Sei cose impossibili – tag a uso webbettole e voliere carpatiche

Era da qualche giorno, che questo tag girava tra i blog che seguo, ma è stata parzialmente una sorpresa, scoprire di essere stato taggato! Non è mica scontato. °O°
Il filibustiere – scusate, il 19 settembre era la giornata del parlare piratesco, ma l’ho scordato e recupero ora – dicevo, il filibustiere che mi ha appioppato la taggità è stato Johnny, più bravo di Johnny Bravo, più cercatore di Johnny Quest. E ora io sono qui a scrivere fregnacce, come mio solito.

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Una camera da letto urban fantasy

Sto per raccontare una storia spaventosa… almeno per me, una persona normale non avrebbe passato una nottataccia per una combo incubo + orrenda creatura…

Un lungo preambolo

Questa notte ho avuto un incubo: è di moda un orribile gioco, i cui partecipanti si riuniscono in squadre rivali per cercare di ammazzarsi a vicenda, in qualsiasi modo vogliano.
Un gran bel sogno, sembra uno di quei filmacci da cui Il Zinefilo cerca di metterci in guardia! °O°
Nel sogno ho un mio alter ego, le cui azioni vengono seguite dalla “telecamera”: nessuno lo ha nominato in alcun modo, perciò io lo chiamerò Alter, perché ho dormito un paio di ore e questo mi rende stupido e pigro. Più stupido e pigro del solito, và…
Dopo una certa quantità di sangue e frattaglie, versate per il motivo più futile – ovvero questo gioco, in cui non esistono regole o premi – la squadra di Alter si prepara a ricevere nel proprio territorio un’incursione nemica, di cui sono a conoscenza non si sa perché. Perché sì, perché è fentasy è un sogno.
I membri della squadra di Alter preparano un enorme giardino come se fosse un campo da football americano: forse pensano di giocare a Blood Bowl.
Alter è di guardia in un altro punto d’ingresso al territorio, assieme a un compagno, ma nonostante ciò, due avversari riescono a intrufolarsi senza che sia chiaro come abbiano fatto. Ancora materiale per il Zinefilo, se questo fosse un brutto film anziché un brutto sogno.
Alter e il suo complice provano a distrarre i nemici, mostrando loro un video in cui vengono svelate delle tecniche omicide, tipiche della squadra di casa: i due intrusi ci cascano come pere cotte e non prestano attenzione! È una svolta ancora più scema del prigioniero che finge il mal di pancia per far accorrere una guardia e menarla, ma anziché pagare, boh, dodici euro per vedere questo scempio di logica al cinema, è un film gratis, tutto nella mia testa.
Che fortunello, che sono!
Alter ne approfitta per aprire un nuovo sorriso sulla gola di uno dei due, usando un paio di forbici che ho davvero in casa, nella realtà: ho un punto di vista privilegiato, Alter, perciò vedo tutti i particolari – anche se non avendo mai visto una gola aperta, sono tutti dettagli immaginati.
Mi sveglio con la nausea.

Incontro con Iktomi

Faccio un salto al bagno e al ritorno, mentre mi appresto a fare un esercizio per non avere incubi – con me funziona, ne ho di rado – lo vedo: è Iktomi, sospeso vicino alla testiera del letto, a pochi centimetri da dove avevo posato la mia testa. Lo spirito sta tessendo un acchiappasogni Lakota.
Chiunque conosca il trikster Iktomi e abbia letto qualche storia di Neil Gaiman, penserebbe che lo spirito stia creando il suo acchiappasogni per catturare il mio incubo, eppure non riesco a calarmi nell’atmosfera urban fantasy di certe storie: quello che vedo è un cavolo di ragno, con zampe lunghe un tot, che ha tessuto la sua tela tra il muro e la testiera del letto!

Purtroppo, stanotte, Iktomi non aveva questo aspetto figo alla Shin Megami Tensei
(Fonte: erdw su DeviantArt)

 Sono lievemente aracnofobo, così il mio sangue raggiunge la temperatura dell’azoto liquido: per riscaldarmi un po’, penso di dare fuoco al letto, tanto non ci dormirò mai più, ma l’idea del funerale vichingo per il giaciglio profanato mi ricorda un altro incontro urban fantasy, vecchio di circa dieci anni…

A tu per tu con Sleipnir

Aveva otto zampe ed era grande come un cavallo, perciò non ho avuto nessun dubbio e l’ho chiamato Sleipnir, come il cavallo di Odino: troppe cose in comune, tra quel ragno e quel destriero! Ma proprio in camera mia doveva partorire il suo ultimo figlio, il dio Loki?

Osservate, care fangirl di Loki, la crudele realtà!
(Fonte: Tenshi no Hikari su DeviantArt)

Comunque, Sleipnir ha avuto la buona creanza di non fare la tela vicina al mio letto: buon per lui, a quel tempo ammazzavo ancora i ragni…

La morale urban fantasy è…

Mai una volta che il Mito™ si manifesti in camera mia nella forma di qualcosa di puccioso, carino e coccoloso! Mi accontenterei anche di un nekomata giapponese – un gatto con due code – anche se ha il potere di evocare i fantasmi…

Molto meglio di un ragno!
(Fonte: questo sito)

Ma con la mia fortuna, l’unica creatura del folklore giapponese che mi entrerebbe in casa sarebbe Jorogumo, la donna-ragno.

Una delle Jorogumo meno spaventose che ho trovato.
(Fonte: Narthyxa su DeviantArt)

Magari accompagnata dal trickster africano Anansi, un altro spirito in forma di ragno…

Peter Parker, crepa d’invidia!
(Fonte: The Djib su DeviantArt)

Avrei preferito un geco, come coinquilino che mangia le zanzare: è più carino di un ragno e avrei potuto spacciarlo per un draghetto!