[Tag] Essere ”blogger” alle soglie del 2020?

Si parla spesso, almeno nella blogsfera, del ridimensionamento mostruoso del successo dei blog a causa dei social.
Bene, ora sono istituzionalmente portato a dire la mia: Cattivissimo Ema, uno dei pazienti zero di Nino Baldan, mi ha appioppato la tagghitudine, certamente sotto ispirazione divina di San Tag Tonio – che l’avrà voluto punire per il suo uso verbalmente creativo del calendario nei momenti di rabbia…
Assolto l’obbligo di presentazione balorda e delirante, veniamo al punto: risponderò alle domande poste in origine da Nino, quindi nominerò altri 5 blogger, se alla fine della stesura del post troverò la forza di dare un’occhiata a quella babele di blogger che mi piace seguire. :P
Edit & Spoiler: non ho nominato nessuno! :P

Quali sono le ragioni che ti hanno spinto ad aprire un blog?

Partirò con una premessa non richiesta: sono una persona un po’ pigra, perciò cerco di prendere sempre tra i tre e i sedici piccioni con una sola fava.
Così, per ottimizzare le risorse.

Emulazione

Uno dei motivi fu certamente il desiderio di emulazione: ci sono alcuni blogger che ammiro per spirito sarcastico (o anche per cattiveria pura, ma divertente, non lo negherò) oltre che per umorismo e preparazione, e mi sarebbe piaciuto scrivere come fanno loro, al netto della mia predisposizione personale: in fondo, sono sempre stato un criticone!
Ma mi sono imbattuto in uno scoglio, durante le esercitazioni di bloggherie che hanno preceduto il mio “debutto”: quando scrivo, non sono molto spiritoso! :P

Divertimento

Comunque, dato che mi divertiva scrivere – e il divertimento è sempre un grande motivatore – ho deciso di continuare a preparare il mio “progetto”. Se possiamo parlare di progetto in merito al mio blog, mero riflesso dei miei interessi e capricci!

Scrittura

Un altro motivo è stato la voglia di migliorarmi nella scrittura: invento storie quasi in continuazione e mi piacerebbe diventare abbastanza bravo da cavarne fuori dei buoni racconti. Nonostante la stesura di un post sia sicuramente diversa dalla scrittura di un racconto, il blog mi ha aiutato ad asciugare un po’ la mia prosa, quindi un passo in avanti l’ho fatto.

Analisi

Un altro aspetto in cui mi volevo migliorare, era l’analisi delle storie: per scrivere le mie non-recensioni, per quanto terra-terra siano, ho avuto bisogno di stare più attento a ciò che vedevo, leggevo o giocavo, e questo mi ha spinto a prestare maggior attenzione e consapevolezza alle trame, alle loro incongruenze e ai loro eventuali livelli di lettura più profondi. E anche qui, un po’ sono migliorato.

Vanità

Aggiungiamo che occasionalmente mi piace fare la ruota come i pavoni, perciò, quando qualcuno mi dice che ho scritto un bel post, ne sono contento! ^^

Come nasce l’idea dietro ai tuoi post?

Visto che parlo quasi esclusivamente di storie lette, viste o giocate, tutto parte spesso da un libro o fumetto, da un videogioco o da un gioco di ruolo, da un film o da una serie animata.
Quindi fruisco della storia (o leggo il manuale, nel caso dei GDR da tavolo) quindi mi dedico a scriverne.
Rare volte, scrivo di cose slegate alle storie, ma sono casi che si contano sulle dita di una mano.

Quali mezzi utilizzi per il blogging?

Uso il computer, su cui ho un’installazione in remoto di WordPress che uso per impaginare i miei post. Se c’è una ricorrenza, scrivo al volo un semplice post di auguri rivolto a chi mi segue, usando il furbofono lo smartphone.

Quanto impieghi per un post e come inserisci il blogging nel tuo tempo libero?

Visto che scrivo “recensioni” di storie varie, consideriamo la lettura, la partita o la visione come una parte consistente della documentazione, durante la quale prendo spesso appunti e segno intuizioni da verificare alla fine della storia.
Quindi, mi metto a scrivere, e a quel punto ci metto solitamente dalle due alle quattro ore, in un’unica sessione – non amo spezzettare questo genere di attività, anche se a volte mi ritrovo a farlo.
Scrivo spesso dopo cena – cenando tardi, mi trascino anche fino alle due di notte. Il problema è che si tratta di un periodo della giornata in cui concentro i miei interessi: leggo di notte, gioco di notte etc., per questo motivo finisco per scrivere meno post id quanto vorrei, dato che trovo il blogging più impegnativo della lettura di un libro o di altre cose che mi interessano.
Non mi faccio mancare la scansione di eventuali copertine, di solito, o la ricerca di altre immagini, di cui segno la fonte per riportarla in didascalia, almeno la prima volta che uso quell’immagine (ma in rare occasioni, la mia distrazione mi fa tralasciare questa fase).

Qual è il tuo rapporto con i social network e come sono legati al tuo blog?

