Sembra Persona ma non è: Tokyo Xanadu eX+, per Playstation 4. Prima parte: genere, ambientazione e personaggi

Nihon Falcom è una realtà che si è scavata un posticino comodo tra i miei interessi videoludici, grazie alla saga Trails of Cold Steel (tra l’altro, dovrei mettere i soldi da parte per il quarto capitolo, così da vedere come si chiuderà la storia).
Con Tokyo Xanadu, nato per PS Vita e adattato in questa versione eX+ per Playstation 4, il teatro della vicenda è il Giappone moderno… con qualche elemento un po’ diverso dal solito!
Per esempio, anche se come giocatori li vedremo solo da lontano (la storia si focalizza su elementi urban fantasy) i robottoni sono parte dell’assetto militare di ogni paese moderno!

Un doveroso annuncio!
(Traduzione: Questo gioco è un’opera di finzione.
Eccettuati casi specifici, tutti i luoghi, persone, situazioni,
etc. non sono reali e sono prodotti dell’immaginazione dell’autore.
Perché davvero, studenti delle superiori che impugnano armi psichiche?)

Tokyo Xanadu eX+ 101

Fonte: Moby Games

2015, dieci anni dopo un terremoto che ha squassato Tokyo e le sue vicinanze.
Nella periferia della capitale, nel distretto fittizio di Morimiya, alcune persone spariscono nel nulla e si verificano altri fatti inspiegabili.
Kou Tokisaka viene coinvolto per caso nell’ordalia della compagna di classe, Asuka Hiiragi, un’esperta cacciatrice di mostri appartenente a un’organizzazione segreta, Nemesis.
Nonostante le remore della ragazza a coinvolgere un profano, Kou – dotato anche lui del talento psichico necessario per affrontare i mostri – decide di fare la sua parte nell’affrontare la minaccia posta da alcuni mondi misteriosi, le Eclipse (eclissi) luoghi di origine e dimora dei mostruosi Greed (in inglese, avidità).
I due ragazzi non saranno i soli ad affrontare la minaccia: altri coetanei verranno coinvolti dal “filtrare” delle Eclipse all’interno del mondo normale e tutti insieme dovranno crescere e cambiare per capire quali forze, umane e ultraterrene, operino nella città di Morimiya.

La scheda

Credo che non schederò mai più un videogioco, ci lavora così tanta gente che per reperire le informazioni impiego almeno mezz’ora. Date un’occhiata a Wikipedia, piuttosto!

PEGI

12: giusto, né troppo alto, né troppo basso.
Il gioco non presenta elementi scabrosi e le parti più controverse sono moderate.

Turpiloquio: in diverse decine di ore (credo intorno alle 40) il turpiloquio è stato modesto, sfruttando spesso eufemismi (per esempio, effin’, che sta per f-ing, cioè fucking).

Violenza: è un gioco di ruolo d’azione su adolescenti che pestano mostri grazie ad armi create dai poteri della mente; ciononostante, la violenza è moderata, non grottesca né realistica.

Genere e ambientazione

Tokyo Xanadu è un gioco di ruolo d’azione: si controlla un personaggio (la presenza del protagonista è quasi sempre obbligatoria) nell’esplorazione degli ambienti e durante un combattimento, scegliendo quale usare da un gruppo di massimo tre personaggi per volta.
I combattimenti si svolgono in tempo reale, con la possibilità di mettere in pausa per usare un oggetto di cura o altro, mentre con un tasto laterale si cambia il personaggio da usare senza alcuna interruzione.
Dal punto di vista della storia, è uno urban fantasy o, come descritto da Nihon Falcom, uno urban myth action RPG (fonte: Wikipedia): la storia si svolge nel Giappone moderno, con il protagonista che si destreggia tra la sua particolare vita quotidiana e le minacce presentate dalle Eclipse.
Una certa importanza viene rivestita da due religioni: lo scintoismo (il nonno del protagonista dirige un santuario) e la “Chiesa del Santo Spirito”, una sorta di Chiesa cattolica in questa Terra alternativa.

Personaggi

Tutti i protagonisti e i comprimari

La storia presenta diversi personaggi principali (i protagonisti, coinvolti nelle battaglie contro i Greed) e altri secondari (per lo più, gli inconsapevoli amici di Kou, il protagonista).
Ci sono alcune concessioni a cliché collaudati come l’amorevole amica d’infanzia, l’amico cazzoncello, la ragazza tsundere, il duro dal cuore d’oro, il ragazzino hacker scontroso, etc. Nonostante ciò, i personaggi sono ben caratterizzati, né troppo infantili (sono adolescenti) né troppo maturi – perché, di nuovo, sono adolescenti.
Già nella serie Trails si notava una certa cura per la psicologia dei personaggi, ma qui siamo un passo in avanti, forse perché qui mancano elementi di predestinazione messianica, la parte “cosmica” dell’intrigo sembra meno intricata e l’ambientazione moderna facilita la presenza di caratteri più realistici, se mi si passa l’espressione.
C’è un ulteriore vantaggio: nonostante la presenza di numerosi personaggi femminili, gli autori della storia non hanno ceduto alla tentazione di creare una trama harem che girasse attorno al protagonista!
È un grosso passo in avanti anche rispetto a Trails of Cold Steel: in quel gioco ti viene concesso di instaurare una relazione col personaggio femminile preferito (sono quasi tutti papabili come possibili fidanzate) ma gli autori cercano di forzarti in modo evidente verso una di loro.
Invece, in Tokyo Xanadu, le relazioni sono quasi tutte suggerite da certi atteggiamenti dei personaggi coinvolti, creando un’atmosfera da relazione senza renderla sempre esplicita.

