The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel 3, per Playstation 4

Allerta spoiler!
Se non avete giocato i primi due giochi, vi aspettano blande anticipazioni, soprattutto in forma di screenshot;
diversamente, ogni specie di anticipazione è scongiurata.

Mi sono servite poco più di 120 ore di gioco, ma sono riuscito a finire Trails of Cold Steel 3. Adesso sta tutto nell’aspettare l’uscita dell’ultimo capitolo della tetralogia, così da annodare i pochi fili di trama che questo gioco non ha ancora allacciato tra loro.
Questo perché Trails 3 (si fa prima così) pur ponendosi come struttura sul solco del primo capitolo della serie, calca pesantemente l’acceleratore sulle rivelazioni dei misteri ancora irrisolti, tessendone alcuni nuovi tra una scoperta e l’altra.

E il mondo si tinge magicamente di Giacobbo!
(Traduzione: Per spiegarvi i retroscena tra il Clan delle Streghe e la Chiesa.)

Trails of Cold Steel 3 101

La mia edizione reca in dote un piccolo sketchbook spillato e un CD con cinque brani

Con un po’ di ritardo rispetto ai compagni, a causa delle missioni affidategli dall’Impero, anche Rean Schwarzer è riuscito a diplomarsi; eppure, nonostante sia depositario del potere del Divino Cavaliere Valimar, il giovane ha scelto di di diventare insegnante di storia presso il nascente ramo secondario della Thors Academy.
Questa volta, Rean sarà coinvolto nella Classe VII dal punto di vista dell’insegnamento, una prospettiva per lui inedita!
Ma chiunque si trovi nella Classe VII è destinato a non avere una vita tranquilla, a causa dei suoi famigerati viaggi di istruzione: per i nuovi studenti è anche peggio, dato che la loro immatricolazione è avvenuta dopo una feroce guerra civile, oltre a diverse annessioni forzate di regni indipendenti all’Impero di Erebonia.
Il nuovo anno scolastico non sarà privo di sorprese…

La scheda (in provincia di Wikipedia)

Direzione: Takayuki Kusano
Produzione: Toshihiro Kondo
Musiche: Hayato Sonoda, Takahiro Unisuga
Sviluppo: Nihon Falcom
Distribuzione: NIS America
piattaforme: Playstation 4 (2019) Nintendo Switch e PC (presumibilmente 2020)

PEGI

12: La trama non è complicata da seguire, è giusto un po’ densa di eventi e intrighi secondari. Pur essendoci anche delle tematiche politiche, non vengono rese in modo troppo dettagliato.

Violenza: JRPG e combattimenti. Questo parametro deve esserci di default, anche se i risultati delle mazzate non sono mai drammatici, a livello visivo.

Linguaggio scurrile: c’è un filo di turpiloquio, ma non è un fiume continuo di parolacce.

Sesso: rispetto ai capitoli precedenti, le allusioni verbali – pur essendo blande – sono certamente aumentare di numero. Non manca un personaggio – una studentessa – che ci prova spudoratamente col protagonista (suo insegnante).

Una piccolissima selezione delle avance al protagonista dalla studentessa di cui sopra – che secondo me un po’ c’è, un po’ ci fa. Sotto ogni immagine, troverete una traduzione alla buona.

Per finire, i costumi da bagno femminili del corpo insegnante sono… audaci, diciamo.

Come mai gli studenti hanno paura della preside-cosplayer da piscina di Vampirella?
Ah, già: lo spadone!
(Traduzione: Prendete la testa del Rakshasa dorato— se potete!)

Lungo binari già poggiati

Dal punto di vista tecnico, il gioco si mostra affine al primo e al secondo capitolo: la grafica somiglia a quella dei precedenti, ma è più dettagliata (ahimè, con leggeri rallentamenti, inspiegabili per un JRPG di questo livello) e anche con le musiche siamo più o meno in quella direzione.

E quindi uscimmo a riveder le stelle
(Citare Dante a sproposito: fatto!)

Vale pure per il gameplay, che presenta piccole aggiunte come i Brave Order – strategie attivabili con la spesa dei Brave Point, che si possono ancora impiegare per scatenare attacchi di gruppo. Ogni personaggio porta in dote al gruppo il proprio Brave Order, ciascuno dei quali può concedere benefici di vario tipo in battaglia.
Un’aggiunta interessante è l’inserimento del Master Quartz secondario nei dispositivi ARCUS dei protagonisti (che permettono di usare delle pseudo-magie): grazie a questo Quarzo secondario, è possibile ottimizzare i personaggi in un modo che prima non era pensabile, e senza nemmeno complicare il tutto.

