Due gracchiate in libertà: La Terra morente, di Jack Vance

Dopo tanto tempo, eccoci tornati su Urania, la rivista di fantascienza che, ogni tanto, presenta anche storie fantasy! :P
Oggi dirò due cosette sulla Terra morente di Jack Vance, grazie a un’antologia che riporta una selezione di racconti del ciclo. La traduzione è di Gianluigi Zuddas.
Sono storie molto importanti, per quella parte di me che si dedica al gioco di ruolo, dato che il sistema magico di Dungeons & Dragons è ispirato a quello presentato in questi racconti (non a caso, la magia di D&D viene definita da molti vancian magic, cioè magia vanciana, dal cognome dell’autore Jack Vance).
Non ho mai sopportato il sistema magico di D&D e vorrei creare una macchina del tempo, per suggerire all’autore di inventarne uno sui punti magia o qualsiasi altra cosa meno irritante… ma vabbé, questo non è un particolare interessante. :P

La Terra morente 101

Scansione

La Terra sta per incontrare la propria fine: ormai il Sole ha virato verso il rosso e non scalda più il mondo come una volta, le antiche tecnologie sono andate perdute e la magia è una forza onnipresente, capace di manifestarsi con gli incantesimi dei maghi, le apparizioni di divinità e demoni, e l’esistenza di mostri terribili come i morti viventi, intelligenti e affamati di carne umana.
In un mondo così bizzarro e ostile, diverse persone vivono le loro storie alla ricerca di qualcosa e i loro cammini spesso si intrecciano: maghi che vogliono padroneggiare la vita, ricchi signori alla ricerca di ricchezze e potere, avventurieri affascinanti, avidi e privi di scrupoli…
La Terra sta lentamente morendo, ma certo non finirà senza fare il botto!

Una premessa

Come detto, questo volume di Urania è un’antologia: la storia della Terra morente si sviluppa come un corpus di racconti, ciascuno incentrato su un personaggio specifico e con l’idea che alcuni protagonisti finiscano, prima o poi, per incontrarsi (o scontrarsi) tra loro.
Purtroppo, la selezione di racconti è piuttosto contenuta e dal 2017, data della pubblicazione di questo volume, non ne sono seguiti altri che siano dedicati al ciclo – al massimo, è stato preceduto da un’altra antologia, in cui diversi scrittori noti (tra cui George Martin e Neil Gaiman) hanno omaggiato Jack Vance, scrivendo altre storie ambientate in questo mondo.

Stile e tecnica

Vance, in queste storie, scrive in un modo che gli appassionati di scrittura “moderna” troverebbero aberrante: terza persona che parla al passato, narratore onnisciente, spiegoni, lunghe descrizioni quasi pittoriche.
Personalmente, trovo che impieghi un po’ a carburare, quindi le storie entrano nel vivo e diventano movimentate, sorrette da idee interessanti, personaggi con caratteri che li spingono nei guai in continuazione e una certa coerenza dell’ambientazione.
Molto divertente l’idea, ripresa in qualche misura anche da D&D, di dare nomi altisonanti agli incantesimi: L’Evocazione della nube violenta, per esempio, o il Manto dell’Invisibilità di Phandaal, che riporta il nome del mago che lo elaborò per primo.

Magia

La magia della Terra morente, intesa come capacità dei maghi di agire sulla realtà, funziona così: una persona adeguatamente istruita diventa capace di trattenere nella propria mente gli incantesimi che studia (spesso molto pochi, da quando una purga religiosa fece piazza pulita dei progressi compiuti in campo magico): lanciando il sortilegio, la magia ha effetto e il mago non è più in grado di riutilizzarlo senza prima studiarlo di nuovo.
Oltre agli incantesimi, esistono anche oggetti dotati di potere magico: spade che assecondano il movimento dello spadaccino per colpire nel modo migliore, amuleti protettivi etc. Esistono anche dei casi di macchinari dal funzionamento bizzarro, che non si capisce se siano frutto di magia, tecnologia o una combinazione di entrambe, alla faccia di chi vede il fantasy come qualcosa di esclusivamente tolkeniano (non ho nulla contro Tolkien, ma il fantasy ha a che fare con la fantasia, non con la tecnologia medievale o i vestiti europei dell’anno 1000, dunque può essere anche altro).
Infine, mostri e demoni di ogni tipo, divinità antiche o generate dalle preghiere delle persone, dimensioni parallele naturali o artificiali

Tipico protagonista della Terra morente

Con l’eccezione di un personaggio davvero fetente, gli altri protagonisti dei vari racconti hanno caratteri tutt’altro che monolitici: ciascuno ha un elemento di stranezza, tutti desiderano qualcosa. Quasi nessuno è una brava persona in senso assoluto, ma al tempo stesso, nessuno è ripugnante (a parte il fetentone a cui ho accennato).
Tutti sono mossi da un obiettivo: c’è chi vuole conoscere ciò che non sa, chi cerca un oggetto specifico, chi desidera conquistare le grazie di una strega capricciosa – qua e là, i racconti presentano un velo di malizia – e chi vuole solo avere qualcosa che gli è dovuto.
Alla fine, ciascuno avrà quantomeno quello che merita.

