Geek League presenta: Narrazioni contagiose. Il “virus lupo” di King of Eden

A circa un secolo di distanza dall’influenza spagnola, che ha falciato alcuni milioni di vite in tutto il mondo, ci ritroviamo oggi in ostaggio – chi più, chi meno – di un’altra influenza, per adesso meno pericolosa (pur presentando le sue vittime) ma capace di tirare fuori il peggio della gente.
Di persone che parlano a sproposito della variante di Coronavirus, che riesce a rendere amuchina e mascherine più preziose di un chilo d’oro, ce ne sono già tante (e farebbero meglio a stare in silenzio): noi della Geek League abbiamo pensato, invece, di parlare di contagi che non fanno paura… per il semplice motivo che non esistono al di fuori delle storie per cui sono stati creati!

Ne parleremo come se fossero dei veri virus, batteri, parassiti o altri malanni, anche se esistono solo in fumetti, film etc.

Io parlerò del virus lupo presente in King of Eden, manhwa edito in Italia dalla Star Comics e che vedrà la sua conclusione questo mese, dopo che io avrà pubblicato questo post.
È come dire che mi manca la discussione della tesi! :P
Da questo momento, smetterò i panni del Plot Tyrant zuzzurellone in cambio del camice da scienziologo pazzo, ma che si crede serio: l’esimio dottor Mantis. Così, già che ci siamo, riprenderò pure il mio giochino sulle mantidi giganti che mi fanno i guest post dal futuro. :P

Prestigiosa pubblicazione ideata da Il Moro
(Immagine originale: qui)

Attenzione!

Questo è un guest post proveniente dal futuro, cioè quando le mega-mantidi domineranno le terre emerse.
Nel caso che io sopravviva in qualche modo all’avvicendamento delle specie dominanti, non mi farà male, ingraziarmi i nuovi padroni. :^P

Il “virus lupo”: una trattazione accademica a 372°

Un buongiorno, miei cari homo sapiens.
Io sono il Dottor Cora Mantis (niente battute sulle manticore, grazie!) e vi parlo dal futuro per sollevarvi dalla vostra ignoranza su un pericoloso morbo, antico quanto l’umanità stessa: il “virus lupo”!
Le accuratissime informazioni su questo contagio provengono da un dossier in sei parti, composto da una coppia di ricercatori: la storia i testi sono composti dall’esimio Takashi Nagasaki, mentre i disegni le infografiche sono opera del valido IGNITO, al secolo Lee Sang-Cheol.

Origini del virus lupo

Prove documentarie e fattuali – come la presenza del virus lupo in antiche tombe – mostrano come la malattia fosse presente almeno dal VI secolo a.C, nella datazione più usata dalla vostra specie. Alcuni studiosi, senza riuscire a produrre delle prove, hanno collegato il virus al primo omicidio dell’umanità, attribuito a Caino.

Contagio

Il vettore di contagio del virus lupo sono i fluidi corporei: il sangue, per esempio, ma presumibilmente anche la saliva, inoculata da contagiato a vittima grazie al morso.
Donne e uomini hanno pari opportunità di venire infettati, ma nelle altre specie animali, il virus lupo non sembra attecchire.

Periodo di incubazione

Il virus lupo è incapace di provocare una pandemia: il tempo di incubazione è inferiore a un’ora e i suoi sintomi sono talmente drammatici, da provocare con rapidità la morte degli infetti, impedendo di propagare il contagio.
Come si vedrà, esistono delle eccezioni.

Sintomi

In meno di un’ora, il contagiato mostra una progressione graduale e rapida dei primi sintomi

  • una tendenza, inizialmente controllabile, verso l’aggressività
  • un fastidio istintivo in presenza dell’acqua (pare che il virus lupo sia imparentato con la rabbia) e della luce intensa

Quindi, il virus fa degenerare la vittima in pochi minuti

  • perdita del controllo della rabbia
  • comportamento predatorio, di tipo pseudo-alimentare, ai danni di qualsiasi forma di vita nelle vicinanze
  • progressiva deformazione dei tratti del viso, con allungamento di mascella e mandibola a imitazione del muso dei canidi, e la trasformazione dei denti in zanne
  • progressivo potenziamento delle doti fisiche: forza muscolare – ma non massa – agilità e coordinazione

Entro il settimo giorno, la degenerazione è completa: l’infetto perde la postura eretta, inizia a muoversi di preferenza sulle quattro zampe e le sue uniche priorità sono nutrimento e aggressione.

Anomalie psicologiche negli infetti

Il virus lupo è latore di bizzarri comportamenti: nonostante l’associazione estetica coi canidi selvatici, gli infetti non mostrano una propensione naturale per la formazione di un branco.
Un infetto che non trovi una persona da aggredire e contagiare tende a suicidarsi; non si è registrato alcun caso di contagiati “randagi” che abbiano vissuto oltre l’ottavo giorno dall’infezione.

