, e viene spesso canzonato come uno incapace di stare al proprio posto, dato che si ostina a frequentare l’accademia e aspira a partecipare al Festival delle Sette Stelle, la più importante competizione scolastica per i Blazer.
A seguito di alcuni cambiamenti nella gestione dell’accademia, e all’incontro-scontro con Stella Vermillion – bella principessa di un paese lontano – Ikki avrà la possibilità di competere per avvicinarsi a realizzare il proprio sogno.

La scheda

Perdonatemi, ma non ho molta voglia di comporre la scheda, tra il caldo e il fatto che i difetti di questa serie mi abbiano lasciato un po’ di amaro in bocca. :P
Potete trovare un bel po’ di informazioni – tipo autori, regista etc. – sull’apposita pagina di Wikipedia.

Genere

Sportivo in ambientazione scolastica. Non trovo elementi per definirlo urban fantasy, perciò direi che “fantasy” e basta gli stia a pennello, essendoci magie di varia spettacolarità.
La serie punta molto sul fan service e sugli inserti di blando genere ecchi, con situazioni costruite appositamente per permettere soprattutto (ma non solo) alla comprimaria maggiorata, Stella Vermillion, di spogliarsi e mostrare buona parte della sua pelle. Per tacere del fatto che le studentesse di un’accademia per spadaccine debbano indossare delle minigonne “giropassera”.
Come tendenza generale, il fan service è presente in quasi tutte le puntate, pur esagerando a episodi alterni – gli episodi con meno fan service mi hanno permesso di arrivare alla fine della serie senza cedere per la noia.

Disegno e animazione

Tratto gradevole, ma che non si differenzia da tanti altri.
Nell’animazione, tendono a spiccare i combattimenti: dinamici, ricchi di effetti di luce dovuti alla magia, e con tante acrobazie.
Una buona parte del minutaggio totale della serie è suddivisa tra i combattimenti – spesso di buon livello, come quello, all’apice della tecnica, che vede coinvolta la sorella del protagonista – e l’esigenza degli autori di mettere il protagonista in situazioni compromettenti e piccanti, in seguito a cui non accadrà quasi mai nulla di rilevante.

Spoiler 1: lei indossa solo le mutandine
Spoiler 2: anche lui è in mutande
Spoiler 3: lei gli ha appena guardato il pacco
Spoiler 4: non si daranno nemmeno un bacetto, in questo frangente

Interessante lo scontro finale affrontato dal protagonista, pur senza essere adrenalinico – è praticamente uno scontro al rallentatore, con soluzioni grafiche che richiamano lo stile della sigla di apertura.

Musiche e doppiaggio

Gradevole la sigla di testa, insolita la sigla di coda (le cui immagini potrebbero essere considerate not safe for work, vista la quantità di tizie nude con coperture strategiche, su fondali con rose alla American Beauty). Gli altri brani non mi sono rimasti impressi.
Il doppiaggio è in linea con quello delle serie piene di personaggi adolescenti: le ragazze hanno una voce spesso troppo acuta – per i miei gusti.
Si urla un sacco, durante i combattimenti.

La magia

Il sistema magico è semplice: chi ha poteri da Blazer è in grado di materializzare dal nulla un’arma detta Device – il protagonista ha una katana chiamata Intetsu – e di usare una o più tecniche magiche chiamate Noble Art, consumando il proprio potere magico come in un videogioco. Le forze spese si recuperano col riposo.
Ogni Blazer possiede un ammontare limitato di potere massimo, che sembrerebbe determinato alla nascita e impossibile da aumentare.