La falena lunare

L’antologia si chiude con un racconto scritto sempre da Vance, ma che non fa parte della sua Terra morente.
La falena lunare è una storia di fantascienza il cui protagonista, Edwer Thissel, viene incaricato di diventare il nuovo rappresentante consolare su un pianeta alieno, Sirene.
Ed è un pianeta alieno per davvero, dal punto di vista culturale: i sirenesi gestiscono i loro rapporti sociali con un sistema di comunicazione basato sulle canzoni, ma soprattutto su diversi strumenti musicali: alcuni sono destinati alle interazioni con amici e parenti, altri servono per parlare con quelli di grado socialmente inferiore o superiore, per insultare o per adulare.

Inoltre, su Sirene praticamente non esisti, o sei oggetto di pietà e disgusto, se non indossi una maschera: ci sono dozzine di maschere ispirate a epopee sirenesi, come quella maestosa del Conquistatore del Dragone Marino (indossata da eroi, principi, principesse etc.) demoni e mostri vari, ma anche maschere per gente di bassissimo rango, come la Falena lunare.
Scegliere una maschera implica anche essere degno di indossarla, mostrando di potersi proteggere in caso di duelli – per le maschere più importanti – e di saper padroneggiare gli strumenti musicali adatti alle situazioni previste dal proprio rango, come se i registri linguistici dipendessero proprio dall’abilità nel suonare.
Ovviamente, ne capitano di tutti i colori!

Il finale non mi è piaciuto molto, l’ho trovato affrettato e… altre cose che non posso scrivere, senza rischiare un po’ di spoiler – per questo, esiste il riassunto su Wikipedia – ma ho apprezzato molto l’idea, il modo in cui l’autore è riuscito a rendere un mondo alieno senza inventare complessi fenomeni, utilizzando elementi che non ci sono affatto estranei (maschere e musica) per creare un sistema sociale che per noi sarebbe inconcepibile e poco efficiente, ma mai privo di una sua logica.
Una involontaria lezione di scrittura, sviluppata in modo estremamente naturale.

Concludendo

La Terra morente è un’antologia che riporta una parte dei racconti che Jack Vance scrisse su questo mondo: un pianeta Terra esposto alla luce tenue e rossa di un sole ormai prossimo a spegnersi.
Le scienze sono andate quasi del tutto perdute e la magia, pur senza essere onnipresente, ha comunque la sua influenza sul mondo.
Sono protagonisti delle storie dei personaggi ben tratteggiati, non banali e per cui è quasi sempre facile essere portati a parteggiare; a rafforzare il senso di un mondo comune dietro a ogni racconto, a volte compaiono l’uno nei racconti dell’altro o vengono nominati per qualche motivo
Chiude l’antologia un racconto esterno al ciclo della Terra morente, una storia ambientata su un mondo divertente per noi e snervante per chi ci vive: un pianeta in cui a essere aliena è soprattutto la cultura dei nativi.

Link

Su questa pagina è possibile acquistare questo libro in formato ebook

25 pensieri su “Due gracchiate in libertà: La Terra morente, di Jack Vance

  1. Questo libro mi interessa parecchio. Prima di tutto mi interessano le antologie e poi come non adorare il contesto? Magie, mondo verso la fine, ricerca di un oggetto, desiderio. Tutte tematiche che mi interessano e devo dire che il modo in cui utlizzano la magia è affascinante.

    1. Una volta che ingranano, sono racconti piacevoli e ricchi di stranezze. I personaggi non sono esattamente senza macchia (non tutti) ma si fanno quasi sempre voler bene :)

  2. Di recente ho letto qualche Urania e devo dire che sono letture piacevoli e spedite (ne avevamo pure parlato sul mio blog). Uno è perfino una parodia delle opere di Vance! Prima o poi ne parlerò.
    Concordo sul discorso del fantasy tolkeniano. Ammiro molto Tolkien, ma purtroppo tanti autori successivi si sono limitati a scopiazzarlo, senza creare mondi fantasy particolarmente innovativi.

