[Guest post] Bullit

Iniziamo l’anno nuovo con un bel post di Denis, che ci offre un po’ di curiosità sulla produzione del film Bullit e una selezione di immagini a corredo, come di consueto!

(Fonte Warner bros)

Nel 1968 succedono cose straordinarie: ricordate, ancora adesso nascono i figli dei fiori, gli yippie e le gonne corte, si altera lo status quo, e i baby boomers, che sono adesso dei vecchi di mer** insomma prima rivoluzionari, poi conservatori, infine padroni….
Ma sopratutto esce Bullit, poliziesco con il sommo Steve McQueen, figlio orfano dell’Indiana, quindi dell’America rurale, amante dei bolidi e allenato da Bruce Lee e Chuck Norris!
Quest’anno fa 50 anni dall’uscita.
[Nota: il post è stato scritto nel 2018, sono io il tordo che l’ha pubblicato tardi!]

“Tu vivi nella melma, Frank e neanche te ne accorgi”
“Ci vive metà del Mondo, è inutile fingere di ignorarlo”

Trama: San Francisco. Al tenente di polizia Frank Bullit, il politico Walter Chalmers dà l’incarico di proteggere il testimone Johnny Ross, ma la faccenda non è come sembra…

(fonte Casey Maxon/Hagerty)

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The Skeleton Key

Jill:- Vuoi diventare infermiera ed entri in un negozio di stregoni?
Caroline:- Ma non è per me…
Jill e Caroline, in The Skeleton Key

Nei Vangeli si dice che un granello di fede possa spostare anche una montagna.
Oggi si dice che perché una cosa avvenga, sia necessario crederci, come minimo.
Alcune credenze sarde sul malocchio riportano che il maleficio colpisce solo chi ci crede.
La fede, la superstizione, il credere in qualcosa…
Ma tutto ciò, come si applica ai film dell’orrore? E ai thriller metafisici?

The Skeleton Key 101

Fonte: Movieplayer

Caroline Ellis è una badante che desidera diventare infermiera, ma per questo ha bisogno di denaro. Ingaggiata da Violet Devereaux per occuparsi del suo anziano marito, colpito da un ictus che lo ha lasciato incapace di muoversi e parlare, accetta e si trasferisce nella villa isolata che li ospita.
La magione è strana e durante il suo incarico, Caroline nota molti particolari insoliti, come l’assenza di specchi – la padrona, Violet, non ne vuole vedere per casa – e i rumori inquietanti che provengono dalla soffitta.
Caroline, fornita di un passepartout (la skeleton key del titolo) da Violet , decide di indagare e trova in soffitta una porta chiusa, nascosta dalle cianfrusaglie: oltre si trova una stanza piena di cose bizzarre – dischi con incisi dei canti bizzarri, un libro di “ricette” pieno di incantesimi, feticci di ogni genere. Una stanza dello hoodoo.
È l’inizio di un viaggio allucinante in un mondo fatto di credenze sincretiche e irrazionali, in cui Caroline resterà progressivamente sempre più invischiata…

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Quando il titolo di un film la dice (quasi) tutta: The Final Girls

“Hai scelto la vergine sbagliata!”
Max, in The Final Girls

L’estate è una stagione che va d’accordo con il genere horror: un tempo, era la classica Notte Horror di Italia 1, ma oggi, almeno quest’estate, capita che diversi canali trasmettano film del genere, in ogni notte della settimana.
Io non mi lamento, specialmente se le reti italiane mi permettono di cavarmi qualche curiosità: di recente, Rai 4 ha trasmesso un film che ero curioso di vedere da qualche tempo, avendone letto alcune recensioni (tipo questa e poi questa): parlo di The Final Girls, che alla fine, più che un horror in senso stretto, è una commedia citazionista e pure “meta” – prefisso piuttosto abusato, specialmente nella sua forma in cui non precede un cavolo di nient’altro, ma ci sta bene.
Vediamo di cosa si parla.

The Final Girls 101

Fonte: Filmtv

La giovane Max è figlia di Amanda Cartwright, attrice famosa (quasi esclusivamente) per aver interpretato la parte di Nancy in Camp Bloodbath, uno slasher che è una copia in carta carbone di Venerdì 13 con la presenza di una specie di Jason Voorhees.
Amanda è morta tre anni prima in un incidente d’auto, catalogabile come “se avessi guardato la strada, anziché cazzeggiare con mia figlia, sarei ancora viva”; nel presente del film, Max accetta un’offerta che non può rifiutare, presenziando (con alcuni amici) a una proiezione dei due Camp Bloodbath, in quanto figlia di Amanda.
Durante il primo film, un’inaspettata coincidenza di eventi manda a fuoco il cinema e Max, assieme alla sua cricca, cerca di raggiungere un’uscita di emergenza tagliando in due lo schermo del cinema.
Per un motivo inspiegabile, Max e i suoi amici si ritrovano invece all’interno di Camp Bloodbath e la ragazza dovrà affrontare diverse sfide, ma avrà anche la possibilità di rivedere sua madre in carne e ossa, anche se nel film si chiama Nancy ed è solo la ragazza con la chitarra…

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