Vampire: The Masquerade – Redemption, il primo videogioco tratto dal famoso GDR da tavolo. Parte 2: sistema di gioco e conclusioni

La volta scorsa, abbiamo iniziato a gracchiare della storia e dell’ambientazione di Redemption: oggi mi dedicherò a spiegare come funzioni il gioco nel dettaglio, quindi butterò giù due conclusioni in merito.

La scheda

Studio di sviluppo: Nihilistic Software
Editore: Activision (2000)
Direttore del progetto: Ray Gresko
Musiche: Kevin Manthei, Chris Collins, Greg Forsberg, Rob Ross
Lingue: inglese, ma esistono patch di traduzione dei sottotitoli (link in fondo al post)

  • Requisiti minimi (evidenziati da Steam)
    Sistema operativo: Windows XP / Vista / 7 / 8
    Processore: 1.0 GHz
    Memoria: 256 MB di RAM
    Scheda video: DirectX 7 Compatible 3D Card
    DirectX: Versione 7.0
    Memoria: 800 MB di spazio disponibile
    Scheda audio: Direct X Compatible
  • Requisiti consigliati
    Processore: 1.4 GHz
    Memoria: 512 MB di RAM
    Scheda video: DirectX 9 Compatible 3D Card
    DirectX: Versione 9.0

Grafica e sonoro

Essendo un gioco di quasi vent’anni fa, è un po’ superato sul versante tecnico. La grafica è comunque sufficientemente buona da permettere di capire la natura degli oggetti. Faccio giusto un appunto sulla luminosità: va bene che si tratta di un gioco sui vampiri, ma certi ambienti sono comunque troppo bui, perciò potrebbe essere necessario giocherellare con i settaggi della scheda video, per avere la possibilità di vedere qualcosa… En passant, ho dovuto lavorare tutti gli screenshot per renderli visibili: erano davvero scuri!

Da estimatore di Morticia Addams, non posso non apprezzare Serena, la Cappadociana messa di profilo

Sono presenti dei “filmati”, in certi punti della storia, mostrati con una grafica un po’ più dettagliata di quella mostrata nel corso del gioco.

I suono sono funzionali e il doppiaggio è spesso buono, sebbene i versi fatti dalle vampire mentre si nutrono di sangue possano apparire lievemente… equivoci, mentre certi personaggi sfoggiano un accento un po’ caricaturale.
Nota di merito per la scelta di far parlare i vampiri più anziani in un inglese più datato (quello dove you diventa thou, per intenderci): rende tutto più stiloso.
Buone le musiche, ben studiate per i diversi ambienti e per le due epoche esplorate: l’atmosfera che contribuiscono a delineare è quella giusta.

Sistema di gioco

Il giocatore si ritrova a gestire una coterie, vale a dire un gruppo, di non più di quattro vampiri – compreso il protagonista, che è l’unico membro fisso della formazione.
Le azioni del gruppo vengono controllate tramite il mouse, il cui puntatore indica dove andare o chi aggredire: il tasto sinistro comanda lo spostamento o l’attacco, mentre il destro chiama in gioco la Disciplina attiva, cioè il potere che si desidera usare.

Ritratti dei personaggi nel Medioevo.
Da sinistra, ecco Christof, intento a mordere qualcuno. Seguono Wilhelm e Serena. L’ultimo è Erik, trasformatosi in lupo per poterti mangiare meglio

Con la tastiera, si ha accesso a delle comode scorciatoie, per evitare di dover aprire i menu e cercare l’opzione desiderata – frugare tra i menu non mette in pausa il gioco, dunque cercare il potere o l’oggetto desiderato lascerà i personaggi alla mercé degli eventuali nemici presenti.

Inventario

Ogni personaggio possiede il suo inventario e in situazioni tranquille, il giocatore può redistribuire come preferisce, tra i suoi personaggi, gli oggetti trovati, che voglia tenerli oppure venderli.