Per me sono dei vaghi conoscenti, amici di amici, mentre loro non mi si filano di striscio: questo è il nostro rapporto!
Scherzi a parte, non sono molto attratto dal mondo dei social: ho visto spesso degli amici lamentarsi di non avere il tempo di avvisare se avremmo potuto vederci per fare GDR, eppure farsi sbranare quel tempo che non c’era dalle mille lusinghe di Facebook – polemiche, gattini, video scemi, giochini, manzi desnudi e dame in déshabillé etc.

Perciò, ho sempre avuto paura di farmi distrarre pure io, soprattutto dai giochini: mi conosco bene, sono certo che mi stancherei in fretta di quegli scacciapensieri ripetitivi, ma intanto ci cascherei con tutte le scarpe.
Aggiungerei una cosa: molti usano Facebook e simili per cercare persone con cui hanno perso i contatti, ma per quanto mi riguarda, con rare eccezioni, se ho interrotto la frequentazione di certe persone, ho avuto dei validissimi motivi! :P

Comunque, in senso generale, se esistesse un social virtuoso, non mangiatempo e a cui non devo presentare i miei cazzo di documenti e farmi impestare di pubblicità di cose che non mi interessano, potrei farci su un pensierino.
È da un po’ che medito su un canale Telegram, ma voglio prima pensare a una valida strategia per usarlo come si deve.

Vedi questa “crisi” del blogging in prima persona, al punto da avere avuto la tentazione di trasferirti in pianta stabile sui “social”?

Mai!
Ho iniziato nel 2015, quando la “crisi” del blog era un dato di fatto già da alcuni anni – almeno a vedere la flessione dei commenti di certi blog, anche molto blasonati – eppure ho aperto uno spazio fatto soprattutto di recensioni critiche (cioè di un tipo che era fuori moda almeno dal 2012) e per di più, non mi focalizzo su un solo mezzo narrativo, dato che mi interessano le storie nel complesso! XD

I social come piacciono a voi terrestri non hanno grande attrattiva nei confronti dei mezzi rettiliani come me, perciò non ho mai pensato di spostare lì la baracca. E anche se faccio numeri un po’ bassi, trovo sempre piacevole vedere che qualcuno approda ancora oggi in qualche mio vecchio post – e questa è una cosa che difficilmente potrebbe accadere, se lasciassi seppellire i miei post nella bacheca di un social particolarmente trendy.

Concludendo

Bene, le mie risposte le ho date, ma sul momento non mi vengono in mente blogger sufficientemente attivi e che potrebbero apprezzare il tempo speso in una tag, perciò non nominerò nessuno.
Se vi fa piacere e avete iniziativa, fate come se vi foste nominati da soli, avete la mia benedizione. ;)

25 pensieri su “[Tag] Essere ”blogger” alle soglie del 2020?

  1. Grrrrr devo resistere, devo resistereeeeeeeeee! :-D
    Scherzi a parte, potrei limitarmi a ricopiare le tue risposte, visto che sono d’accordissimo con tutte. Quanto odio quando chiedo a qualcuno che conosco se ha avuto tempo di fare X e la risposta fissa è “e chi ha tempo?” Però poi scopri che sa a memoria tutte le puntate dei reality (mica uno, tutti!), conosce tutte le polemiche girate su twitter, non si pere un meme di facebook e segue mille influencer su instagram. Però non ha proprio tempo di vedere un film o – bestemmia delle bestemmie – leggere un libro. “Beato te che hai tempo”, è la risposta stronza che sono stanco di ricevere sempre, così ho smesso di chiedere: sopprimere le discussioni inutili con la gente inutile mi ha fatto guadagnare ulteriore tempo :-D

  2. “Cattivissimo Ema” mi piace! 😈
    Ah, quindi ad aprire ti ha spinto la famosa EDSAV! Non so cosa cazzo voglia dire ma ho fatto l’acronimo.
    I nostri post nascono per lo stesso motivo (tranne quando tratto roba nostalgica).
    I social mangiano tempo, è vero, anche a chi ne è restio come me. Infatti sto cercando di evitare di aprire Twitter in questi giorni liberi e, guarda caso, sto facendo il giro dei blog quasi regolarmente, riesco a scrivere post in poco tempo e ho già iniziato a programmare quelli natalizi! Ci sono entrato solo stamattina per silenziare quelli che mi stanno sulle palle, senza perdere tempo a rispondere e litigare (PDioti– coff, coff!)! Tengo chiuso anche Telegram desktop che voi maledetti della GL mi fate perdere tantissimo tempo! Comunque voto “sì” ad un canale della Voliera!!!

    1. Troveremo un significato per EDSAV, o Cattivissimo Ema! Magari con un anagramma, tipo DEVAS, magari in sanscrito è una delle declinazioni di “deva”, cioè “dio”. :P
      E visto che siamo dei pavoni chiacchieroni, sarebbe perfetto!

