Due gracchiate in libertà: Il ladro e il ciabattino, l’edizione italiana di “The Thief and the Cobbler”.

Richard Williams, noto principalmente per aver diretto l’animazione di Chi ha incastrato Roger Rabbit, sognava di poter realizzare un film animato in un’ambientazione da Le mille e una notte: una storia semplice ma con un’animazione ambiziosa, almeno per l’epoca.
Si trattava di The Thief and the Cobbler.
Il film richiese decenni per essere realizzato (ma mai completato al 100%) e attraversò una serie di disavventure produttive, con un colpo di grazia sul principio degli anni ’90, quando fu stuprato rimontato con superficialità per ordine di Harvey Weinstein, alcuni anni dopo l’estromissione di Williams.
Da allora, The Thief and the Cobbler rimase nel limbo dei flop commerciali fino al rimontaggio operato da Garrett Gilchrist, la cosiddetta “Recobbled Cut”, che ripristinò il film in una versione più fedele alla visione dell’autore originale, nei limiti del possibile.
La storia produttiva di questo film è stata affrontata in modo approfondito in questo video del canale Youtube 151eg, a cui vi rimando se siete curiosi. Ed è proprio in questo video che è venuto l’annuncio: sullo stesso canale, dal 5 settembre 2020, è possibile vedere la “Recobbled Cut” del film con un doppiaggio in italiano, legalmente e gratuitamente!
Se siete interessati alla storia dell’animazione, è sicuramente un evento!
Nota: gli screenshot vengono dall’edizione italiana del film.

Il ladro e il ciabattino 101

La locandina del film, dalla sua pagina Wikipedia

A causa dell’avidità incontrollata di un ladruncolo sfortunato, il ciabattino Tacco si ritrova nei guai con la giustizia e viene condotto al palazzo del re Nod per ordine del visir Zigzag: lì, in attesa di sentenza, il suo sguardo si incrocia con quello della bella principessa Yum-Yum e i due si innamorano a prima vista l’uno dell’altra.
Ma Zigzag è ancora più avido del ladro che ha messo nei guai il povero Tacco e vorrebbe sposare lui la principessa, così da diventare il nuovo sultano.
Intanto, a seguito di una serie di eventi fortuiti, vanno perdute le tre palle d’oro che proteggono la città dalla rovina, come recita una profezia, e per una coincidenza, il signore della guerra Occhio-solo ordina l’attacco alla città in quel momento: accade così che l’umile Tacco, accompagnato dalla principessa Yum-Yum, dalla sua nerboruta e vecchia tata e da una banda di briganti, devono partire per scoprire come salvare il regno.

Adattamento

Non ho visto l’edizione originale della recobbled cut, ma emerge subito una scelta che potrebbe far storcere il naso: il nome originale di Tacco è Tack, che in inglese indica, tra le varie, il chiodo. Il problema è che proprio nel chiodo viene identificato uno strumento importante per la trama…
La scelta del nome Tacco potrebbe venire dalla necessità di non neutralizzare un gioco di parole tra a tack (un chiodo) e attack: così, abbiamo Tacco abbinato ad attacco.

Doppiaggio italiano

Dato il periodo (mannaggia a Covidio XIX) il doppiaggio è avvenuto con registrazioni “in separata sede”, il che non ha sempre permesso di armonizzare i suoni, suppongo (ho avuto qualche difficoltà a capire cosa venisse detto nei rari cori, ma per il resto, tutto va liscio).
Tra i doppiatori ci sono anche alcuni nomi noti di Youtube, come Marco Merrino (che ha una sola battuta nel finale del film) e la brava Ruby Rust, che ho trovato un po’ sacrificata nella parte della mugugnante strega pazza.
Gli altri nomi coinvolti non li conosco (limite mio, lo ammetto) ma sono stati bravi. :)

Musiche

Le musiche sono vivaci, di un genere che si usava tempo fa (a orecchio, mi è sembrato di trovarci reminiscenze lontane di qualche film di Asterix o de La pantera rosa) e soprattutto, non ci sono canzoncine orecchiabili per famiglie!
E diciamocelo, il film non è al 100% per famiglie: qualche momento è un po’ allusivo – per esempio, il re Nod è un po’ sporcaccione. :P

Resa visiva

L’aspetto visivo è sicuramente quello più particolare: ci sono scene molto veloci, dinamiche e deliranti – mi chiedo se la scena della scala possa dare problemi a chi soffre di epilessia fotosensibile – e l’espressività dei personaggi è caricatissima!

