Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali. Due gracchiate in libertà

Anni fa, fresco della lettura dei primi tre libri del ciclo di miss Peregrine, ho gracchiato di ciascuno di loro: il primo, il secondo e il terzo – ignorate le parti in cui parlo di trilogia, ai tempi ho pensato che la storia fosse finita, ma poi l’autore ha scritto altri due libri, oltre al da me già noto pseudobiblion I racconti degli speciali, lasciando il Conte Gracula sconfitto per 3 a 6.
Soltanto in questo periodo natalizio ho potuto vedere il film ispirato al primo libro. Spoiler: mi è piaciuto, un giorno o l’altro darò la caccia al DVD per riguardarlo e, magari, tirarne fuori una delle mie trattazioni arroganti! :P
Per ora, me la suono e me la gracchio in libertà.

Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali 101

Fonte: Widemovie

Jake Portman è un ragazzo alle prese con le rotture dell’adolescenza (è un po’ sfigatello) ma il peggio deve ancora venire: il suo amato nonno gli muore davanti, in circostanze a dir poco controverse, e Jake è convinto di aver visto il potenziale assassino – un mostro alto e dinoccolato, inquietante al livello dello “slenderman” dei creepypasta su inFernet (come scriverebbe redbavon).
Per questo motivo, Jake deve frequentare una psicoterapeuta e, allo stesso tempo, cercare di non sembrare pazzo nel corso delle sedute.
Il giorno del suo compleanno, Jake riceve un regalo “programmato” dal nonno: il dono offre un indizio che permetterà al ragazzino di capire in quale sconosciuta isola europea debba andare per far luce sull’infanzia del nonno che, prima di andare a caccia di mostri durante la seconda guerra mondiale, abitava in una casa piena di ragazzini speciali

Perché Tim Burton come regista?

In questo caso mi viene da dire: perché no?
A me Tim Burton piace, ma non sempre: evocativo a livello visivo, a volte sembra ripetersi senza aggiungere nulla di nuovo a ciò che ha già detto, ma altre volte dà un colpo di reni e tira fuori qualche sorpresa.
Questa storia presenta, sin dalla fonte originaria, alcuni elementi che sono congeniali a una certa poetica del regista: persone bizzarre, fuori dal comune e contrapposte alla gente normale, tanto per fare un esempio. Già dal punto di vista visivo, il film carica la stravaganza di alcuni personaggi, complici i riferimenti fotografici racchiusi nei libri (l’autore, Ransom Riggs, è un collezionista di foto d’epoca e se sono strane, è anche meglio).
Ma c’è anche un elemento della storia che sembra richiamare a un altro lavoro di Burton: i racconti del nonno al nipote, storie bizzarre su gente incredibile, storie che potrebbero essere anche considerate come metafore – come la caccia ai mostri dopo la Seconda guerra mondiale, interpretabile dai personaggi scettici del libro come metafora della caccia ai nazisti, e il nonno di Jake era pure di origine polacca! Questo elemento può ricordare Big Fish, altro film diretto da Burton e tratto da un libro.
Ci sarebbero altri dettagli, ma non voglio fare una lista o un’analisi, non ora. Siete salvi. :P

Impatto visivo

Il film si presenta bene, è anche abbastanza fedele agli ambienti descritti nel primo libro, come il quartiere in cui vive il nonno di Jake (che richiama quelle periferie “per bene” in stile Edward mani di forbice) e il villaggio uggioso, in cui il protagonista va a cercare informazioni sui “bambini speciali” con cui il nonno avrebbe vissuto, sono ambienti aderenti alle loro controparti letterarie.
Alcuni personaggi sono invece poco somiglianti: i libri riportano le foto, più o meno modificate, che hanno ispirato i diversi comprimari e le età di alcuni sono differenti, spesso i personaggi del film appaiono più giovani, come la miss Peregrine che dà il titolo alla storia, non giovane quanto Eva Green.
Gli effetti speciali sono dignitosi, ma non eccelsi (computer grafica sulla sufficienza, per lo più) mentre oggetti di scena, abiti e costumi sono azzeccati.

Molte differenze

La storia si mantiene aderente a quella del libro per la maggior parte del tempo, pur presentando alcune semplificazioni inevitabili e il cambiamento di alcuni personaggi, oltre che nel funzionamento di alcuni poteri.
Il cambiamento più importante, in questa fase del racconto, è certamente quello della storia d’amore tra Jake e una delle ragazze speciali: dal libro al film, la ragazza di cui si innamora Jake è differente.
Nella seconda metà, per non dire nell’ultimo terzo, il film prende una direzione ancor più distante da quella del libro.
Il risultato finale mi ha fatto pensare a una versione gotica e coi superpoteri dei Goonies, coi ragazzini alla riscossa contro adulti mostruosi (e per lo più poco efficienti).
Ecco la mia ipotesi (con esattamente zero prove a supporto): se si fosse puntato subito a un ciclo di film e i risultati al cinema non avessero premiato il progetto, tutto sarebbe finito con un cliffhanger forse insoddisfacente, come altri cicli cinematografici non Marvel soffocati nella culla. Chiudendo la storia in questo modo, magari non originalissimo, ma comunque gradevole, nel caso si fosse voluto realizzare un seguito, sarebbe bastato riaprire la storia in qualche modo, anche se così si sarebbe sacrificato il colpo di scena principale del secondo libro.