    1. Ora sono curioso circa la parodia vanciana!
      Riguardo all’aderenza pedissequa ai canoni, ci sta pure che una certa quota di autori ami seguire una corrente, ma se ho già l’originale, non ha senso leggere più di un certo numero di copie…

  3. Denis

    Quel tipo di narrativa del sole o stella morente che distrugge la galassia viene definita World Wrecher o World Saver ovvero distruttore o salvatore del mondo, a cui anche George Lucas ha attinto per l’idea della Morte Nera, pensa l’inizio del post e quasi identitca alla trama di un libro che ho appena finito ” I soli che si scontrano ” di Edmond Hamilton, e l’idea delle maschere mi ha ricordato un libro in cui i tarocchi su un pianeta erano ologrammi.
    C’è pure un videogioco in cui le maschere erano alla base del gameplay e Zelda Majora Mask

    1. In un videogioco, Summoner 2, c’era un postaccio in cui le persone indossavano delle maschere, una per fazione, e ti parlavano solo se anche tu indossavi la maschera della stessa fazione XD.
      Toccava andare a caccia di maschere, per risolvere quel passaggio!

  4. Denis

    Tra l’altro lo stavo acquistando Summoner 2, la copia inglese poi ho letto che non era multilingua non l’ho preso.
    In Majora Mask le maschere servivano a dare diversi power up e risolvere le quest ti cui c’era anche il fattore temporale dei 3 giorni pena rifare da capo tutto!
    Una volta una sera ho visto una barista con una maschera tipo quelle di Eyes Wide Shut

  5. Tempo fa provai a leggere il buon vecchio Vance ma proprio non ci sono riuscito: i miei geni anti-fantasy mi hanno bloccato! Però è davvero uno dei grandi nomi della narrativa “fantastica” in tutte le accezioni del termine.
    Hai visto che qualche mese fa la Delos Digital ha lanciato una collana digitale a lui dedicata, “I Mondi di Jack Vance”, con riscoperta dei suoi tanti cicli? Non ho capito se sono ritraduzioni…

    1. No, non sapevo de I Mondi di Vance, perciò ti ringrazio e ne prendo nota (prima o poi, il passaggio al digitale lo farò, meglio sapere). Di Vance mi rimane solo Pianeta Tschai, tra i miei Urania arretrati ^^

      Riguardo ai geni anti-fantasy, prova con un po’ di fantasy mescolata con altro, magari la reggerai meglio. Ma vabbè, ognuno ha i suoi generi negletti: io non sopporto il western (salvo che abbia tocchi fantastici) le storie di guerra o quelle sulla mafia. Sono storie di cui non posso proprio fruire, non mi piacciono.

  6. A me non piace molto la magia stile D&D ma devo dire che Vance con il suo stratagemma rende plausibile che un mago sia guardingo nell’utilizzare le sue risorse, perché ciascun incantesimo non sarà disponibile fino a che non sia imparato di nuovo.
    In un GDR vanno benissimo punti magia e lo stesso incantesimo sparato a raffica finché ce n’è, letterariamente parlando, secondo me, un po’ meno.

    1. D&D ha quel sistema, probabilmente, perché l’intero gioco pesca più da quel genere di fantasy (ben pochi eroi, solo persone normali, per quanto altamente competenti) che dall’eroismo cortese di Tolkien. E poi c’è tutto il problema matematico (punti vita altissimi, a certi livelli; pareggiare le capacità delle varie professioni etc.) magari, coi punti vita al ribasso, non si porrebbe il problema del bilanciare il danno di una palla di fuoco con quello di una spada…

  7. Ti “devo” almeno 5 commenti ad altrettanti post e comincio da questo perché avevo la pagina aperta dalla scorsa settimana 😅
    Già il fantasy non mi fa impazzire ma se ha uno sfondo fantascientifico… lasciamo perdere! Parte bene con la faccenda del sole ma poi ciò che accade sulla Terra… per me è no! 😆
    Meglio il racconto finale, anche se la faccenda della maschere mi fa sorridere…

    p.s. la parte più bella del post è il tuo desiderio di macchina del tempo per cambiare le regole di D&D 😁

    1. È dai tempi di He-Man che adoro il mischione di fantascienza e magia :P
      Riguardo alle regole di D&D… è più forte di me: le storie su cui ho formato il mio gusto per il fantasy non avevano una magia così rigida!

    2. He-Man mi sa che è l’unico che apprezzo ma devo ammettere che ricordo solo le puntate sul pianeta, il lato fantascientifico l’ho riscoperto di recente (armi, armature e mezzi a parte).

  8. Del tuo post mi ha colpito in particolare questo passo:

    “a rafforzare il senso di un mondo comune dietro a ogni racconto, a volte compaiono l’uno nei racconti dell’altro o vengono nominati per qualche motivo”.

    Questo lo fa anche Stephen King, che si diverte spesso a disseminare nei suoi racconti e romanzi dei riferimenti a delle opere da lui scritte in precedenza. Autocitazioni? Easter Eggs? Chiamatele come volete, sono comunque una figata! :)

Vuoi dire qualcosa? Gracchia pure!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.