Da sinistra, il visir Zigzag e re Nod (dall’inglese to nod, annuire)

Alcune scene sono un po’ troppo lunghe, specialmente nel finale, subito dopo che il fatale chiodo del ciabattino ha scatenato la sequenza di eventi più allucinante che io abbia mai visto, alla faccia di Pitagora Suichi!
Naturalmente non passa inosservata la discontinuità del film, dovuta alla madre di tutte le storie produttive travagliate: a sequenze animate complete se ne alternano altre non colorate, scene di prova appena abbozzate, parti di storyboard e disegni statici (spesso molto belli, tra l’altro) che non hanno visto completamento o restauro, dato un investimento che probabilmente sarebbe stato consistente e, soprattutto, la recente morte di Richard Williams.

Zigzag (se ricordo bene) scende le scale muovendosi… a zig-zag!

Ma se da un lato è un peccato non poter vedere la realizzazione della visione originale, dall’altro è interessante e istruttivo poter osservare i “dietro le quinte” di un processo produttivo come quello dell’animazione tradizionale!

Character design

È storia nota che le difficoltà produttive del film abbiano portato a un’emorragia di talenti verso la Disney, durante il periodo di lavorazione in seno alla Warner Bros., e secondo alcuni (tra cui il responsabile dell’edizione italiana, lo youtuber 151eg, alias Enrico Gamba) questo ha portato anche all’adozione di alcune idee de Il ladro e il ciabattino in casa Disney.

Tacco e Yum-Yum. Le espressioni di Tacco vengono sempre rese dai chiodi che tiene in bocca

Personalmente, dopo aver visto il film, trovo che le somiglianze con Aladdin siano superficiali, limitate all’aspetto di alcuni personaggi e a un’impostazione generale dei loro caratteri: il re Nod somiglia al sultano di Agrabah nell’aspetto, mentre Yum-Yum ha un carattere più forte, ma meno articolato, di quello di Jasmine. Infine, i due visir Zigzag e Jafar sono entrambi dei tetri farabutti (Jafar è meno caricaturale, meno “untuoso”) e hanno strani poteri, oltre a essere accompagnati da “fedeli” pennuti.

Yum-Yum molla un calcio all’avvoltoio di Zigzag

La storia

La storia è di una semplicità mostruosa ed è estremamente classica – probabilmente non era pensata per essere il punto di forza del film: c’è un ladro avidissimo che ruba persino a sé stesso e combina guai in continuazione, ci sono un umile ciabattino e una principessa – reciprocamente innamorati l’uno dell’altra – c’è una serpe in seno al regno e un invasore pronto ad allungare le mani sulla nazione…
C’è un MacGuffin, le tre palle d’oro (non sfere, che non permetterebbero di fare certi giochi di parole sul fatto di “avere le palle per far qualcosa” XD ).

Il ladro avrà le palle di rubare le palle?

Abbiamo anche un po’ di anacronismi a fine comico, prima che diventasse di moda.

Si prega di notare la Karma-Kola sulla sinistra

Alla fine, la crisi verrà risolta da un umile oggetto e dal ciabattino, che deve “fare ciò che può con quello che ha”, in una delirante sequenza di distruzione che vede sempre in primo piano il ladro, pronto a soddisfare la propria avidità con una tenacia quasi inesauribile!
Dopo il finale più ovvio che si possa pensare, ecco l’ultimo atto del ladro, in una sequenza scherzosa, “meta” e molto moderna, per vedere la quale non dobbiamo aspettare i sei minuti di titoli di coda.
Grazie anche per questo, Richard, te ne dobbiamo una!

Alla fine, che valore ha questo film?

Mi sono accorto di aver parlato del film soprattutto come documento o per la sua storia produttiva, ma un film dovrebbe essere qualcosa di più: dovrebbe essere bello.
Questo film è bello?
Nonostante i problemi, lo è: i disegni sono gradevoli, l’animazione – quando c’è – è divertente, i personaggi reggono la storia, il doppiaggio è buono e ci sono scene strane e psichedeliche che non guastano.
Certo, non è invecchiato benissimo: alcune scene sono un po’ troppo lunghe e finiscono per girare un po’ a vuoto, di stramberia in stramberia, ma nel complesso, il film riesce almeno ad avvicinarsi a ciò che avrebbe potuto essere. Gusti permettendo.

Concludendo

Il ladro e il ciabattino è l’edizione italiana di uno dei film d’animazione più sfortunati della storia del cinema: fortemente voluto da Richard Williams, che ne avrebbe voluto fare il suo capolavoro visivo, è passato per dei casini di produzione che l’hanno azzoppato su più livelli, venendo “completato” solo in tempi recenti, in una forma che fosse il più possibile vicina alla visione dell’autore originale ma che, al tempo stesso, l’ha portato a integrare le scene mai completate con disegni preparatori, storyboard etc.
Per gli appassionati d’animazione italiani, questa è certamente l’occasione di poter studiare una pagina bizzarra della storia di quest’arte, perciò approfittatene!
Un sentito grazie, da parte mia, sia a Richard Williams che alla balda gioventù che ha lavorato a questo adattamento. ;)
E non dimentichiamo che, in originale, il visir Zigzag fu doppiato da Vincent Price! ^^

Link

Il film completo in italiano, senza censure o aggiunte posticce
Il mini-documentario sulla storia produttiva del film
La pagina Wikipedia sul film
La video-stroncatura del film nella versione snaturata dalla Miramax, prima parte e seconda parte, a opera di Nostalgia Critic, con sottotitoli in italiano di 2blugori (la metto perché quest’uomo mi fa ridere un sacco XD )

15 pensieri su “Due gracchiate in libertà: Il ladro e il ciabattino, l’edizione italiana di “The Thief and the Cobbler”.

