Magus of the Library, di Mitsu Izumi. I primi tre volumi tra cultura, pregiudizi e pseudobiblia!

Il primo libro forse è stato scritto da un essere umano, ma subito le posizioni si sono invertite. I volumi hanno dato vita alle persone e hanno creato il mondo.”
Sedona Bleu in Magus of the Library

In questi ultimi anni potrei essere diventato la persona meno adatta per affermarlo, ma non importa, lo scriverò lo stesso: leggere è una cosa bella!
Leggere può divertire, far riflettere su un problema, ispirare nuove idee o farne riscoprire di vecchie ed è per questo motivo che, spesso, alla lettura si associa il concetto del viaggio: un percorso della mente e dell’immaginazione in un mondo che potrebbe essere, che è stato o che sarà.
Ogni pagina girata è una porta aperta su un altro mondo o su un aspetto particolare del nostro: vediamo dove ci condurrà la porta di Magus of the Library!

Magus of the Library 101

Theo Fumis è un bambino particolare: figlio di genitori di due diverse etnie – da uno dei quali ha ereditato delle orecchie da elfo – è discriminato dagli abitanti del villaggio in cui vive, in quanto “mezzosangue” e abitante del quartiere povero.
Theo può frequentare la scuola del suo villaggio, Amun, solo grazie agli sforzi della sorella (che ha la pelle più scura e orecchie umane…) e ha una profonda passione per la lettura, ma a causa dei pregiudizi dei compaesani, gli è vietato l’accesso alla biblioteca del villaggio.
L’arrivo di un gruppo di kafna, i bibliotecari impiegati nella grande biblioteca di Aftzaak, porterà Theo a rimettere in discussione tutto ciò che pensa su sé stesso e sulla vita, spingendolo verso la strada che porta alla grande biblioteca del regno.

La scheda

Titolo originale: Toshokan no Daimajutsushi
Opera originale (? – vedi sotto): Kafna del vento, di Sophie Schwimm
Autrice: Mitsu Izumi
Traduzione: Massimo Soumaré
Editore originale: Kodansha (2017)
Edizione italiana: Panini Comics (Planet Manga, 2020)
Prezzo: 7 € a volume (per ora e spero per sempre XP )

Qualche appunto preliminare

Scrivendo questo post, ho scoperto di essermi già imbattuto nell’autrice del fumetto: ha disegnato l’adattamento manga del cartone Ano hana! Ricco di disagio ma molto bello e agrodolce,  11 episodi da gustare! ;)
Nel cercare informazioni sull’opera d’origine, Kafna del vento, mi sono imbattuto in un fenomeno bizzarro: non ho trovato nulla, a parte delle congetture! L’intero fumetto è pieno di pseudobiblia, forse pure Kafna del vento è uno di loro. :P
In una wiki francese (al momento molto scarna) dedicata all’opera, ho notato che la traslitterazione dei nomi è molto differente da quella italiana, che sembra aderente a quella anglofona.
Questo fumetto è non solo bello (spoiler!) ma anche ricco di mistero!

I disegni

Un tratto superbo, molto dettagliato (abiti, monili e libri sono uno spettacolo) e con ricche retinature.
Buone prospettive, ma prevalgono i volti dei personaggi in primo piano, lasciando minor spazio agli sfondi.
I personaggi sono “tipici da manga” (con occhi spesso enormi) ma solitamente ben differenziati tra loro nei tratti, per rendere le diverse origini etniche.
La rappresentazione degli spiriti mi fa rimpiangere che il fumetto non abbia qualche tavola a colori, perché il loro aspetto dà l’idea che siano davvero variopinti!

La narrazione con le silhouette “mosse” da bastoncini è usata spesso nelle fasi spiegone e sembra scelta apposta per una futura trasposizione animata
(Fonte: da qualche parte, in rete. Non volevo sfasciare il volume per scansionare la tavola :P)

Ambientazione

“Difendere le scritture, in altre parole, significa proteggere il mondo.”
Dal libro preferito di Sedona Bleu

Quasi cent’anni prima dell’inizio della storia, il mondo è stato piagato da una creatura chiamata il messaggero di assenzio. Sette maghi sono partiti per sconfiggerlo, solo sei di loro sono tornati, ma parte del mondo fu devastata da questo conflitto: alla sconfitta del messaggero, una nebbia chiamata “morte bianco grigia” si diffuse per gli oceani e per parte delle terre emerse, costringendo diverse popolazioni a migrare e occupare altri territori.
Il malcontento per l’occupazione delle terre rimanenti divenne terreno fertile per la diffusione di un libro pericoloso: era un manifesto xenofobo, il libro nero, la cui retorica spinse una delle tribù del mondo a dedicarsi al genocidio di un’altra. E già che si era lì, a cancellarne la cultura, a cominciare dai libri. Ricorda qualcosa a qualcuno?
I maghi sopravvissuti al conflitto decisero di avviare un ambizioso progetto, con la collaborazione del regno: una biblioteca centrale, grande quanto una città, in grado di conservare qualsiasi traccia di scrittura, dalle steli di pietra incise nell’antichità ai libri magici, dai testi accademici fino ai romanzi seriali d’avventura che infiammano la fantasia dei bambini.

