Il fumetto di Final Fantasy Lost Stranger, N°1

“Nel mio dizionario mentale di FF, nella mia Ultimania, queste parole non esistono!”
Shogo Sasaki, in Final Fantasy Lost Stranger

C’è poco da dire: anche se la mia passione per la saga di Final Fantasy non è ai livelli di quando scoprii Final Fantasy VII, questa è una serie che continua a piacermi.
Vedendo poi la copertina, che mi ha attirato soprattutto per i colori, la posa del protagonista e i dettagli dei costumi, ho deciso di provare a leggerlo – almeno un secondo numero lo comprerò (ma spero che non si tratti di una serie troppo lunga, non è un fumetto molto economico).

Final Fantasy Lost Stranger 101

Fonte: scansione

Shogo Sasaki è un appassionato di Final Fantasy sin dall’infanzia: ci giocava con sua sorella Yuko, studiandoli a fondo uno per uno, per scoprirne i segreti e compilare la sua Ultimania, una collezione di guide strategiche scritte e illustrate da lui stesso.
Nella sua percezione delle cose, i diversi Final Fantasy sono in qualche modo istruttivi, oltre che emozionanti, e il suo scopo finale è quello di creare un proprio Final Fantasy, capace di ispirare e istruire chi ci giochi, oltre a dare emozioni.
Shogo continua ad amare la serie anche adesso che è adulto ed è entrato a lavorare in Square Enix, come programmatore, ma insoddisfatto della sua situazione attuale, si cruccia per non essere riuscito a entrare nel team di sviluppo del Final Fantasy di turno; è sostenuto dalla sorella Yuko, che ha trovato  anche lei un lavoro in Square Enix, nella divisione vendite.
All’uscita da un ristorante, i due fratelli stanno per essere investiti da un camion fuori controllo; i due si risvegliano in un luogo diverso, un mondo fantastico che sembra ricalcare quello di un Final Fantasy, ma che ha le sue importanti differenze…

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Un numero 1 per 15 anni: Darkenblot – Il futuro è già qui, di Casty e Pastrovicchio

Prima legge: un robot non può recar danno a un essere umano! (…)
Seconda legge: un robot deve obbedire agli esseri umani, purché i loro ordini non contravvengano alla prima legge! (…)
Terza legge: un robot deve proteggere la propria esistenza, purché ciò non contrasti con le prime due leggi!
Un poliziotto, in Darkenblot – Il futuro è già qui

Casty, sceneggiatore di alcune storie di Topolino, festeggia oltre i 15 anni di attività come sceneggiatore Disney, così Riky e Delux hanno pensato di dare vita a un piccolo blogtour/missione in borghese della Geek League per festeggiare questo anniversario.

La torta 3 lustry di Casty, offerta da
Orso Chiacchierone

Ciascuno di noi ha scelto una diversa storia sceneggiata da Casty e oggi parlerà di quella (tranne fperale, che scriverà di quando ha conosciuto Casty): io gracchierò di Darkenblot – Il futuro è già qui, che coincidenzialmente occupa il numero 1 della raccolta di Darkenblot sulla moritura collana Definitive Collection, e dunque, per una volta, la testimonial della non-rubrica sui n° 1 a fumetti, cioè Amelia, è persino più in tema del solito! :P
Una piccola curiosità: darken blot, in tedesco e secondo il traduttore di Google, dovrebbe significare “scurire la macchia”.

Darkenblot – Il futuro è già qui 101

Fonte: scansione

Macchia nera, storico nemico di Topolino – forse il più pericoloso – è riuscito a evadere dal penitenziario di massima sicurezza di Altacraz, facendo perdere le proprie tracce.
Sei mesi dopo, a causa di un guasto all’aereo di linea che dovrebbe riportarlo a casa, Topolino si ritrova a dover scendere ad Avangard City, città famosa per l’avanzatissimo livello tecnologico raggiunto in molti campi, soprattutto in quello della robotica.
Un piccolo incidente giudiziario, durante la visita alla città, costringe Topolino a rimanere ad Avangard City, in attesa che il robogiudice (impallato in un loop informatico) emetta il verdetto: Topolino scopre così che sono stati denunciati casi di rapine a opera di robot dal modello mai visto! Eppure, i robot di Avangard City vengono alla luce con impiantate le leggi della robotica di Asimov.
Topolino avrà bisogno di tutto l’aiuto possibile, per sbrogliare la matassa che lo lega ad Avangard City…

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Il numero 1 di Cells at work!, di Akane Shimizu, ci spiega: Siamo fatto così… cioè, in stile manga!

“In questo momento il sistema immunitario è sotto organico…
… in altre circosanze non avremmo avuto problemi…”

Globulo bianco, in Cells at work! Lavori in corpo

Quando ero ancora un pulcino, mi piaceva un sacco studiare il corpo umano: leggevo libri, o i fascicoli di Esplorando il corpo umano, memorizzando nomi di muscoli e ossa, e di enzimi, oppure indagando su cosa contenessero i cibi, o quali malattie potessero farci secchi. Poi, cinque anni di liceo scientifico hanno fatto piazza pulita di ogni mio interesse per qualsiasi tipo di scienza e oggi non ricordo più quasi nulla. :^⊂
Questo non mi ha impedito, però, di leggere il primo numero di Cells at work! Lavori in corpo, uno spiritoso fumetto che narra le disavventure di una giovane fattorina un giovane globulo rosso, sempre nel posto sbagliato quando il corpo sperimenta un’infezione, un contagio, un’allergia…

Cells at work! Lavori in corpo 101

Tragica scansione

Il corpo umano è come un’immensa città, brulicante di cellule indaffarate a svolgere lavori importantissimi: i globuli rossi consegnano ossigeno e nutrienti, e scortano l’anidride carbonica fuori dal corpo, mentre globuli bianchi e linfociti si occupano di difendere gli abitanti del corpo – e il corpo stesso – da invasioni aliene e di zombie infezioni ed allergie, senza andare mai troppo per il sottile.
Siete pronti a vedere sotto un’altra luce gli strani abitanti del nostro corpo?

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