Geek League presenta: Hallowgeek. E io presento Kukla – Gothic Horror!

Anziché combattere i supercattivi dell’Ipersfera Nerd, come il malefico Barone Grumponi, dedito a cancellare fantasia e divertimento dal mondo (già, invento elementi della “mitologia” della Geek League senza consultarmi con gli altri :P ) stiamo finendo tutti per dedicarci ad affrontare minacce e supercattivi della vita reale, come il Dottor Scadenze Improrogabili e la Truppa dei Troll sui social: per questo motivo, la serie regolare di Geek League sta decisamente latitando, ma almeno gli speciali ce li concediamo!
Speciali come questo secondo Hallowgeek, in cui io e alcuni colleghi della League parleremo non di episodi TV a tema Ognissanti/horror, come l’anno scorso, ma di un fumetto horror.
Io ho scelto Kukla – Gothic Horror, della PlayPress.

Kukla – Gothic Horror 101

Copertina italiana

Kukla è una città dell’Europa dell’est che vive nella pace, ma è una tranquillità non priva di prezzo: la causa della stabilità e prosperità del posto è la presenza di una donna chiamata Veruma, una bella e ricca signora, temuta e rispettata dagli abitanti di Kukla.
Veruma, iniziata una relazione con il giornalista giapponese Chikao Shino, si ritrova a perdere l’uomo in circostanze misteriose, così invita a vivere con lei Kaito, il figlio di Chikao, ormai solo al mondo.
Kaito accetta e inizia a vivere nella misteriosa Kukla, città i cui abitanti provano un misto di timore reverenziale e terrore puro per Veruma, e in cui le persone tendono a sparire senza apparente motivo…

La scheda (composta pescando informazioni anche da Animeclick)

Titolo originale: Yuukei Seikou Kuukura
Storia: Koji Tazawa
Disegni: Asato Mifune
Traduzione: Yoshiko Tabuchi
Editore originale: Kodansha (2002)
Edizione italiana: PlayPress Publishing (2006)
Prezzo: 4,50 € per volumetto (2 volumetti)

I disegni

Kukla è disegnato con un buon tratto “alla giapponese”, retini q.b., con occasionali comparse di elementi che mi ricordano certi stili di fumetto a stelle e strisce. Ma potrei aver mangiato cioccolata scaduta, colpa di dolcetto o scherzetto.
I personaggi sono molto espressivi, prospettive e inquadrature sono quasi sempre buone e ogni vignetta è ricca di dettagli (con l’eccezione del cielo, rappresentato in modo altalenante, spesso con un semplice spazio bianco nella vignetta).
I diversi mostri, esseri del folklore dell’Europa dell’est e della Russia, sono reinterpretati in una chiave che è talvolta un po’ pop: non stonerebbero in certi videogiochi!

La storia

La storia di Kukla si svolge tutta nei territori dell’omonima città (fittizia, penso) e dei suoi dintorni: una terra sacra per esseri antichissimi, dominata col pugno di ferro da Veruma, apparentemente una donna normale, anche se molto influente, ma che è in realtà un essere non facile da definire, con più scheletri che armadi in cui conservarli, a metà strada tra la strega e la dea, o tra la fata e il mostro.
Veruma, affascinata dagli esseri umani e dalla loro forza d’animo (un classico tema di certi manga) ha deciso di stipulare una pace duratura con gli uomini che abitavano la sua terra e i cui discendenti, talvolta inconsapevoli della reale natura della donna, sono tenuti a rispettare. Le penali vengono pagate col sangue.

Anni prima dell’inizio della storia, Veruma conobbe un giornalista giapponese, Chikao Shino, interessato a scrivere del luogo e delle sue particolarità. I due si innamorarono, ma l’uomo morì in circostanze che verranno chiarite solo nel finale della storia.
Sentendo la mancanza di Chikao, Veruma decide di invitare suo figlio Kaito in città, per adottarlo, ma sarà subito chiaro come l’attaccamento della signora della montagna per il ragazzo rasenti l’ossessione più pura, soprattutto quando Kaito stringerà sempre più la propria amicizia con Irina, una ragazza del posto assai coraggiosa e solare.

A tutto ciò, si aggiungeranno le inevitabili faide sia con alcuni esseri umani, sia con altri mostri del luogo, come il demone Koldun e i suoi servitori, più l’inquietante apparizione dello spettro di Chikao…

Il finale, senza spoiler

Mentre il primo volume si concentra principalmente sul braccio di ferro tra Veruma e il suo nemico Koldun, il secondo si occupa di sollevare il velo sulla misteriosa dipartita del giornalista Chikao Shino, amante di Veruma.
Il mistero non è intricato, ma nemmeno scontato come si potrebbe pensare e la sua soluzione rientra nel tema fondamentale della storia, cioè la difficoltà, per mostri ed esseri umani, di conquistare una vita armoniosa insieme – un tema che potrebbe essere letto anche come un’ovvia metafora: quella sulle difficoltà di convivenza tra due culture con valori estremamente diversi tra loro, che per di più si contendono una terra comune.