Concludendo

Nella maggior parte dei casi, detesto quando i film tratti da qualsiasi cosa si distaccano molto dalla fonte. In questo caso specifico, Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali sembra aver adottato diversi cambiamenti ragionati, funzionali a un adattamento dotato di autonomia, che non lascia nulla in sospeso.
Il risultato finale è un film in cui si sente l’impronta di Tim Burton in diversi momenti, complice la somiglianza di alcuni elementi con altri lavori del regista, sin dall’opera originale.
E insomma, mi ha fatto venire voglia di riprendere il ciclo originale (ai tempi dell’uscita del quarto libro, trovando perfettamente conclusa la storia come trilogia, sono passato oltre per questione di soldi e di spazio) perciò ora dovrò infilare nel mio budget “cose belle che danno senso alla vita” anche l’acquisto dei libri che mi mancano su miss Peregrine e (Speciale) compagnia! ^^

17 pensieri su “Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali. Due gracchiate in libertà

    1. Dei tre che ho letto, il primo era il migliore, forse l’autore ha avuto modo di rifinirlo per bene. Avendo avuto successo, gli altri due sono usciti più rapidamente (e i successivi due con un ritmo simile, quindi immagino che il tenore sia più o meno lo stesso).
      Diciamo che lo scrittore sembra avere un buon potenziale, ma sospetto che dia il meglio di sé nella calma.

    2. Mi ricordo che mi avevi scritto qualcosa del genere qualche anno fa. Purtroppo dover campare con un mestiere così aleatorio come la scrittura che non sempre premia il talento ma alle volte la presenza ti obbliga a scrivere quasi per compitino che per arte.

    3. Ormai saranno decenni che chi campa con la scrittura lo fa principalmente coi film derivati, alcuni scrivono direttamente con la prospettiva degli adattamenti. Specie in Giappone: da molti anni, ai cartoni tratti da manga si affiancano quelli tratti da serie di novelle!

      Detto ciò, i libri successivi di miss Peregrine non sono a livello si compitino, per fortuna, solo che lo stile è un po’ meno efficace ed è pure più lento

    1. No, non l’ho visto – è una cosa che mi capita spesso di dire, o di scrivere, dipendendo dalla TV tradizionale o dalle mie scarne risorse per DVD e simili. :P

    2. In effetti Jane got a gun non ha molte chances di venire trasmesso in tv: i western vanno alla grande nei palinsesti televisivi, ma solo se hanno almeno una cinquantina d’anni. Del resto l’epoca d’oro del genere risale ad allora. Grazie per la risposta! :)

  1. Denis

    Uno degli ultimi film che mi è piaciuto di Tim Burton, anche qui se non ricordo male c’è il padre assente dei film burtoniani, ottima come sempre Eva Green seconda volta in un film di Burton, l’altro è Dark Shadows.
    Insomma una specie di X men+Goonies+Edward mani di forbici.
    La canzone è di Florence e the machine, che ha fatto anche quella di Final Fantasy che hai recensito.
    Ti do una buona notizia il cestone del Mediaworld scade il 31 gennaio.

    1. Il padre non era molto presente nemmeno nei libri, ma in entrambi è il ragazzo che si tiene un po’ lontano.
      Grazie per la dritta, se la Sardegna non va in arancio, vedo se riesco a organizzare un salto ^^

    1. Personalmente l’ho trovato un film interessante, un po’ caciarone nell’ultima parte e fedele al libro solo per metà, ma il risultato finale è stato piacevole :)

  2. Ho visto il film senza però aver letto nessuno dei libri, ma non mi ha proprio entusiasmato. L’ho trovato una classica avventura per ragazzi, anche se, come dici tu, con delle belle scenografie e costumi. Devo anche aver fatto un pisolino a un certo punto… Però se non sbaglio è su Disney Plus, potrei recuperarlo e dargli un’altra possibilità! Big Fish però è un’altra cosa secondo me, anche se ci sono somiglianze nella trama quello è un vero film di Tim Burton, per adulti, mentre questo è pensato proprio per un pubblico giovane.

    1. Big Fish è sicuramente a un livello differente, anche solo perché lo spunto dei racconti lì è centrale, mentre in miss Peregrine è un particolare con spazio limitato. Però mi sembrava interessante far notare quel punto di vicinanza tra due film diretti da Burton ;)

      Riguardo a miss Peregrine, nella trasposizione risulta molto semplificato e ha qualche passaggio un po’ banale, specialmente rispetto al libro (che comunque è il primo di un ciclo “young adult”) ma senza dire che si tratti di un filmone, l’ho trovato piacevole. ^^

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