Effetto simbiotico del virus lupo

In rari casi, gli infetti possono mostrare una resistenza agli effetti del virus: queste persone sono associate, dalla saggezza popolare, a una figura folkloristica chiamata “figlio del sabato” – il dossier usa il termine subbotnik, che stando ai nostri migliori filologi falce-muniti, sarebbe tutt’altra cosa.
Il figlio del sabato è il corrispettivo licantropico del dampiro: è cioè un essere che ha ottenuto poteri per competere con il mostro a cui il folklore lo associa – così come il dampiro è associato ai vampiri e sarebbe capace di superare i loro inganni, il figlio del sabato avrebbe ottenuto da Dio la “magia” necessaria per uccidere i lupi.
La psicologia dell’infetto sembra determinante nello sviluppo della resistenza al virus, che in questi rari casi si limita a concedere doti atletiche sovrumane, anche superiori a quelle dei normali contagiati, più altri interessanti vantaggi.

Il capobranco

Quando fa la sua comparsa un capobranco (un caso rarissimo) i contagiati sembrano essere totalmente sottomessi al suo carisma, ignorando qualsiasi istinto indotto dal virus: non è chiaro come agisca il capobranco, se attraverso feromoni o tramite telepatia, ma è certo che gli infetti si comportino nel modo desiderato da questo “alfa”.
Il dossier riporta almeno due casi del genere: uno è la figura chiamata upyr, homo sapiens di nazionalità russa che vendette il virus lupo come arma biologica; l’altro caso è… un figlio del sabato, che si è dimostrato capace di indurre un contagio di grado inferiore, e reversibile, per creare un piccolo branco di “droni umani”.

Strani eventi legati al virus

Il dossier sembra voler presentare in modo egualitario tutte le tesi sostenute in merito alla natura del virus (compreso il flagello voluto da una divinità, il cui nome impronunciabile è composto da quattro consonanti) ma io sono una mantide solo moderatamente religiosa e mi ritengo diverso dai superstiziosi pangolini: certe concessioni al folklore e alla religione, pur aumentando il valore antropologico del dossier, vanno a discapito della sua attendibilità medica.

Ridurre il rischio di contagio

I resti degli infetti vanno trattati col fuoco: è il modo migliore per ridurre il rischio di contagio.
Se non avete un figlio del sabato a disposizione per operare la transizione da uomini lupi a cadaveri, tenetevi a debita distanza finché gli infetti si saranno eliminati a vicenda.
Nel caso rimanga ancora un infetto, attendete sottovento che si ammazzi da solo, quindi provvedete alla sterilizzazione dei resti e dell’ambiente: niente amuchina, potrebbe costare troppo sul mercato nero. Il fuoco è sempre appropriato per gestire contagi così drammatici e tradizionalmente, può purificare qualsiasi mostro.

Link

Se desiderate approfondire l’argomento al di là di questa pubblicazione divulgativa, consiglio di fare ricorso ai dossier originali, acquistabili su questa pagina.

Cora Mantis
Virologo ricercatore di professione
Sex Symbol per passione

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E poi ancora fhshshshshhhh!
E pure fzzzfhshhhzz!

ERRORE 398: crollo della sincronizzazione cronotonica

Come Plot Tyrant, concludo qui il mio apporto all’evento, oltre che alla mia nuova scemenza a tema mantidi, e vi invito a leggere gli articoli di quegli altri grandissimi pezzi di scienziati pop della Geek League

Prendetevi cura di voi, ci vediamo la prossima volta!

Il vostro affezionato
Plot Tyrant

21 pensieri su “Geek League presenta: Narrazioni contagiose. Il “virus lupo” di King of Eden

  1. Proprio non lo conoscevo!
    Beh, tra i virus è uno dei più originale… diventare lupo mannaro per un’ora XD
    Bello come abbiano pensato anche alla questione del capobranco.
    Chissà se i berserker sono tipo persone che non sono morte ma hanno tenuto solo la rabbia (come attitudine e come malattia XD)

    Moz-

    1. Fino al quinto numero, mi pare che non abbiano toccato quest’ipotesi, ma sarebbe stata attinente alla storia: i berserker avrebbero potuto essere dei figli del sabato ;)

    1. Non so quando parlerò del fumetto per intero, visti i tempi (mi manca ancora l’ultimo numero) ma ti anticipo che fino al quinto numero è stato altalenante.
      Il disegno è buono, a tratti ricorda un po’ Urasawa (2oth Century Boys, Monster, Billy Bat) ma alcuni passaggi della storia sono confusi e hanno troppa carne al fuoco.
      L’intrigo fanta-archeologico è carino, in generale, ma nel secondo numero tira dentro troppe cose.

  2. Addirittura ai remoti tempi biblici di Caino (e Babele)
    Conosco tanta gente che non ha contratto il lupo virus ma che ha lo stesso avversione per l’acqua 😝
    Gagliardo ‘sto mister mantide! 😄

    1. Le persone idrofobe avranno almeno iniziato a lavare le mani? Ci hanno fatto una testa così, ultimamente… :P

      Il Dottor Mantis dice che apprezza e che verrai ricordato come un essere umano più evoluto della media ^^

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