Effetto horror: sì o no?

Come accade spesso con gli horror disegnati da giapponesi, l’effetto non è tanto pauroso, quanto “figo”: i disegni sono belli, la storia è interessante, i personaggi… sono spesso da prendere un po’ a schiaffi, ma non sono caratterizzati male (Veruma, in particolare, è ambigua al punto giusto senza sembrare incoerente, nel suo essere ammaliata dall’umanità senza diventare una paladina di tutti gli esseri umani) e c’è il folklore reale reinterpretato in chiave grafica stilosa…
Alla fine, il risultato sembra più puntare alla fiaba cupa in chiave pop, che al genere horror più puro – tanto più che la presenza del tipico “effetto shonen”, vale a dire non arrendersi di fronte alle avversità e affrontarle di petto, offre una sfumatura eroica che relega l’orrore puro alla cornice della storia.

Concludendo

Kukla – Gothic Horror è una buona storia, dalla durata perfetta per il suo svolgimento, che con i suoi due volumi esplora un’ambientazione relativamente poco sfruttata grazie alla sua Kukla, una città nell’area slava dell’Europa dell’est.
Il giovane Kaito, figlio del defunto giornalista Chikao Shino, si ritrova coinvolto nella difficile convivenza tra esseri umani ed esseri magici pagani, a causa della regina di questi ultimi, Veruma: quando questa esprime il desiderio che il ragazzo vada a vivere con lei, il ragazzo accetta e si ritrova trapiantato in un luogo fuori dalla realtà.
Tra mostri e stregonerie, il mistero si dipana in quella che, più che una storia dell’orrore in senso “moderno” – fatta tutta di mostruosità ripugnanti e angoscia – è una fiaba cupa e vecchio stile, in cui il mostro non è necessariamente disgustoso, ma è in qualche modo un’estremizzazione di alcuni dei lati peggiori dell’umanità.

E con queste ultime parole, vi auguro una paurosamente spassosa vigilia di Ognissanti, comunque la vogliate trascorrere.

Il vostro sonnacchioso
Plot Tyrant

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17 pensieri su “Geek League presenta: Hallowgeek. E io presento Kukla – Gothic Horror!

  1. Pingback: Hallowgeek 2019! Murderabilia | La tana dell'Orso Chiacchierone

    1. È carino, piacevole da vedere e non la tira troppo per le lunghe ;)
      Certo, ora sarà anche difficile da recuperare, visto che la Play Press ha chiuso i battenti da tempo…

    1. Probabilmente, cercando bene lo si può trovare nel mercato dell’usato.
      Io per fortuna ci sono inciampato sopra quando è uscito: mi ha interessato sin da quando hanno provato a pubblicarlo in quel contenitore alla giapponese ^^

  2. Bella anche la tua introduzione, più delirante del Moro 😆
    Potrei anche leggerlo questo manga, anche se il lato magico non mi attira per niente. Sembrano più interessanti le caratterizzazioni che il mistero, anche se “figlio che va a vivere dalla matrigna” sa molto di trama hentai 😝

    1. Delirio è il mio destino XD

      La magia viene usata soprattutto per produrre gioiosi abomini, in questa storia ^^
      Riguardo al finale… eh eh eh…
      No, scherzo, niente robe zozze, massimo un bisou, per dirla in francese :P

    1. L’editore ha chiuso lo scorso decennio, per motivi che non ricordo, quindi penso che il suo catalogo non sia più reperibile tramite la normale distribuzione – forse tramite usato, mercatini e simili?

  3. L’avevo iniziato a leggere sulle pagine di Yatta! (presto da me!) e non mi pare di averlo terminato.
    Mi piaceva? No.
    Ma i disegni non erano male, con quel tratto molto marcato che davvero sembrava più un european manga che un manga culo a mandorla vero e proprio^^

    Moz-

    1. L’ho adocchiato proprio nel periodo di Yatta!, poi, per fortuna, l’hanno passato in monografico (la rivista alla giapponese era un’idea interessante, ma la realizzazione lasciava a desiderare. Su una di quelle, avevano addirittura fatto la furbata di mettere due tavole in una sola paginah.
      Alla fine non era malaccio, ma i personaggi erano un po’ antipatici…

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