Kurogane, di Kei Tome

Era il 1999, quando conobbi un’autrice di fumetti giapponesi (mangaka, per chi non ama i corrispettivi in italiano) chiamata Kei Tome, una donna dal tratto davvero interessante: il suo primo fumetto che ho letto è Kurogane, di cui gracchierò oggi. Vorrei scrivere “il primo di molti”, ma ahimè, gli editori italiani non si ricordano spesso di Kei Tome – e non voglio scrivere sciocchezze come “preferiscono pubblicare solo roba commerciale senz’anima” etc., perché di fumetti interessanti ne escono a casse ogni settimana, ma è certo che vorrei seguire meglio la carriera di questa brava artista. Anche perché, dopo una pausa di alcuni lustri che nemmeno Togashi, pare finalmente che sia ripresa la pubblicazione di Kurogane!

Kurogane 101

Scansione

Giappone, presumibilmente intorno al 1800. Jintetsu, un giovane assassino prezzolato e maestro di spada, muore a causa di un branco di cani feroci. Prima della sua fine, un uomo geniale raccoglie il suo corpo martoriato, quindi usa la propria scienza per sostituire le parti mancanti di Jintetsu con elementi meccanici, rendendolo simile a una bambola automatica, ma preservandone il cervello e la personalità.
L’inventore ha ovviamente un proprio scopo…
Poiché Jintetsu non ha conservato la propria voce nel processo, l’inventore gli consegna una spada, Haganemaru, in cui ha trasferito la conoscenza di un uomo: in prossimità di Jintetsu, Haganemaru è in grado di parlare al posto del giovane “cyborg”, permettendogli di intrattenere almeno dei rapporti superficiali con le persone.
Inizia così la seconda vita di Jintetsu e il suo lungo viaggio senza meta, segnato da incontri e separazioni.

La scheda

Storia e disegni: Kei Tome
Titolo originale: Kurogane
Traduzione: CIG
Editore originale: Kodansha (1996)
Edizione italiana: Edizioni Star Comics (1999)
Prezzo: 5 volumi, da 7000 lire a 4,70 €

Disegni

I disegni sono sicuramente la prima cosa che si nota dei lavori di Kei Tome: sono molto belli ed evocativi, con personaggi ben dettagliati. Nel caso di Kurogane, il tratto, inizialmente un po’ semplicistico, si stabilizza rapidamente su un buon livello, facendo risaltare i personaggi per le stampe sui vestiti indossati e per certi sfondi da delirio (inizialmente, Kurogane era spesso rappresentato assieme a vari esseri magici del folklore giapponese, a indicare la furia e l’ossessione del ragazzo che si facevano quasi visibili agli altri).

Col passare degli episodi, la raffinatezza del disegno aumenta, mescolando tratteggio e retini in modo equilibrato, ma l’aspetto del personaggio, dal primo episodio a un certo momento più avanti, cambia un po’, rivelandosi meno meccanico di quanto apparisse all’inizio.
Per quanto mi riguarda, Kei Tome dà il meglio di sé con i volti femminili, molto dolci, ma spesso anche seducenti.
Purtroppo, l’edizione italiana perde qualcosa, a causa della scelta di trasformare in scale di grigi le rare tavole a colori.

Storia

A parte l’incipit lievemente fantascientifico – il tema della bambola meccanica animata ritornerà in alcuni episodi – Kurogane è una serie a episodi con tematiche da storia di samurai: omicidi a pagamento, vendette, amori contrastati, viaggi e amicizie talvolta un po’ ruvide, oltre a contrasti con la “casta” dei giocatori d’azzardo, cioè i gestori di bische più o meno ufficiali e collusi con gli yakuza.
Jintetsu, che non aveva più un posto nella società umana ancora prima di venire trasformato, viaggia senza meta con Haganemaru, la sua spada chiacchierona, facendo la sua breve comparsa nella vita di altre persone, tra cui criminali o gente vessata dai delinquenti per i motivi più vari, finendo per giocare un ruolo chiave nelle storie, spesso tragiche, di questi sventurati.

Personaggi

Jintetsu, divenuto poi noto come Jintetsu d’acciaio, è un ragazzo adolescente, dotato di un talento e una tecnica nel combattimento ritenuti di alto livello. A seguito di una vendetta compiuta per placare il proprio rancore, perde il proprio posto nella società e si ritrova con una taglia sulla testa.
La sua morte come umano è dovuta all’aggressione di un branco di cani, a seguito della quale un certo Hirama, un samurai senza padrone dalle scarse capacità marziali, ma dall’ingegno tecnico fuori scala, lo raccoglie e lo ibrida con parti di una bambola meccanica, preservando il suo corpo il più possibile e rendendolo ancora più pericoloso di prima. Lo scopo di Hirama è quello di sfruttare Jintetsu per un certo obiettivo…
Per aiutarlo, gli concede una spada assai loquace chiamata Haganemaru, la cui  storia verrà raccontata nelle fasi più avanzate della trama.
In seguito, Jintetsu intraprende un viaggio senza meta, in cui rincontra una vecchia conoscenza, l’assassino Renji, accompagnato da una fanciulla spadaccina che si finge un uomo, Makoto: una serie di eventi portano quest’ultima a desiderare la morte di Jintetsu, nonostante i due non facciano altro che salvarsi la vita a vicenda.
L’ultimo personaggio ricorrente, finora, è Ayame, una donna che si mantiene come “croupier” errante, truccando il gioco nella maggior parte dei suoi lavori.