Non è davvero un JRPG se non puoi affrontare le battaglie anche in costume da bagno :P

Mini-giochi

Facciamo finta che la cucina sia un mini-gioco: ora è più facile, dato che si potrà mettere ai fornelli anche i personaggi fisicamente assenti dal gruppo. Non ha senso logico (salvo considerare che l’assente dia istruzioni “via telefono”, dato che i personaggi sono quasi sempre connessi tra loro grazie ai dispositivi ARCUS) ma è comodo.
La pesca è stata leggermente rivista: ora è appena più difficile di prima, ma resta veloce e dunque non annoia, a differenza dei mini-giochi di pesca di altri JRPG.
La vera aggiunta è Vantage Master: questo gioco, in origine un videogioco tattico creato proprio da Nihon Falcom, è stato qui rivisitato come un gioco di carte, molto di moda nel mondo del gioco.

Rean si ritrova a sfidare giocatori, a volte insospettabili, che potrebbe trovare un po’ ovunque. Ciascuno dei giocatori deve mettere KO l’avversario evocando i Natial, spiriti elementali dotati di caratteristiche e poteri diversi, e sostenendoli con le abilità speciali della propria carta Master (una professione, come il Ranger o la Strega) e di alcuni incantesimi.
Portando a zero i punti vita del rivale, si vince la partita e si ottiene da lui un premio – come delle nuove carte.

Cose perse

Ancora una volta, tocca ricominciare da capo con l’acquisizione di armi, armature, quarzi magici, livelli: dal primo gioco al secondo, gli autori hanno trovato un’ottima scusa per farci perdere tutto ciò per cui abbiamo sudato, ma dal secondo al terzo… la scusa può essere giusto il cambio di console, da PS3 a PS4.
Rean ha giusto dei Bond (Legami) più alti del minimo con i vecchi personaggi.
Anche la relazione amorosa del protagonista, iniziata nel primo gioco e, giocando bene, concretizzata nel secondo, con una compagna di classe a scelta del giocatore, è come se non fosse mai esistita; in compenso, gli autori continuano a spingere sulla biondina che sì, sarà pure carina, ma ha un carattere irritante… imho, possiamo essere solo amici! :P

La bionda in questione
Ma la regola della Gracula dice: punta sempre alla strega!
(Traduzione: È passato un po’ di tempo da quando ti ho vista così, e… il mio cuore sta saltando davvero troppi battiti.)

Storia

Come detto, la storia inizia con l’istituzione di una sede staccata della Thors Academy, che da secoli istruisce i più meritevoli cittadini dell’Impero nelle scienze, nelle arti umanistiche e nel combattimento, senza fare differenze tra nobili e cittadini comuni.
Nonostante Rean sia qui un insegnante, resta il protagonista della storia ed è legato agli studenti della nuova Classe VII, tra i quali non mancheranno personaggi davvero insoliti e con qualche altarino nascosto…
In realtà, molti personaggi avranno i loro segreti, più o meno ingombranti: quelli di alcuni mi sono stati rivelati in un flashback del… credo del secondo capitolo, in una scena a cui non avevo assistito.

Ma per intuire questo “segreto” bastava l’intro del primo gioco
(Traduzione: Puoi dirlo chiaro e tondo. Io sono un famiglio.)

Il corso dell’anno scolastico è simile a quello del primo capitolo: si giocano solo alcuni giorni del mese in Accademia, dove si cerca di aiutare gli altri nelle loro questioni, si esplora un edificio pericoloso (qui è la Keep, o fortezza; in passato era il vecchio edificio scolastico, un posto con leggi fisiche tutte sue!) e si affrontano esercitazioni con i Panzer Soldat, ovvero coi robottoni.


Quindi, viaggio di istruzione: si va in certe zone dell’Impero per toccare con mano le realtà studiate a scuola – non mancheremo di visitare molti luoghi nuovi – e ogni volta, si affrontano nemici potenti, legati alla trama principale che è composta di una parte politica e di una cosmico-magica.
In entrambe le situazioni, non mancheranno le missioni da risolvere (le solite cose: portami questo, sconfiggi quello) a seguito delle quali si otterranno ricompense sostanziose.

Approfondire l’ambientazione

In Trails 3 vengono svelati molti retroscena: tra il ritrovamento dei Black Record (Registri neri) e qualche chiacchierata con gente estremamente bene informata, scopriamo molte cose sulla nascita dei Cavalieri Divini, sulle Streghe, sugli Gnomi (che non sono davvero gnomi) sui segreti della Chiesa di Aidios, su certi eventi dell’Impero e infine, anche su Rean, che non sa molte cose su se stesso (e ci sono validi motivi, molto semplici).

A lezione di Ultra-Istinto

A volte ritornano

Nonostante il focus sia sulla nuova Classe VII, non mancheranno di tornare i vecchi comprimari: prima un po’ per volta, durante i famosi viaggi di istruzione, poi tutti insieme, a fare un gruppo unico di vecchia e nuova Classe VII, per risolvere specifici snodi di trama.

Le orecchie da gatto gliele ho messe io, perché faceva troppo il ribelle!
(Traduzione: Heheh. Sì, certo. Un altro giro delle bellissime donne con cui ti stai sempre “incontrando e basta”.

Sono passati quasi due anni dall’ultimo incontro, nella storia, e qualcuno ha qualcosa di nuovo da dire o mostrare… e non saranno solo loro a tornare!