Kafna

Al servizio di Aftzaak, la “capitale dei libri”, si trova la figura detta kafna (che significa specialista della saggezza): un individuo preparato a radunare, restaurare e difendere ogni forma di parola scritta, diffondendo i testi che possono migliorare la prospettiva delle persone e ispirare in loro la grandezza e, allo stesso tempo, facendo in modo che i libri pericolosi (come quelli magici, dimora di incantesimi e spiriti, o i manifesti di ideologie pericolose) non finiscano in mani sbagliate.
Non è raro che esistano kafna capaci di praticare la magia.
Quello di kafna è un mestiere prestigioso, ben retribuito e assai ambito, assieme a quello dello hamna (studioso): il mondo di Magus of the Library dà un valore notevole alla conoscenza e alla cultura!
Essendo quello di kafna uno dei pochi mestieri permessi alle donne, 9 kafna su 10 sono proprio donne, preparate e agguerrite quanto basta da riuscire a superare un esame d’ingresso dalla difficoltà spaventosa!

Estetica del mondo

A differenza di altri fantasy giapponesi, che sembrano ispirarsi al medioevo europeo, in Magus of the Library si punta a un’estetica che oscilla tra il mondo arabo e l’India, fino alla Cina (con elementi di altre zone, come l’America precedente alla colonizzazione europea o l’Africa) offrendo un panorama piuttosto originale!

Presentazione del mondo

Lo stile di narrazione è, in parte, il limite del fumetto, che per far entrare chi legge in un mondo tanto diverso dal nostro fa ampio ricorsi ai temuti spiegoni.
Dalle questioni più tecniche – come il restauro dei libri o i metodi di stampa – agli elementi peculiari dell’ambientazione (etnie, magia, filosofie, etc.) non sempre le informazioni arrivano nel modo più morbido: a volte si fa ricorso alle didascalie o persino a elementi più “meta”, come dedicare a un aspetto del mondo un’illustrazione all’inizio di un capitolo o le pagine sotto la sovraccoperta.

Sotto la sovraccoperta, spiegazioni e 4-koma!

 

Alcuni personaggi

“I protagonisti delle storie sono sempre diversi dagli altri.
Ritengo che questo sia qualcosa di speciale e meraviglioso.”
Sedona Bleu

I personaggi più importanti della storia sono un po’ sopra le righe e in qualche modo, più o meno marcato, si distanziano dalla normalità della gente comune.
Certi aspetti della caratterizzazione di vari personaggi permette lo sviluppo di situazioni ironiche, ma mostra anche il potenziale per inserire comprimari di peso nel futuro della storia

  • gente con tratti culturali particolari – come la tribù delle maschere, per cui mostrare il viso è come levarsi i vestiti
  • persone che, avendo fallito nel perseguire una carriera nella cultura, conducono vite di altro genere, dal carpentiere al malavitoso
  • gli spiriti artificiali, creati da potenti maghi del passato e vincolati dentro i libri magici
  • i misteriosi citlapol, persone e animali caratterizzati dall’albinismo e dal possesso di una forza magica superiore alla norma
  • ogni singolo kafna, sembrano tutti mostrare competenze eccezionali in ambito librario (ricerche, restauri, traduzione/decifrazione) ma anche tratti caratteriali bizzarri, spesso giocosi

I personaggi interessanti sono tanti, ma mi limiterò a tre di loro.

Theo Fumis

Bambino all’inizio della storia e adolescente alla fine del primo volume, Theo è un ragazzo insicuro, ma dotato di qualità che anche la persona più testarda deve riconoscere, prima o poi.
Intelligente, emotivo, mediamente acuto e capace di fare proprie le lezioni impartite da chi lo circonda, ha una tenacia notevole, capace di vincere i pregiudizi degli altri.
Theo possiede una certa attitudine per la magia dell’acqua, ma non è addestrato a usarla come si deve.

Sedona Bleu

Giovane kafna della grande biblioteca, è un ragazzo carismatico, dai tratti delicati e dall’animo romantico, nutrito da ogni genere di romanzo avventuroso.
È anche esperto nell’uso della magia del vento, nonostante la giovane età, e riesce a ispirare il giovane Theo a cercare la grandezza, incoraggiandone l’amore per i libri e per la scoperta.

Tifa Fumis

Ragazza di buon cuore, non è molto istruita, ma riconosce il valore della conoscenza nel fornire ampie prospettive e la possibilità di costruirsi una vita migliore: per questo motivo, si ammazza di fatica per consentire al fratello Theo di studiare, affinché possa ambire a una vita più felice.