Equipaggiamento di Christof nei tempi moderni – ma con alcuni souvenir dal Medioevo, come la cattivissima spada di Ainkurn

Nel rifugio della coterie, è disponibile una cassa che dà accesso a un inventario extra per ogni personaggio: lì sarà possibile conservare gli oggetti non necessari o non utilizzabili.

Equipaggiamento

Ogni personaggio può indossare un abito o corazza che fornisca protezione dagli attacchi (e che potrebbe cambiare l’aspetto del vampiro) più un elmo, un’arma e uno scudo – o un’arma a due mani – due bracciali, due anelli e un accessorio.
Ciascuno di questi oggetti influenza le capacità di combattimento o modifica le caratteristiche del personaggio, come la forza, la resistenza a certi danni etc.
Inoltre, molti oggetti presentano un valore minimo – o massimo, nel caso dell’Umanità – da possedere in una caratteristica per poterlo equipaggiare.

Esperienza

I personaggi guadagnano esperienza ogni volta che viene sconfitto un nemico, più un consistente extra quando viene completato un capitolo del gioco, in occasione della sconfitta di un nemico importante o del ritrovamento di un mcguffin richiesto dalla storia.
I punti esperienza vengono spesi per aumentare le caratteristiche del personaggio (le quali, a differenza del GDR da tavolo, non sono espresse col sistema dei pallini) oppure per acquisire i diversi livelli nelle Discipline che il personaggio ha appreso.
Fa eccezione l’Umanità, il cui valore influenza l’ottenimento di uno dei tre finali possibili e che muta solo come conseguenza di certe scelte del giocatore, in meglio o in peggio: per esempio, uccidere un innocente riduce l’Umanità, mentre scegliere linee di dialogo che mostrino bontà o compassione la aumentano.

Discipline

Ogni personaggio del gruppo può imparare le Discipline collegate al proprio Clan di vampiri, ma il gioco è piuttosto generoso, nel concedere l’accesso anche a poteri appartenenti ad altre stirpi. Inoltre, non è raro trovare dei libri monouso che diano l’accesso a una Disciplina – consiglio di far usare qualsiasi nuovo libro a Christof, dato che è l’unico personaggio sempre presente nella storia.

A sinistra, il menu delle missioni. A destra, il menu delle Discipline.
Esistono altri due menu – equipaggiamento e caratteristiche del personaggio – ma se ne possono visualizzare solo due alla volta

Come tendenza generale, il team di sviluppo ha cercato di rispettare il senso delle varie Discipline del gioco di ruolo, trovando il modo di incarnarle nel sistema del videogioco, ma il risultato non è impeccabile – certe Discipline sono tarate per fornire vantaggi durante l’interazione sociale, in Masquerade, mentre Redemption è strutturato come un gioco hack & slash, perciò ci sono dei poteri a dir poco inutili o ridondanti.
Un’altra differenza consiste nel fatto che ogni livello di Disciplina può essere potenziato secondo il sistema dei “pallini” già visto nel gioco di ruolo cartaceo: più pallini, più efficacia.

Inoltre, tutti i personaggi hanno la possibilità di ottenere dei “poteri” generici, alcuni dei quali esistono anche in Masquerade, sebbene vengano gestiti in modo diverso (il morso, la guarigione, il potenziamento fisico) mentre altri sembrano derivare più dai videogiochi come Diablo. Un esempio di questo secondo tipo di potere è il portale magico verso il rifugio, quasi sempre disponibile durante l’esplorazione: si potrà usare per tornare al rifugio, quindi uscire per andare a fare compere, magari lasciare a casa qualche oggetto inutile e infine, ritornare a esplorare il luogo abbandonato.