      Probabilmente, i social li prendi meglio di me, dato che un po’ ti diverti a litigare :P

      La GL ho notato che è attiva soprattutto in certi orari, a metà mattina o verso le sei/sette di sera.
      Riguardo al futuro canale Telegram della voliera… devo trovare il modo di farci qualcosa oltre al semplice “domani si parla di…” ^^

  3. Ti sei aperto in un modo che ho apprezzato molto. Ho avuto modo di conoscerti di più e ho trovato molto interessante l’argomentazione sulla crisi dei blog. Effettivamente ormai chi ha un sito web punta all’e-commerce, sul gruppo Facebook di WordPress Italia ci sono una marea di questi arroganti imprenditori digitali che si sentono degli dei scesi in terra. Fortunatamente su WordPress.com non è così e ci sono persone come te

    1. Ti ringrazio ;)
      Riguardo ai novelli dei del commercio, c’è da dire che l’idea diffusa è che un venditore debba essere spavaldo e persino un po’ arrogante, se vuole essere credibile.
      Sembra una cosa da film americano ^^

  4. Vero, i social distraggono molto. Il lato positivo è che non ci sono più momenti di noia.
    Sai, i tempi morti in mille frangenti? Apri i social e leggi un po’ di cazzi altrui.
    Oh, comunque sei un animale notturno! :D

    Moz-

    1. Ma sai? Crescendo, i momenti di noia si sono fatti sempre più rari a prescindere ;)
      Riguardo alla notte… vorrei avere un ritmo sonno-veglia più convenzionale: ai tempi della scuola, o con certi lavori, è stata una sofferenza quotidiana :(

  5. Ho provato del sincero affetto quando hai parlato di emulazione e pavonitudine. Io per primo sono partito anche per questi motivi e sono convinto quasi tutti anche se magari non lo ammettono. Sla questione blogging morto avrei da scrivere un mare di dabbenaggini piene di concetti di marketing che mi appassionano molto. Il riassunto è che per me devono cambiare i mezzi e i metodi di fruizione del contenuto da parte dell’oste non dell’ospite, altrimenti ci leggeranno solo i quattro soliti che non si sono ancora scocciati. La domanda da farsi è: il doc manhattan scrive molto più sui siti “famosi” che sull’antro. Questo apre possibilità o in realtà è l’ennesima dimostrazione che l’aria sta cambiando?

    1. Siamo tutti un po’ pavoni, la cosa non è un male, basta che non ci facciamo prendere la mano, diventando arroganti. ;)
      Riguardo all’evolversi, vale un po’ per tutti i campi: tocca sperimentare senza snaturarsi, non è facile, si finisce talvolta in vicoli ciechi, a volte si trova un tesoro… bisogna provare.
      Riguardo a Manhattan: se lavorasse meno per altre testate, forse starebbe maggiormente dietro il suo Antro, o forse si dovrebbe trovare altri impieghi – a ogni modo, ha un buon ritmo pure sul blog, pur puntando su articoli più sintetici di un tempo.
      Per quel che ho capito, era nell’editoria da un po’, ben prima di aprire il blog, quindi… non so, può essere che certi ingaggi glieli abbia portati pure l’Antro, in certi anni era inondato di commentatori ed è riuscito a costruire attorno a sé una comunità vivace e variegata di allegri visitatori e amici.

    2. è chiaro che il Doc ci deve mangiare con le parole. Si lui ha sempre lavorato nell’editoria ora sembra che le cose gli girino “apparentemente” meglio sul fronte lavorativo. La rete che si è creato intorno all’antro ha generato molte occasioni per questo arriva la mia riflessione. In un mondo strasaturo come il nostro dove tutti più o meno scriviamo degli stessi temi il fatto che a livello di quantità di contenuti l’antro sia in calo per ovvie e giustissime ragioni professionali, il vuoto è colmabile da altri blog o ormai è necessario andare altrove?

    3. Non credo che esista una risposta assoluta, implicherebbe l’aver trovato una formula sempre valida.
      Per esempio, per me non è un problema leggere dieci recensioni della stessa storia, tempo permettendo, purché siano ben scritte e siano diverse, in qualche modo: voglio sentire che siano scritte da una persona, non da un fotocopiatore compulsivo.
      Voglio punti di vista diversi che mi diano interpretazioni particolari e un discorso costruito in modo da “giustificare” le tesi esposte in modo almeno vagamente plausibile.

    1. Più che altro, ho sempre avuto un ritmo sonno-veglia orientato verso le ore notturne, e quando lavoro a qualcosa preferisco cercare di chiudere la questione in una botta sola, se possibile :P

    2. Io invece raramente ho scritto un post di getto e in una botta sola. Più spesso capita che io butti giù una prima bozza, e poi ci lavori sopra più e più volte prima di arrivare al momento in cui mi dico “Ecco, può funzionare, possiamo pubblicarlo”. E talvolta non funziona nonostante tutto questo sbattimento, ma fa parte del gioco. Vedremo se il post che ho pubblicato oggi funzionerà oppure no. Grazie per la risposta! :)

  6. Pingback: Cosa significa essere un blogger oggi [TAG]?

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