Tema della storia (fin qui)

Fino al terzo volume, il fumetto sembra reggersi su due pilastri principali, interpretati secondo la lente dello shonen manga.

Leggere è un’avventura

Magus of the Library è la glorificazione della lettura: chi non sa o non può leggere invidia chi invece può farlo, la lettura è universalmente incoraggiata persino quando si parla di narrativa d’evasione e i mestieri più prestigiosi sono quelli legati alla cultura, come il bibliotecario, lo studioso o lo scrittore.
I bambini fanno i capricci per poter leggere i nuovi volumi di certe serie avventurose, mentre i furfanti cercano di rubare i volumi freschi di stampa prima che arrivino sul mercato, così da rivenderli presso altri canali.

La conoscenza contro il pregiudizio

Nel mondo della storia striscia costantemente il tema del pregiudizio: questioni razziali, di ceto sociale o di genere (per esempio, in certe tribù vige la poliginia, ma non si parla di poliandria, e le donne che studiano “troppo” sono viste come arroganti e noiose, a meno che non riescano a diventare kafna).
L’intolleranza e il pregiudizio si affacciano più di una volta in ogni volume uscito fino a ora, ridimensionati o scacciati da un unico antidoto: la conoscenza, ottenuta aprendosi sinceramente all’esperienza del mondo o tramite la lettura e lo studio.

Concludendo

Magus of the Library è un fumetto che glorifica il valore della conoscenza e la lettura sia come divertimento, sia come mezzo per crescere, liberarsi dei pregiudizi e migliorare il mondo.
Il protagonista, Theo, è un bambino di “sangue misto”, insicuro a causa della sua forte sensibilità e del trattamento impostogli dagli altri a causa di pregiudizi e intolleranza. L’incontro con un bibliotecario, carismatico e simpatico, spingerà Theo a cercare di seguire la stessa strada, studiando per superare il durissimo esame d’ingresso alla biblioteca.
Nel complesso, un fumetto divertente e che offre alcuni spunti di riflessione, con un’ambientazione ricca (anche se non sempre veicolata nel modo più fluido) e forte di un impatto visivo gradevole e originale.

Link

La pagina dell’editore italiano

28 pensieri su “Magus of the Library, di Mitsu Izumi. I primi tre volumi tra cultura, pregiudizi e pseudobiblia!

    1. Un’ampia metà del fumetto parla proprio di questo ^^
      In un periodo in cui i valori della cultura, dell’esperienza e della fantasia sono, a volte, considerati delle sciocchezze, trovo sia un bel messaggio ribadire il contrario!

  1. Non l’ho mai sentito, e anni fa mi sarebbe pure piaciuto.
    Si vede che sono fuori dal giro manga, ormai.
    Non mi stupisce la cosa che citi sulle traslitterazioni: e non mi stupirebbe scoprire che quelle giuste sono quelle francesi… visto che la Planet canna tutti i nomi di Berserk, per dire XD

    Moz-

    1. Avessi più soldi e spazio, comprerei di tutto, ma tendo a concentrarmi sui fumetti giapponesi perché sento una certa affinità con quella… chiamiamola scuola, per quanto imprecisa possa essere come definizione.
      Riguardo alla traslitterazione, pace, prendo ciò che arriva: finché non sono completamente inventati come nell’antica tradizione animata Mediaset… ^^

  2. Molto molto interessante e intrigante, poi lo sai che se mi parli di pseudobiblia mi conquisti facilmente ^_^
    Mi blocca un po’ la mia estraneità allo stile manga, e la pagine che mostri mi inibiscono, però magari un giorno andrò alla scoperta dei “libri falsi” della saga ;-)

    1. Nei primi volumi cita vari pseudobiblia d’avventura (i titoli o poco più) e ogni tanto scappa un evidente riferimento a opere del nostro mondo.
      Nel terzo si scatena e cita i “grandi classici” di quel mondo: sette opere scritte (non sempre libri, una è una ruota di pietra!) che hanno avuto un’influenza paurosa sul mondo, nel bene e nel male.
      Non mancano alcuni “aforismi” presi dalle opere.

      Potresti provare a dargli un’occhiata, ma occhio, come molti manga, si legge da destra verso sinistra, anche in italiano ;)

    2. Già mi sento confuso al solo pensiero :-D
      Recentemente ho letto i primi numeri di Itto Ogami e m’è preso un mal di testa… No, non sono geneticamente portato per i manga. Non so ancora come ho fatto ad appassionarmi ai tanti numeri di “Alita”…

    3. A livello grafico è una scelta come un’altra. A livello narrativo, mi sarò abituato in anni di cartoni XD
      Riguardo alla lettura da destra, da ragazzino mi ha dato problemi per alcuni minuti, poi mi sono abituato abbastanza in fretta e ormai il verso di lettura è indifferente, per me. Più che altro, la costruzione della tavola di molti autori è particolare, ben lungi dalla linearità della griglia Bonelli :P lì a volte ho qualche perplessità, almeno nell’immediato.

