[Guest post] Atto di forza, di Denis

Atto di forza.  Un film piuttosto sopra le righe, che suscita reazioni altrettanto sopra le righe: ricordo ancora una persona che conosco che, vedendo la scena della mutante con tre seni, la rifece tenendo in mano tre melagrane, mentre un amico riusciva a torcersi le dita per fare la mano dell’altro mutante. XD
Vorrei introdurre il guest post di Denis, ricco di trivia, con qualcosa di meglio, ma non ho altri aneddoti su questo film, che ho visto una sola volta quando ero un ragazzino e di cui ricordo solo un paio (alla sarda) di scene famose. :P

Atto di forza, di Denis

Alza le chiappe e vai su Marte

“Un uomo non si giudica dai suoi ricordi, ma dalle sue azioni”

Nel 1990, uscì uno dei miei tre film preferiti: Atto di Forza, in originale Total Recall,  con protagonista Arnold Schwarzenegger, la summa dell’effettistica analogica e della violenza con tocchi splatter. Tratto dal racconto di Philip K. Dick Memoria Totale, che ho letto, il film diretto da Paul Verhoeven prende solo lo spunto, modificandolo. Reputo questo il secondo capolavoro fatto su sette pellicole girate in America, l’altro è Robocop.

Trama: Anno 2084 (citazione di 1984 di Orwell). Douglas Quaid, un semplice operaio edile, sposato con bionda “mozzafiatante” di nome Lori e dalle forme di Sharon Stone, sogna di Marte e va alla Rekall, una ditta che può impiantare nella mente falsi ricordi di viaggi su altri pianeti, senza muoversi da casa, e far scegliere chi essere (più realtà virtuale di così si muore) ma dopo l’innesto di memoria, cominciano i guai…

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Alita, il trollface di Whatsapp (Attenzione: non parlerò davvero del film!)

Un mio amico – che chiamerò Gianpuzzillo, per proteggere la sua privacy e in ossequio alla sua passione per i giochi da tavolo – ha a sua volta un amico o un conoscente (Vittima, sempre per la privacy e anche perché non so come si chiami) che gli ha chiesto se Alita fosse un bel film oppure no.
Gianpuzzillo è un po’ malandrino (lo so, sulla voliera non si possono usare offese, ma oggi faremo un’eccezione per quelle vittoriane, e perché la parola malandrino mi fa ridere) e gli ha raccontato un’infilata di boiate su Whatsapp.
Questo è il resoconto di quella chat, riordinata solo per voi in una forma più semplice da seguire.

En passant: quale copertina preferite, per questo post?

La prima usa il trollface in modo più classico, la seconda ha gli occhioni manga.
Fatemi sapere qualcosa nei commenti. Persino se vi fanno schifo tutt’e due! :P
(La locandina originale proviene da qui)

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[Guest post] Bullit

Iniziamo l’anno nuovo con un bel post di Denis, che ci offre un po’ di curiosità sulla produzione del film Bullit e una selezione di immagini a corredo, come di consueto!

(Fonte Warner bros)

Nel 1968 succedono cose straordinarie: ricordate, ancora adesso nascono i figli dei fiori, gli yippie e le gonne corte, si altera lo status quo, e i baby boomers, che sono adesso dei vecchi di mer** insomma prima rivoluzionari, poi conservatori, infine padroni….
Ma sopratutto esce Bullit, poliziesco con il sommo Steve McQueen, figlio orfano dell’Indiana, quindi dell’America rurale, amante dei bolidi e allenato da Bruce Lee e Chuck Norris!
Quest’anno fa 50 anni dall’uscita.
[Nota: il post è stato scritto nel 2018, sono io il tordo che l’ha pubblicato tardi!]

“Tu vivi nella melma, Frank e neanche te ne accorgi”
“Ci vive metà del Mondo, è inutile fingere di ignorarlo”

Trama: San Francisco. Al tenente di polizia Frank Bullit, il politico Walter Chalmers dà l’incarico di proteggere il testimone Johnny Ross, ma la faccenda non è come sembra…

(fonte Casey Maxon/Hagerty)

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