The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel 3, per Playstation 4

Allerta spoiler!
Se non avete giocato i primi due giochi, vi aspettano blande anticipazioni, soprattutto in forma di screenshot;
diversamente, ogni specie di anticipazione è scongiurata.

Mi sono servite poco più di 120 ore di gioco, ma sono riuscito a finire Trails of Cold Steel 3. Adesso sta tutto nell’aspettare l’uscita dell’ultimo capitolo della tetralogia, così da annodare i pochi fili di trama che questo gioco non ha ancora allacciato tra loro.
Questo perché Trails 3 (si fa prima così) pur ponendosi come struttura sul solco del primo capitolo della serie, calca pesantemente l’acceleratore sulle rivelazioni dei misteri ancora irrisolti, tessendone alcuni nuovi tra una scoperta e l’altra.

E il mondo si tinge magicamente di Giacobbo!
(Traduzione: Per spiegarvi i retroscena tra il Clan delle Streghe e la Chiesa.)

Trails of Cold Steel 3 101

La mia edizione reca in dote un piccolo sketchbook spillato e un CD con cinque brani

Con un po’ di ritardo rispetto ai compagni, a causa delle missioni affidategli dall’Impero, anche Rean Schwarzer è riuscito a diplomarsi; eppure, nonostante sia depositario del potere del Divino Cavaliere Valimar, il giovane ha scelto di di diventare insegnante di storia presso il nascente ramo secondario della Thors Academy.
Questa volta, Rean sarà coinvolto nella Classe VII dal punto di vista dell’insegnamento, una prospettiva per lui inedita!
Ma chiunque si trovi nella Classe VII è destinato a non avere una vita tranquilla, a causa dei suoi famigerati viaggi di istruzione: per i nuovi studenti è anche peggio, dato che la loro immatricolazione è avvenuta dopo una feroce guerra civile, oltre a diverse annessioni forzate di regni indipendenti all’Impero di Erebonia.
Il nuovo anno scolastico non sarà privo di sorprese…

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Un esperimento di traduzione: Cassilda’s Song, da Il Re in Giallo, di Robert Chambers

Oggi ci dedichiamo ai precursori di Lovecraft (o alle sue “muse”, a seconda di come la vogliate vedere): il Canto di Cassilda è un brano estratto dallo pseudobiblion The King in Yellow, che dà il nome a un’antologia di racconti dello scrittore Robert Chambers.
Mi raccomando, però, non confondete il Re in Giallo con la Signora in Giallo: sono due forze cosmiche totalmente differenti!
Ma perché tradurre questo breve brano come se fosse davvero una canzone?
Perché non poche persone si sono dedicate a mettere in musica queste parole – in fondo a questa gracchiata, vi fornirò un po’ di link.
Per il momento, potete trovare il testo su The Yellow Site.
Come sempre, ho usato Google traduttore come sostituto del vocabolario; per il resto, apparentemente, il brano era abbastanza semplice da tradurre – ma qua e là mi sono concesso qualche libertà, quindi la cappellata è sempre dietro l’angolo! :P

Trova le dieci piccole differenze
(Fonti: Re in Giallo e Signora in Giallo)

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[Guest post] Atto di forza, di Denis

Atto di forza.  Un film piuttosto sopra le righe, che suscita reazioni altrettanto sopra le righe: ricordo ancora una persona che conosco che, vedendo la scena della mutante con tre seni, la rifece tenendo in mano tre melagrane, mentre un amico riusciva a torcersi le dita per fare la mano dell’altro mutante. XD
Vorrei introdurre il guest post di Denis, ricco di trivia, con qualcosa di meglio, ma non ho altri aneddoti su questo film, che ho visto una sola volta quando ero un ragazzino e di cui ricordo solo un paio (alla sarda) di scene famose. :P

Atto di forza, di Denis

Alza le chiappe e vai su Marte

“Un uomo non si giudica dai suoi ricordi, ma dalle sue azioni”

Nel 1990, uscì uno dei miei tre film preferiti: Atto di Forza, in originale Total Recall,  con protagonista Arnold Schwarzenegger, la summa dell’effettistica analogica e della violenza con tocchi splatter. Tratto dal racconto di Philip K. Dick Memoria Totale, che ho letto, il film diretto da Paul Verhoeven prende solo lo spunto, modificandolo. Reputo questo il secondo capolavoro fatto su sette pellicole girate in America, l’altro è Robocop.

Trama: Anno 2084 (citazione di 1984 di Orwell). Douglas Quaid, un semplice operaio edile, sposato con bionda “mozzafiatante” di nome Lori e dalle forme di Sharon Stone, sogna di Marte e va alla Rekall, una ditta che può impiantare nella mente falsi ricordi di viaggi su altri pianeti, senza muoversi da casa, e far scegliere chi essere (più realtà virtuale di così si muore) ma dopo l’innesto di memoria, cominciano i guai…

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