    1. Non molto, sono poco propenso per lo sport XD potrei apprezzare un manga che si concentri su personaggi interessanti per cui lo sport è importante (ma non centrale nella storia) o storie con strutture sportive ma che non parlino di sport – un esempio di quest’ultimo caso potrebbe essere Hikaru no Go, che parlava di un ragazzino che si appassionava al gioco del go.

    2. Non l’ho mai sentito nominare, adesso mi informo. Colgo l’occasione per dirti che ieri ho sfornato un nuovo post, dedicato a un mito della mia infanzia… spero che ti piaccia! :)

  3. Hai fatto veramente un lavorone con questo articolo! Anche se non conosco il titolo di cui parli cercherò di tenerlo a mente e se mi capiterà gli darò un occasione. Purtroppo è veramente tanto tempo che mi sono allontanato da questo media… non so bene le ragioni, quello che è scattato dentro di me, ma sono sicuro che i fumetti abbiano ancora un ruolo importantissimo nella mia vita, che presto verrà a galla! In ogni caso mi sto per iscrivere al tuo sito, l’amore che metti sui tuoi articoli è palpabile!
    complimenti ancora

    1. Ciao Conte Gracula, perdonami ma non sono proprio un grande conoscitore di WordPress! Volevo iscrivermi al tuo sito ma non sono riuscito a trovare un vero e proprio pulsante di iscrizione. In conpenso però in basso a destra ho cliccato sul pulsante che ti ha inserido tra i miei Reader. Morale della favola non so se mi sono iscritto o no, e non so se ci si può iscrivere al tuo sito o meno! Tutto qua! Fammi sapere! Buona giornata e scusa se ti disturbo

    2. Tranquillo, non hai nulla per cui scusarti – e poi, un po’ tutti finiamo per litigare cin qualche funzione di WordPress XD
      Sì, ci si può iscrivere e ci sei anche riuscito, ho visto poco fa il tuo nome ;) poi dipende da dove vuoi ricevere eventuali notifiche per le cose che scriverò in futuro – con l’iscrizione che hai fatto, dovresti riceverle sul reader e sull’app, a seconda dei settaggi e possibile che ti mandi automaticamente una mail all’indirizzo legato al tuo account WordPress.

    3. Ti ringrazio per i complimenti, sei davvero gentile! ;)

      Di solito, con gli interessi il problema è uno: il tempo (beh, anche i soldi hanno una parte, se l’interesse comporta il comprare qualcosa).
      Con l’aumentare degli impegni inderogabili (quando si ottiene un lavoro, quando si decide di metter su famiglia etc.) il tempo disponibile si riduce ed è necessario stabilire una gerarchia di interessi, per dedicarsi a quello che coinvolge di più.
      Forse, pur piacendoti i fumetti, c’è qualcosa che ti prende un po’ di più, a cui dedicare il tuo tempo e le inevitabili spese che comporta, quindi hai finito per metterli un po’ in secondo piano.

    4. Ok, sono molto contento di essere riuscito ad iscrivermi. Anche tu sei molto gentile, e a me le persone gentili piacciono tanto, soprattutto quelle con cui fare un sano confronto all’insegna della crescita collettiva e personale.
      Ora stai già lavorando ad un altro articolo?

    5. Ne ho pubblicato uno oggi, un altro manga. Poi impaginerò un guest post (c’è un ragazzo a cui fa piacere scrivere qualcosa da pubblicare qui) e poi… chissà, ci sono un sacco di cose di cui parlare e che mi trascino dietro da tempo per pigrizia (per dire, avrò almeno sei o sette videogiochi finiti nel corso del 2020!) :P

  4. Eh, scrivere questi articoli non deve essere semplice. Sarebbe bello se con il passare degli anni trovi il tuo metodo, ad esempio prendi appunti mentre giochi un titolo, in modo da fare poca fatica in fase di scrittura… Comunque vado subito a vedere il tuo articolo!

    1. Le opere più complesse mi richiedono di prendere appunti durante la lettura (o la visione, o la partita, a seconda dei casi). A volte segno dei particolari anche per le cose più semplici, se sono significativi.
      Più ti dedichi a qualcosa, più emerge una serie di processi, un metodo, come dici tu. Il mio non è molto rigido, sono un po’ caotico e pigro (non essendo un lavoro, questo blog, posso concedermi il lusso) e di punti fissi non ne ho tanti ^^

  5. Pingback: Selezione dalla Gracugazzetta, gennaio-febbraio 2021 – La cupa voliera del Conte Gracula

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