    1. Dell’importanza di lottare per i propri sogni anche quando sembrano impossibili e tutto il mondo rema contro di te.
      Colgo l’occasione per dirti che la scorsa settimana ho sfornato un nuovo post, in cui oltre a recensire racconto anche uno degli incontri più decisivi della mia vita… spero che ti piaccia! :)

  1. Mi sa che quel video di Nostalgia Critic me l’ero perso, forse perché non conoscevo il film e quindi l’avevo saltato… mi hai messo la curiosità di guardare prima il video sulla travagliata produzione e poi il cartone “restaurato”!

  2. Denis

    Di similare mi ricordo questo film animato italiano che avevo registrato su Iris, La rosa di Baghdad fatto nel 1949, il primo film italiano in Technicolor fa rimpiagere il fatto che poteva nascere la scuola di animazione italiana d’animazione comunque trama semplice, stile disneyano nei disegni, atmosfera da Mille e una notte.
    Questo film mi ricorda Duke Nukem Forever anni e anni di sviluppo perchè cambiavani il motore grafico continuamente, qui cambiando animatori e tecniche di animazione e penso anche mancanza di soldi.

    1. Credo che La rosa di Baghdad sia tra le fonti di ispirazione di questo film, ma non te lo do per certo.
      È un peccato che l’animazione italiana non si sia sviluppata come si deve: probabilmente è vittima del pregiudizio italiano sull’animazione :(

    2. Bisogna vedere perché non ha avuto successo. Io non sono né fan né conoscitore del personaggio, perciò non mi esprimo, ma se non ricordo male, tu hai il suo busto incluso nella collector XD

  3. Da vedere assolutamente solo dopo aver visto il documentario – di cui per altro contesto il titolo un po’ “clickbait” che cavalca l’onda di antidisneyismo che lui stesso ammette essere di moda per attirare più view. Ma torniamo al film.

    Personalmente non rimpiango affatto i 100 minuti della visione. Il film tutto sommato scorre piacevole, il ladro – che più che avido mi pare cleptomane, tanto che alle fine riesce a fare una rinuncia importante – è un personaggio assolutamente divertente. Certo, dispiace che il film abbia subito una genesi così travagliato e alla fine sia comunque arrivato sullo schermo monco di molte delle sue parti, però in effetti mi chiedo quanto questo sia in effetti colpa dei produttori ricchi brutti e cattivi e quanto invece non possa essere imputato anche alle fissazioni dell’autore – per esempio la questione di pretendere un’animazione a 24 frame. Anche io ho trovato alcune sequenze, soprattutto quella finale, decisamente troppo lunghe, altra campanella d’allarme su una possibile “fissazione” da parte dell’autore a discapito della scorrevolezza della narrazione.

    Secondo me, una casa di produzione intelligente dovrebbe rilevare i diritti da Gilchrist per farne un remake, mantenendo la trama principale ma rifacendo da capo disegni e animazioni con tecniche moderne (non 3D per conservare almeno l’aspetto artistico dei personaggi).

    L’adattamento italiano invece mi ha lasciato tiepido: ok che è stato fatto tutto gratuitamente e a caval donato non si guarda in bocca, ma almeno il nome del protagonista avrebbe potuto tradurlo correttamente – ok “Tacco” è un nome simpatico, ma è il chiodo a fare da protagonista nelle sue espressioni e nelle sue azioni! Quella famosa battuta di Zigzag si sarebbe potuta adattare con “mi ha inchiodato” e sarebbe stata sufficientemente onesta. No. Tacco. Vabbé…

    1. È un buon film, ma anche una volta completato secondo la visione dell’autore, potrebbe comunque mancare di equilibrio, per via delle sequenze troppo lunghe (perfette se vuoi ottenere un effetto delirante, ma azzoppano un po’ la scorrevolezza della storia.
      Riguardo a Tacco, eh, c’è poco da fare: come nome, in italiano, suona meglio di Chiodo, ma sabota la logica della storia, non fa coincidere ciò che si vede con ciò che si dice.

      Un remake potrebbe essere interessante, ma si dovrebbero aggiustare i tempi di certe scene e ormai questo film è trattato come una reliquia, ergo da non cambiare…

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