Ci sarebbe da citare una misteriosa e ambigua donna, coinvolta nel traffico di alcune droghe illegali, ma la serie ha visto una pausa ben prima di definire il suo ruolo in una trama di ampio respiro.

Concludendo

Kurogane è una serie composta di episodi slegati tra loro (ma con una blanda continuità, fatta di personaggi e tematiche ricorrenti) in cui un ragazzo adolescente di nome Jintetsu, che vive come un assassino prezzolato, trova la morte per poi venire trasformato in un cyborg ante litteram da un geniale inventore, molto avanti coi tempi.
Continuando a operare come assassino prezzolato, Jintetsu viaggia, di volta in volta, verso varie città del Giappone, accompagnato dalla spada Haganemaru e finendo per venire coinvolto – a volte senza ricompensa – nelle dispute di territorio di clan yakuza e giocatori d’azzardo, nelle vicende di samurai più o meno decaduti o incrociando la spada con altri criminali. E il suo aspetto innaturale non aiuta ad accattivarsi la fiducia del prossimo, nonostante operi spesso con le migliori intenzioni (assassinii a parte).
Nei cinque volumi usciti finora, Kurogane ci immerge in un mondo di intrighi e duelli, onore e vendetta, aiutato dai disegni dell’autrice che, con uno stile molto originale, riesce a creare delle atmosfere formidabili e raffinate.

11 pensieri su “Kurogane, di Kei Tome

  1. Molto molto intrigante questo personaggio, sia perché ho un debole per i cyborg sia perché trovo sorprendente l’idea della spada custode della conoscenza: in pratica al protagonista viene donata la memoria di qualcun altro, come sognava Borges negli anni Ottanta!
    Sto studiando “Atto di forza” (Total Recall, 1990) per il mio speciale zinefilo del venerdì e ti anticipo che una delle prime stesure del copione prevedeva proprio un qualcosa di simile: il protagonista otteneva la memoria totale (da cui il titolo) del popolo marziano attraverso un oggetto. (Nel film sarà la “palla” con l’impronta della mano!)
    Non so se riuscirò a trovare questo fumetto, ma ti rinrazio per avermene parlato perché cercherò di approfondire ;-)

    1. È un fumetto un po’ vecchio, dovresti cercare in rete o in una fumetteria “storica”, diciamo.
      Mi pare che l’editore l’abbia ormai esaurito, ma magari, se la storia dovesse essere proseguita a sufficienza, potrebbe riproporlo.

  2. Grac, qua siamo nel boom dei manga in Italia (il VERO boom modaiolo e consapevole). Certo che ricordo Kurogane ma non so perché avevo creduto che fosse stato pubblicato prima a puntate. Non seguivo i volumetti ma forse i primi due-tre li ho, o li aveva un amico (insomma, li ho letti: ma son pure passati venti anni, eh!). Non sapevo nemmeno che NON fosse finito.
    Davvero riprende dopo oltre 20 anni?? :o

    Moz-

    1. Forse è stato pubblicato a puntate anche su Kappa Magazine, come Fuguruma Memories (sempre di Kei Tome).
      Riguardo alla ripresa della storia in Giappone, così riporta il link che ho inserito.
      Mi piacerebbe leggere le nuove storie, la Tome è un’autrice che apprezzo molto, soprattutto a livello grafico ^^

  3. Ricordo di averlo visto in qualche pubblicità in quegli anni ma non lo presi per la poca disponibilità economica… la mia povera paghetta! XD
    Sicuramente se dovesse riprendere ne faranno anche una ristampa e potrei farci un pensierino!

  4. Denis

    Mai sentito questo personaggio, ma un bellissimo film animato sui ninja, La spada dei Kamui.
    L’idea del cyborg ninja l’hanno fatto pure nello spin off di Ninja Gaiden, Yaiba.

    1. Qui, il cyborg è un po’ particolare, dato che è a bassissimo livello di tecnologia, almeno in apparenza: si rifà all’idea di certe bambole meccaniche giapponesi, come certe che servivano il tè ^^

  5. Me lo ricordo vagamente in fumetteria… o su Kappa Magazine, come suggerisci a Moz, dato che dopo aver visto la cover, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata Express ma pensandoci bene, non c’era lì.
    Visti gli episodi slegati, ci vedrei bene un anime, da seguire senza troppi pipponi!

  6. Pingback: I Conti tornano (romantici titoli) | nonquelmarlowe

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