Strategia e tattica

Muoversi sempre in due o più personaggi, tutti insieme, non è sempre la migliore delle strategie: a volte, i personaggi vanno gestiti uno alla volta, così da permettere loro di attraversare certi passaggi pericolosi minimizzando il rischio, oppure è necessario per disporre i personaggi nelle posizioni migliori per attirare i nemici in trappola o, sigh, per levare da mezzo ai piedi un alleato, troppo stupido per non incastrarsi da qualche parte…
Per questi e altri casi, si può scegliere quale personaggio controllare – gli altri lo seguiranno, comportandosi nel modo in cui vengono “programmati” dal giocatore – e si può anche decidere di lasciare uno o più personaggi in attesa, così da gestire la tattica nel modo migliore.
È anche possibile scegliere di impostare un atteggiamento, tra tre, per tutti i coprotagonisti controllati dal computer

  • aggressivo, in cui i personaggi attaccano tutto e tutti, compresi gli innocenti (altamente sconsigliato)
  • neutrale, in cui i personaggi attaccano solo se vengono aggrediti, oppure se il leader del momento assale qualcuno
  • passivo, in cui i personaggi stanno a contemplare la lanugine dei loro ombelichi non morti e si limitano a seguire il personaggio, attaccando solo se personalmente aggrediti

Dal menu, è possibile anche impostare un comportamento circa l’uso spontaneo delle Discipline.

Etrius, uno dei capi dei vampiri Tremere, ovvero gli stregoni.
È definito “il buono”, da chi scriva i manuali senza aver giocato Redemption

Il sangue

Vampiri = sangue, e questo videogioco non fa eccezione. Il sangue è usato qui come il “mana” di altri GDR d’azione ed è indispensabile, dato che ogni singolo potere richiede la sua spesa.
I personaggi possono nutrirsi dei passanti per le strade, sebbene questo attiri istantaneamente le ire delle guardie (o dei poliziotti) presenti in città, come se un sesto senso chiamato script le richiamasse; certi luoghi presentano dei mortali da cui è possibile ottenere nutrimento senza trovare resistenze e, se non li si ucciderà stupidamente, nel tempo reintegreranno il sangue di cui sono stati privati.
Un’altra fonte di sangue preziosa sono… i nemici: se si riesce a sottometterli, per esempio grazie al primo potere di Ascendente, sarà molto facile azzannarli e prosciugarli fino alla morte. E senza commettere diablerie!
Non manca la possibilità di mettere mano su ampolle di sangue (anche di mostri) o, nei tempi moderni, su sacche di plasma per trasfusioni.
Infine, i personaggi possono bere gli uni dagli altri – e senza rischiare il legame di sangue, che qui è presente solo come elemento di trama nella storia di un personaggio: in questo modo, si può donare il proprio sangue a quegli sciuponi degli alleati e poi andare a cercare una nuova preda per rifocillarsi…

Concludendo

Vampire: The Masquerade – Redemption è il primo videogioco ispirato al famoso GDR da tavolo. L’impostazione ricorda un po’ quella dei giochi tipo Diablo 2, il che rende Redemption un GDR d’azione, concentrato principalmente sull’esplorazione dei dungeon e sulle botte, relegando gli elementi di storia alle sequenze di dialogo, solitamente non interattive.

Il giocatore dovrà gestire un gruppo di vampiri in cui solo il protagonista, il crociato Christof Romuald, sarà un personaggio fisso, e in questo modo potrà immergersi nell’ambientazione ufficiale di Vampiri, scoprendo diversi elementi della storia parallela dei cainiti e affrontando vari tipi di minacce soprannaturali, non limitate ai succhiasangue.

Se, dal punto di vista del game design, il gioco si presenta come un evidente tradimento della fonte (il sistema di gioco aderisce a quello del GDR cartaceo solo in parte, per il resto, si prende parecchie libertà) la storia è un esempio perfetto del tipo di trame che Masquerade spingeva a creare: misteri, fantastoria, intrighi politici e intimismo, con molti vampiri che cercano di mantenere intatta la loro (forse perduta) natura umana.
Il risultato non è perfetto – complice l’implacabile scorrere del tempo, che non ha giovato al gioco né dal punto di vista tecnico né, in misura minore, da quello narrativo – ma nel complesso, il risultato può essere godibile ancora oggi, complice una buona atmosfera e una trama interessante e variegata.

