Una camera da letto urban fantasy

Sto per raccontare una storia spaventosa… almeno per me, una persona normale non avrebbe passato una nottataccia per una combo incubo + orrenda creatura…

Un lungo preambolo

Questa notte ho avuto un incubo: è di moda un orribile gioco, i cui partecipanti si riuniscono in squadre rivali per cercare di ammazzarsi a vicenda, in qualsiasi modo vogliano.
Un gran bel sogno, sembra uno di quei filmacci da cui Il Zinefilo cerca di metterci in guardia! °O°
Nel sogno ho un mio alter ego, le cui azioni vengono seguite dalla “telecamera”: nessuno lo ha nominato in alcun modo, perciò io lo chiamerò Alter, perché ho dormito un paio di ore e questo mi rende stupido e pigro. Più stupido e pigro del solito, và…
Dopo una certa quantità di sangue e frattaglie, versate per il motivo più futile – ovvero questo gioco, in cui non esistono regole o premi – la squadra di Alter si prepara a ricevere nel proprio territorio un’incursione nemica, di cui sono a conoscenza non si sa perché. Perché sì, perché è fentasy è un sogno.
I membri della squadra di Alter preparano un enorme giardino come se fosse un campo da football americano: forse pensano di giocare a Blood Bowl.
Alter è di guardia in un altro punto d’ingresso al territorio, assieme a un compagno, ma nonostante ciò, due avversari riescono a intrufolarsi senza che sia chiaro come abbiano fatto. Ancora materiale per il Zinefilo, se questo fosse un brutto film anziché un brutto sogno.
Alter e il suo complice provano a distrarre i nemici, mostrando loro un video in cui vengono svelate delle tecniche omicide, tipiche della squadra di casa: i due intrusi ci cascano come pere cotte e non prestano attenzione! È una svolta ancora più scema del prigioniero che finge il mal di pancia per far accorrere una guardia e menarla, ma anziché pagare, boh, dodici euro per vedere questo scempio di logica al cinema, è un film gratis, tutto nella mia testa.
Che fortunello, che sono!
Alter ne approfitta per aprire un nuovo sorriso sulla gola di uno dei due, usando un paio di forbici che ho davvero in casa, nella realtà: ho un punto di vista privilegiato, Alter, perciò vedo tutti i particolari – anche se non avendo mai visto una gola aperta, sono tutti dettagli immaginati.
Mi sveglio con la nausea.

Incontro con Iktomi

Faccio un salto al bagno e al ritorno, mentre mi appresto a fare un esercizio per non avere incubi – con me funziona, ne ho di rado – lo vedo: è Iktomi, sospeso vicino alla testiera del letto, a pochi centimetri da dove avevo posato la mia testa. Lo spirito sta tessendo un acchiappasogni Lakota.
Chiunque conosca il trikster Iktomi e abbia letto qualche storia di Neil Gaiman, penserebbe che lo spirito stia creando il suo acchiappasogni per catturare il mio incubo, eppure non riesco a calarmi nell’atmosfera urban fantasy di certe storie: quello che vedo è un cavolo di ragno, con zampe lunghe un tot, che ha tessuto la sua tela tra il muro e la testiera del letto!

Purtroppo, stanotte, Iktomi non aveva questo aspetto figo alla Shin Megami Tensei
(Fonte: erdw su DeviantArt)

 Sono lievemente aracnofobo, così il mio sangue raggiunge la temperatura dell’azoto liquido: per riscaldarmi un po’, penso di dare fuoco al letto, tanto non ci dormirò mai più, ma l’idea del funerale vichingo per il giaciglio profanato mi ricorda un altro incontro urban fantasy, vecchio di circa dieci anni…

A tu per tu con Sleipnir

Aveva otto zampe ed era grande come un cavallo, perciò non ho avuto nessun dubbio e l’ho chiamato Sleipnir, come il cavallo di Odino: troppe cose in comune, tra quel ragno e quel destriero! Ma proprio in camera mia doveva partorire il suo ultimo figlio, il dio Loki?

Osservate, care fangirl di Loki, la crudele realtà!
(Fonte: Tenshi no Hikari su DeviantArt)

Comunque, Sleipnir ha avuto la buona creanza di non fare la tela vicina al mio letto: buon per lui, a quel tempo ammazzavo ancora i ragni…

La morale urban fantasy è…

Mai una volta che il Mito™ si manifesti in camera mia nella forma di qualcosa di puccioso, carino e coccoloso! Mi accontenterei anche di un nekomata giapponese – un gatto con due code – anche se ha il potere di evocare i fantasmi…

Molto meglio di un ragno!
(Fonte: questo sito)

Ma con la mia fortuna, l’unica creatura del folklore giapponese che mi entrerebbe in casa sarebbe Jorogumo, la donna-ragno.