Personaggi

Ikki Kurogane è il protagonista. Proveniente da una famiglia famosa per il potere magico dei suoi membri, viene bullizzato dai suoi stessi parenti perché dotato di una magia assai inferiore alla media. Per rimediare, ha sviluppato una strategia che consiste nell’analizzare e apprendere le tecniche di scherma degli altri (Blade Steal, il furto della lama) e la Noble Art Itto Shura – che dovrebbe essere “la spada dell’Ashura” o qualcosa del genere.
Grazie a Itto Shura, Ikki è capace di concentrare tutto il suo potere magico in un minuto di potenziamento sovrumano – fisico e cerebrale – e può rinunciare temporaneamente a porzioni delle proprie funzioni, come la capacità di interpretare i colori, per “liberare risorse” da dedicare ad altri scopi.
Di carattere, Ikki è fin troppo serio, ed è quel tipo di adolescente da anime che, anche se una ragazza da cui è attratto “gliela sbatte in faccia”, declina cavallerescamente per rispetto.
Non è un cattivo personaggio: apprezzo il fatto che riesca a sfruttare tutti i suoi mezzi al massimo e a ottenere dei risultati, e le sue capacità sono interessanti, ma nel complesso è un po’ banale. Fin troppo mite, buono e “perfetto”, con l’unica eccezione del primo incontro-cliché con Stella, in cui fa una cavolata assurda.

Stella Vermillion è la principessa dell’impero Vermillon. Bella, provocante e dotata di un potere magico incredibile, capace di produrre fiamme dello stesso calore che si sente a Cagliari, in estate (3800° C) ha un incontro-scontro iniziale col protagonista, che sarà solo uno dei tanti siparietti pretestuosi finalizzati a farle perdere i vestiti, mostrando una biancheria fatta di francobolli incollati al filo interdentale che sarebbe più adatta per una spogliarellista, anziché per una ragazza assai pudica.
In seguito al duello con Ikki, il primo a capire veramente come sia fatta di carattere, finirà per innamorarsi di lui e passerà subito dalla modalità “vergine inespugnabile” a quella “assatanata incontrollabile”.

Shizuku Kurogane è la sorella del protagonista… ed è innamorata di lui! È l’unica della famiglia a trattare Ikki come una persona, rispettandone le capacità e volendogli bene, e per questo motivo tiene un comportamento gelido con gli altri parenti.
Dotata di buone capacità magiche, viene evidenziato come il suo livello di controllo di ghiaccio e acqua sia altissimo.

Ci sono diversi altri personaggi, ma non ne spicca davvero nessuno, salvo per gli strani poteri di alcuni. Si nota un po’ Alice, un ragazzo che si percepisce come donna e tiene un comportamento da “sorella maggiore” nei confronti di Shizuku, senza però fare la macchietta in ogni sua apparizione.
La presenza di tanti personaggi femminili procaci mi ha fatto sospettare che sarebbe stata una serie harem, ma di fatto il protagonista è conteso solo tra due di loro – sebbene i momenti ammiccanti si sprechino anche con altre ragazze.

La storia

Se non fosse una serie affogata in siparietti osé per segaioli di primo pelo, il suo tema sarebbe probabilmente l’accettazione: il protagonista fa di tutto per farsi apprezzare dalla sua famiglia, cercando di far fruttare al massimo il suo scarso potere, ma i suoi vogliono che ciascuno stia al suo posto e non provi mai a innalzarsi da dove il destino l’ha piazzato, arrivando a ostacolare Ikki in tutti i modi possibili, legali e illegali, pur di impedirgli di crescere.
Guadagnandosi il rispetto di molti dei suoi compagni di scuola, durante le selezioni per il Festival delle Sette Stelle (un torneo tra le accademie che formano i Blazer) Ikki, come è prevedibile, arriverà a capire che “famiglia” non è solo il gruppo in cui nasci per puro caso, ma anche l’insieme di persone che scegli di amare e che ti amano a loro volta.

Nei dodici episodi che compongono la serie, che sviluppano dei brevi archi narrativi in blocchi di tre/quattro puntate per volta, ci saranno dei combattimenti vivaci (che compongono la parte sportiva della trama) ma anche alcuni momenti di approfondimento della storia d’amore tra Ikki e Stella, che oscilleranno tra delle tenere romanticherie (e incertezze dovute al vivere il primo amore senza libretto d’istruzioni) e momenti in cui la ragazza andrà all’assalto della “virtù” di Ikki.
Il tutto con delle reminiscenze degne di Candy Candy, dato che la famiglia del protagonista ha praticamente lo stesso assetto mentale (e profondità) della squallida Iriza Legan.