Disclaimer finale. Traduzione:
“Nessuno Szlachta è stato ferito durante la creazione di questo gioco.
Ok, beh, forse uno o due…”

Una nota, rischiavo di scordarmene: il gioco supporta una modalità multiplayer in LAN che permette a diversi giocatori di creare un proprio personaggio e giocare con un master in alcuni scenari già pronti. Ma non ho provato questa modalità, perciò non so se e come funzioni…

Link

La pagina di Steam da cui è possibile acquistare Redemption

La pagina di GOG da cui, sorpresa sorpresa, si può comprare Redemption

Un utile tutorial per la traduzione in italiano dei sottotitoli

La precedente gracchiata su questo giovo – Parte 1: storia e ambientazione

34 pensieri su “Vampire: The Masquerade – Redemption, il primo videogioco tratto dal famoso GDR da tavolo. Parte 2: sistema di gioco e conclusioni

    1. I giochi di ruolo sono un po’ tutti di nicchia, ma alcuni sono una nicchia nella nicchia :P

      Questo videogioco potrebbe essere poco conosciuto solo perché è “vecchiotto” (quasi vent’anni!)

    2. Ho appena ordinato col Black Friday un nuovo capitolo di un gioco (mainstream) a cui ho giocato alle medie. Sono fondamentalmente un nostalgico 😂

      Ps. Negli ultimi giorni ho continuato il Final Fantasy che avevo accantonato e di cui avevamo parlato.
      Quando la sera non ho testa per leggere, giocare mi.rilassa.

    3. Io per i giochi non sono molto nostalgico, a meno che non siano fatti proprio bene: alcuni vecchi giochi hanno un flusso di gioco studiato non per sfidare la tua abilità, ma per mettere alla prova la tua pazienza :P

    4. Io odio ogni gioco che richieda precisione. Ricordo di aver passato ore a imprecare per fare un livello su battlefront in cui dovevo distruggere delle navicelle che scappavano e nel frattempo non dovevo schiantarmi 😂

  1. Allora… interessante il mix un po’ azione e un po’ GDR, ma era anche giusto vista la provenienza.
    Tuttavia ribadisco, non è assolutamente il mio genere.
    Anche per le immagini troppo scure (ci risiamo, come per la copertina)… ma quanto eravamo darkettoni coglioni all’epoca? Mah.
    Oppure il buio nasconde… anche i difetti grafici.
    Liberarsi di un compagno idiota che si bloccherebbe? Ahaha :)

    Moz-

    1. Sai una cosa? Quando ci giocavo si Windows XP, la luminosità non era così problematica… comunque, alla fine ci pasticcio un pizzico e risolvo con un apposito settaggio ^^
      E sì, il buio potrebbe nascondere i difetti: questo gioco aveva alcune forme un po’ squadrate, come molti del periodo. Grafica poligonale pura.

      Riguardo all’incastrarsi: mai visto un png bloccato contro uno spigolo!

    2. È roba di due click e spostare una “leva” su schermo, fino a ottenere la visione che ti serve. Luce, contrasto, saturazione… È facile anche per una persona poco ferrata ;)

  2. Ok, ho letto tutti e due gli articoli con molto interesse e questo gioco mi ha molto colpito. Apprezzo tanto i GDR e ho apprezzato anche l’idea di metterci un po’ di azione. Dovrei provarlo assolutamente!

  3. Denis

    Si quel problema del personaggio controllato dalla cpu a cui devi dare l’impostazione di battaglia , o me capita spesso che muoiono i miei omini, comunque oggi dopo un’estenuante trattativa ho trovato perchè ho ingradito la foto dell’inserzione perchè non si vedeva Dragon Quest 8 per Ps2 e disegnato da Toryama e fatto dai Level 5 (Nin No Kuni e Dark Cloud) pagato 3 euri.
    Della defunta Nihilistic Software se ti ricordi avevo recensito Conan
    Adesso che ci penso impostato cosi alla Diablo ho Baldur Gate 2 della Ps2, di questa console ci fatto il pieno quando da Gamestop pagavi 10 euro e prendevi 5 giochi, poi li hanno tolti e mandati tutti in unico Gamestop che ne molti tra Psp e Ps2 ma non puoi farli ordinare e spedire nel Gamestop dove compri.