Effetto deja vu

Tokyo Xanadu condivide alcuni elementi con Trails of Cold Steel (e considerando che io vedo multiversi dappertutto per molto meno, la cosa mi ingolosisce) ma certi aspetti della costruzione del mondo ricordano una serie che appartiene a un’altra delle più venerabili case videoludiche del Giappone: sto parlando della serie Persona (dal terzo capitolo in poi), della Atlus.
I due giochi hanno in comune un’ambientazione moderna con interferenze da parte di un mondo fantastico secondario, in cui i personaggi possono esprimere pienamente dei bizzarri poteri ESP.
C’è poi una componente relazionale (legami emotivi tra i personaggi che li rendono anche più forti in battaglia) e i dungeon che determinano la loro natura rielaborando parti del mondo reale in forma di labirinto.
Se poi allarghiamo l’area di indagine a Shin Megami Tensei, possiamo aggiungere una tecnologia di telecomunicazioni che ha molti punti di contatto con la magia: per esempio, il furbofono (smartphone) qui chiamato Xiphone, possiede una tecnologia particolare che i personaggi possono usare per configurare le Soul Device.
Tra l’altro, la rete informatica di Tokyo Xanadu è definita come basata sulla tecnologia orbal, come in Trails of Cold Steel… la Falcom sembra volermi spingere sempre più verso la tesi del multiverso!

E non trascuriamo Towa, personaggio presente sia in Tokyo Xanadu che in Trails of Cold Steel, con naturali differenze di ruolo ma caratterizzazioni simili!
I personaggi ricorrenti sono un classico della narrativa da multiversi (ma è possibile che Towa sia vista semplicemente come una “mascotte” di questi giochi)

La prossima volta, la conclusione della gracchiata!

11 pensieri su “Sembra Persona ma non è: Tokyo Xanadu eX+, per Playstation 4. Prima parte: genere, ambientazione e personaggi

    1. Sto ancora cercando il giusto equilibrio con le immagini da inserire :P per me è una novità, fino alla play 3 non potevo prendere screenshot ^^
      C’è poi il problema che, nei giochi action, la cattura delle schermate potresti pagarla cara in battaglia XD

    2. Quando fotografo la TV, il risultato mi fa venir voglia di cavarmi gli occhi XD
      Piuttosto non ci metto nulla!

      Nel tuo caso, pokemon non è che abbia mai avuto graficone, in passato (oggi non so) ci si perde poco.

    3. Anche a me, ma non è che stiamo parlando di cose che richiedano volumi di spesa assurdi.
      I vecchi pokemon, quelli da Game Boy, probabilmente potresti rifarli uguali con un RPG Maker di dieci anni fa, se non più vecchi, e anche allora la Square (la casa di Final Fantasy) sulla stessa piattaforma otteneva risultati più vistosi, almeno graficamente.
      Resta il fatto che quando provo a fotografare una roba in alta definizione sulla TV, il risultato è carente.
      Sara colpa della luce nella stanza, del furbofono o dei folletti, vai a sapere…

  1. Denis

    Mai sentito questo titolo dico la verità perchè e di nicchia, le foto non vengono bene per via della luminosità dello schermo e forse per la distanza, gombloddo!
    Comunque ho trovato una copia di Asura Wrath, facendo questo metodo ha dato dentro Nba2k18 della Switch costo 5 euri valutato 10 poi ho messo altri 4 euri e insieme ho preso Rayman Origins capolavoro per la grafica 2D, fatto al Gamestop.
    Invece della Atlus avevo su Dreamcast, Maken X .
    Sei sicuro che non esiste un’altro te nel multiverso?

    1. La Falcom si sta iniziando a far conoscere per davvero, in Europa, da qualche anno, ma è una casa piuttosto “vecchia”, c’è dai primi anni ’80.
      Se se la gioca bene, può fare un percorso paragonabile ad Atlus, pur essendo in una nicchia parzialmente diversa.

      Restando su Atlus, Maken X ce l’ho per PS2 – l’ho trovato scarsamente giocabile, si vede che la Atlus aveva poca esperienza con gli Action (con la serie su Raidou Kuzunoha ha fatto dei passi avanti).
      A ogni modo, le tue transazioni videoludiche fanno paura XD

      Riguardo ai me stessi alternativi, non so se il multiverso possa reggere più di un Conte Gracula per volta: sono troppo strano.
      Però un mio amico ha detto che, ora che ho i capelli lunghi, somiglio allo youtuber di Stroncando l’orrore e ogni tanto mi viene segnalato qualcuno che mi somiglia, quindi magari… :P

  2. Denis

    Non sapevo che Maken X usci anche su Ps2, quello di Stroncando l’orrore sarò uno dei 7 gemelli perchè dicono che per ognuno ci sono 7 persone simili

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