Una delle Jorogumo meno spaventose che ho trovato.
(Fonte: Narthyxa su DeviantArt)

Magari accompagnata dal trickster africano Anansi, un altro spirito in forma di ragno…

Peter Parker, crepa d’invidia!
(Fonte: The Djib su DeviantArt)

Avrei preferito un geco, come coinquilino che mangia le zanzare: è più carino di un ragno e avrei potuto spacciarlo per un draghetto!

Il secondo non-compleanno della voliera (2017): quest’anno mi sono dato all’ittica!

Fino all’inizio di marzo, non sapevo se e come avrei festeggiato il secondo non-compleanno di questa cupa voliera, ma poi mi è venuta l’idea: avrei scritto la non-recensione di qualcosa che non esiste!
Ok, il fumetto di Teen Titans Go! esiste, ma non all’interno del progetto Rinascita dell’universo DC. Almeno credo…

Teen Titans Go! Rinascita: il “dietro le quinte”

Non sono bravo con gli scherzi, ma spero che sia piaciuto a chi l’ha letto: nei limiti delle mie capacità, ho cercato di curare il più possibile i diversi dettagli

  • ho creato la copertina assemblando varie immagini ad hoc (ma stupidamente non ho segnato gli indirizzi in cui ho trovato i diversi pezzi). È stata una gran fatica, non riesco proprio a capire la logica dei programmi di fotoritocco: un’altra lacuna da colmare ^_^’
    Oh, almeno sembra una mia brutta scansione. O no?
Il risultato è quello che è, ma vabbé!
Ho aggiunto la banda grigia a lato per dare l’idea della copertina curva dello spillato.
  • ho buttato giù i soggetti delle storie che avrei non-recensito, così da parlarne il più possibile come se esistessero davvero. Il che mi fa sospettare che se avessi saputo disegnare, probabilmente avrei fatto almeno uno schizzo delle tavole, aumentando sensibilmente il tempo speso per questa scemenza XD
    (colgo l’occasione per ringraziare l’amica che mi presta i fumetti, che mi ha suggerito delle idee per l’episodio della festa alla bat-caverna: il risultato finale sembra davvero un episodio di Teen Titans Go!)
  • ho inventato i nomi degli autori, storpiandone alcuni più o meno conosciuti nel mondo del fumetto:
    Glenn Garrison è la parodia di Grant Morrison
    Anton April (per richiamare il pesce d’aprile) è la parodia di Guillem March
    The Original Writer si sa già, è Alan Moore. Non l’ho nemmeno inventato io, mi sono limitato a farlo collaborare con il nostro Glenn Garrison Grant Morrison, perché so che nella realtà hanno qualche ruggine e l’idea mi divertiva, perché a volte sono un po’ troll :^P
    Carl Calcutta è Mike Kaluta
    Bob Belthazor è Art Balthazar, col cognome di uno degli arcineamici del trio nel telefilm Streghe (Belthazor, non Balthazar)
    infine, Peter Popples è Paul Pope, geneticamente ibridato con una stra-adorabile razza di pupazzi pucciosi degli anni ’80
Ha una tasca sulla schiena, se ricordo bene, e ci si può infilare per trasformarsi in una palla. Da bambino mi sembrava carino, ora ha qualcosa di inquietante… sarà il colore acido?
(Fonte: Confessioni di un erbivoro)

Non sarebbe stato male, abbinare gli stili di tutti i disegnatori reali con le loro parodie di questo pesce…

Infine, ho attaccato il meme trollface su un pesce fatto male con Krita. Disegnare non è mai stato il mio forte, ma col mouse è tutta un’altra storia (dell’orrore).

Non dormirò la notte, pensando a esso!

Tutte queste scemenze, compresa la stesura del post e la sua impaginazione, più un tot di revisioni, mi sono costate circa dieci ore della mia vita: alla fine, probabilmente mi sono divertito più io a preparare questo pesce d’aprile, che le sventurate sei persone che l’hanno visualizzato o persino letto!
Bon! Il non-compleanno passerà tra meno di mezz’ora (basandomi sull’ora visualizzata mentre scrivo).
Chissà cosa ci porterà il prossimo 1° aprile… :^P