    1. Ultimamente, nei giochi del genere credo che impostino una specie di teletrasporto, proprio per ridurre il rischio di malfunzionamenti del genere.

      Dragon Quest 8 dovrebbe essere “l’Odissea del Re maledetto, giusto?
      Credo sia l’unico Dragon Quest che abbia mai giocato – carino, ma certe parti mi hanno un po’ irritato, tipico dei JRPG più tradizionalisti.

      Riguardo a farti mandare i giochi nei punti vendita Gamestop, credo che tu possa farlo quando ordini dal loro sito, scegliendo un loro punto vendita per ritirare, ma non ho mai provato a farlo.

  4. Denis

    Si e quel Dragon Quest si purtroppo i giochi di ruolo hanno parti noiose, si so del sito ma i giochi che ti ho detto non li mettono sul sito, ma vanno proprio li,ma non ha capito se vendono anche stock e ho chiesto a un commesso se si poteva farli arrivare nel suo punto vendita e non si può.
    Ma comunque ho sentito che l’ultimo Dragon Quest fatto su Ps4 sia ottimo, nel MediaWorld ho visto in offerta Valkyrie Chronicles dovrebbe essere un gioco a turni.

    1. Valkyria Chronicles non l’ho ancora giocato (giusto un po’ il secondo, per psp, ma mi sono piantato presto in una missione tosta, e il grinding non è una strategia che paga).

  5. Eh già, l’averlo impostato su un genere “taglia e squarta” ha limitato molto tutto, anche se la volontà di rendere il più possibile giustizia al cartaceo ce l’hanno messa.
    Quanto è vero quel che dici sulle Discipline: alcuni poteri proprio ridondanti.
    Sul discorso dell’intelligenza artificiale, mi hai riportato alla mente tanti improperi al riguardo XD

    1. Ci hanno provato, ma è un gioco figlio del suo tempo. Già con Bloodlines, qualche anno dopo, si sono avvicinati un po’ di più al sentimento dietro il gioco cartaceo, pur avendo cannato altre cose (per esempio, col protagonista solitario hanno ignorato completamente la componente della coterie, che in Vampiri è importante).

      Ma per i personaggi che si incastrano non sono disposto a concedere pietà XD

  6. Interessante. Questo è uno di quei giochi che facevano un gran parlare a loro tempo ma che per me erano fuori interesse perché bloccato sulle console.
    Quando tentai dopo molto anni a riprenderlo ormai era davvero troppo vecchio, colpa mia che con il retro vado poco d’accordo se non per effetto nostalgia.
    Bello l’articolo, è stato piacevole leggerlo!

  7. Gabriele

    E’ un peccato tu non l’abbia giocato in italiano, un vero peccato. Ed il doppiaggio non solo mantiene ma migliora le caratteristiche originali. E no, proprio la teatralità dei dialoghi, la trama enfatica, facevano da sostegno a tutta la storia, come quei vecchi film di una volta, molto lontano dallo pseudorealismo attuale.
    Ho sempre sperato ci fosse un seguito, ma dopo vent’anni, nulla è all’orizzonte.

    1. I giochi tendo a giocarli in inglese per unire l’utile al dilettevole, non ho ancora un buon orecchio con quella lingua :P

      E sai, anche a me piacerebbe un buon seguito per quel gioco ;)
      O un MMO non del tutto fatto per svuotarmi il portafogli XD

    2. Gabriele

      Se hai tempo e voglia ti consiglio di rigiocarlo, in italiano questa volta. Io l’avrò giocato una decina di volte e vorrei rigiocarlo questo inverno, in tutto ci vogliono una ventina di ore per concluderlo. E’ come rileggere un libro. Qui puoi trovare una bellissima recensione di molti anni fa, in un sito di videogiochi da anni chiuso, ma ancora reperibile su web archive. https://web.archive.org/web/20090601233834/http://www.phoenixdown.it/other_horizons/vampire-tmr.php

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