Concludendo

Rakudai Kishi no Cavalry, ovvero L’epopea del Cavaliere ripetente, è una classica storia di formazione in ambientazione scolastica e contesto sportivo, con alcune variazioni delle commedie sentimentali sportive e scolastiche che tanto piacciono a Mitsuru Adachi

  1. c’è un elemento fantasy (magie e spade stregate)
  2. c’è un sacco di fan service, con inutili inserti piccanti

Il secondo punto della variazione è, per me, il più grosso limite della serie: gli autori sembrano non crederci abbastanza da sviluppare il tema scelto in modo serio, preferendo distrarre l’attenzione dello spettatore con ragazze procaci, biancheria intima ardita e cose simili.

Ed è un peccato: il protagonista non sarebbe malaccio, forse un po’ banale come carattere, ma è dotato di capacità interessanti – e in più ho un debole per il concetto del “personaggio sfavorito che usa il cervello e la fantasia”. Purtroppo, le vaghe ambizioni della trama, che sembra volersi sviluppare solo negli ultimi episodi, vengono funestate dai momenti pruriginosi d’ordinanza, che finiscono per risultare numerosissimi, invadenti e soprattutto volgari, piuttosto che provocanti o almeno divertenti.
Se ci sarà una seconda stagione, spero che chiunque firmi la storia si sarà trovato una persona reale con cui sfogare le proprie fantasie, prima di mettersi a scrivere la sceneggiatura.

Link

La pagina del canale Yamato Animation in cui è possibile vedere la serie, in lingua originale e con sottotitoli in italiano

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17 pensieri su “L’epopea del Cavaliere ripetente

  1. Mumble mumble, dalla tua recensione non mi sembri convinto, anche quando ne parli bene. Nudismo a parte, mi sembra non ci siano molti altri temi forti. Perché quand’ero ragazzo in preda agli ormoni non erano accessibili da noi questi film? :-D

    1. Roba simile ce n’era, ma non c’era internet :P
      Riguardo alla serie, ha alcuni lati positivi, ma anziché svilupparli al meglio, si è preferito fare del nudismo parziale e delle situazioni un po’ spinte il pezzo forte del cartone.
      Resta da vedere se fossero così pure i romanzi.

    1. Un paio di volte ci prova pure, và, ma sperare di fare il momento commovente con due cliché e farlo precedere e seguire dal momento pseudo-arrapone lo rende impossibile, per me :P

    2. Eh eh eh… c’è tutto un fiorente mercato, io credo, in Giappone, per questo tipo di libri\anime\manga. Anche ora, vedendo quanto seno hanno le ragazzine protagoniste di ogni serie e i videogame.

    3. Il problema è il superamento del limite del buon gusto… vuoi fare una roba erotica, con la ragazzetta procace e poco vestita, che prova a sedurre il ragazzetto atletico e di buon cuore? Segui almeno una logica e fissa un carattere per i personaggi.
      Lei, per dire, passa da urlare “pervertito” a diventare super-arrapata nel giro di poche scene… sembra un (nuovo?) cliché molto popolare negli anime: lui adolescente ritroso, lei adolescente audace. Dal poco che so del Giappone, lo schema di comportamento più comune è ben diverso…

  2. Denis

    un mio amico aveva pure un gioco per Ps4 dove si dovevano denudare le ragazze per vincere Akiba Trip, mentre di giochi con del fan service ho solo i Ninja Gaiden, Cathrine, e Lollypop Chainsaw come film uno con Ranma 1/2 in cui tutte le protagoniste sono in bikini più fan service di cosi.

  3. Denis

    Dico la verità non riuscito a finirlo perchè verso la fine diventa difficile, mi chiedo se le donne ci vedono come pecore ,si le scene animate sono dello Studio I.G se non ricordo male quello dei Ghost in the Shell

  4. Denis

    Ah ecco perchè giocavo a livello normale e sono quasi impazzito! tra l’altro la versione xbox 360 ha una copertina diversa da quella ps3

  5. vanhelsing78

    In pratica è come Najica (o Najika non ricordo) passato in tele qualche anno fa. Era tutto sommato una buona spy story fantascientifica, ma ogni due minuti dovevano inquadrare le mutande di uno dei personaggi femminili.

    1. Najica (natica è più facile) lo ricordo vagamente, era tipo un’altra roba di mutande, Aika. Un altro bel prodigio di trama e personaggi XD
      Comunque, stavano meglio in Aika, che nemmeno provava ad avere una trama :P

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