Momento di denuncia: una popolare scrittrice di Boy’s Love ci rivela che vivere di sola scrittura è difficile, in Erebonia come in Italia!

Persone note, ma mai davvero conosciute

Molti personaggi vengono approfonditi: alcune vecchie conoscenze si scoprirà che non le conoscevamo affatto (i famosi scheletri negli armadi, e a causa di alcuni di questi, si potrebbe voler prendere a calci qualcuno) altri li conosciamo qui, ma il protagonista è gentile e non insiste per farsi raccontare i fatti loro…

Due chiacchiere col robottone
(Traduzione: Si dice che “il nemico del mio nemico è mio amico”, ma le cose non sono sempre così semplici)

Il finale, senza spoiler

A circa quindici ore dal finale, gli eventi precipitano. Molti personaggi fanno la loro mossa, ma mancano alcuni dettagli per inquadrare le loro scelte nel modo migliore (immagino che si risolverà tutto col quarto e ultimo gioco) e la storia si dirigerà verso un finalone demiurgico che… definirlo aperto è dire poco!
Aspetto pazientemente l’ultimo capitolo.

Lo sanno pure i gatti delle streghe!
(Traduzione: Beh, eh. Sono molto comuni nei castelli malvagi giganti.)

Ineluttabilità

La trama è costruita in modo decisamente classico: tra scontri scriptati (pochi, ma si fanno sentire, sia a favore che contro) alleanze insospettabili, motivazioni dubbie, profezie millenarie e personaggi che stanno zitti anche quando sarebbe meglio sputare il rospo, la storia non può che avere un unico esito.
I protagonisti, e con loro il giocatore, non hanno una reale possibilità di dirottare la storia verso un esito differente, non per le cose che contano – e questo rende alcune svolte anche un po’ prevedibili: il colpo di scena sul finale l’ho visto arrivare da lontano.
Anche se mi è piaciuto molto, avrei preferito che questo Trails avesse una trama più flessibile, per farmi sentire che le mie scelte hanno un effetto.

Concludendo

Il terzo Trails of Cold Steel si presenta in continuità perfetta con i precedenti: a parte un miglioramento del dettaglio grafico e piccole modifiche al gameplay, il terzo gioco mostra lo stesso impianto dei primi due e anche la struttura della storia ricorda molto quella del primo capitolo, pur portando avanti la storia principale e le diverse sottotrame.

Mi piace che sul marmo lucido del pavimento si rifletta il resto dell’ambiente!

Approfondendo personaggi e ambientazioni con succose rivelazioni, ma ponendo anche delle nuove domande, il gioco imposta l’ormai prossima conclusione di questa saga.
Spero solo di non dover attendere troppi trimestri per cavarmi la curiosità. :P

6 pensieri su “The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel 3, per Playstation 4

  1. Denis

    Interessante questo jrpg a turni peccato che sia in inglese, per fortuna la Sony ha saputo dare giochi di diverso genere a tutti se non ricordo male sia la Ps3 e la Ps4 sono region free

  2. Sarei stato felicissimo e anche dedito studioso con un corpo insegnati femminile così (ma stesso fisico e stesso costume!)!
    Comunque: no, no, no Gracula-san! Titolo in linea coi tuoi gusti ma che io giocherei solo in una situazione post-apocalittica, entrando in casa di uno che ha un generatore e solo questo disponibile (e comunque gli augurerei di marcire all’inferno .😄).
    Unico appunto che non arricchirà sicuramente ‘sto commento da “saluti a presto”, però almeno ti farà apprezzare che ho leggiucchiato il post: sai che a me la troppa variabilità della trama dà fastidio? Non avendo il tempo di rigiocare manco a un titolo da 10 ore, mi dà fastidio farmi la domanda “chissà come sarebbe andata se avessi preso altre scelte?”. Anche se con le avventure grafiche (AKA film interattivi) della Quantic Dream, me ne sbatto.

    1. E non hai visto certe studentesse! :P
      Se vogliamo, comunque, il fan service da belloccitudine è ripartito tra i due generi in modo abbastanza equo, un po’ per tutti i gusti.

      Akuema-san (signor Ema cattivo, se il mio scarso giapponese mi sostiene :P ) a me questa serie piace molto per alcuni aspetti, ma auspico un’evoluzione significativa del genere JRPG per ridurre un po’ le lungaggini e la ripetitività: ho una certa età e inizio a sentire un po’ di fatica!

      Sapendo che non ami questo genere, apprezzo lo sforzo di ogni possibile contributo, ancor di più perché non ti sei adagiato sugli allori ;)
      Per quanto mi riguarda, forse avrò manie di protagonismo e deliri di onnipotenza, ma più il gioco mi spinge a essere il protagonista, anche se per interposto alter ego, più voglio che i miei sforzi siano ricompensati con conseguenze delle mie azioni coerenti ;)

    2. Anche a me piace essere protagonista ma mi accontento di risolvere enigmi, trovare la strada (anche se è una sola) e sconfiggere i nemici. Sono un videogiocatore semplice 😝

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