Gioco di ruolo e improvvisazione. Seconda parte: più parole, meno cliffhanger!

Dopo una prima parte in cui mi sono divertito a parlare di un po’ di tutto, passiamo davvero al cuore dell’argomento: l’improvvisazione in un gioco di ruolo.
Alcuni master non si trovano tanto bene a improvvisare, per i motivi più disparati, come

  • scarsa esperienza
  • timore di avere poca fantasia
  • volontà di affrontare il gioco in modo “procedurale” perché rassicurante – pur apprezzando le storie non lineari, quando le fanno gli altri
  • paura di essere lenti a improvvisare, spezzando il ritmo della storia

Per altri è naturale come respirare e non scrivono una riga di spunti per la storia nemmeno sotto tortura. Così dicono. Beati loro.

Che tipo di master sono?

Prima di dire la mia, spiego che master sono, così potrete calcolare la tara dei miei consigli: mi dedico al gioco di ruolo da più di vent’anni e anche se questo non fa di me un esperto, due suggerimenti posso provare a darli.
Sono bravo, come master? Direi discreto, ma non costante: come tutti, ho agevolato storie carine e storie schifose, ho interrotto un tot di partite e storie, e altre le ho completate.
Ero un po’ tirannico, all’inizio (così mi avevano insegnato dovesse comportarsi un “buon master”, per tenere il gruppo concentrato) e cercavo di pilotare le scelte dei giocatori con trucchetti cretini, ma meno di alcuni master con cui ho giocato, e in alcuni anni mi sono convinto a sviluppare uno stile più morbido, dove serve, e a stare attento a ciò che vogliono i giocatori.
Non regalo nulla su un piatto d’argento, ma cerco di far emergere delle opportunità di successo per tutti quanti, direttamente dagli eventi della storia, mantenendomi coerente con ciò che ricordo sia accaduto in precedenza.
A volte, mi prendo delle piccole pause per riflettere, e pazienza per il ritmo del gioco e il metateatro del gdr, non sempre sono così veloce a pensare da produrre l’idea del secolo in due secondi.
Nel tempo, ho imparato a improvvisare un po’, ma non sono un talento naturale.

Invocazione alla Musa

E ora, con l’ispirazione garantita da Luderella, musa del gioco di ruolo, vediamo alcuni trucchi per l’improvvisazione in un gioco di ruolo! Non tutti, eh: solo quelli che uso io.

Cantami, o Musa, del gioco di ruolo
e dell’ispirazione divina, di Prometeo fiamma,
un tempo negata e poi resa ai mortali,
che rende in catene il noioso vuoto,
ceppo delle parole che silenzia gli attimi,
i più importanti del ludico cimento.

La Musa Luderella, o Ludicore, rappresentata dallo scultore nell’atto di lanciare 2D6, mentre fa da master per le altre divinità, con l’aiuto di un manuale delle regole o di uno scenario acquistato in negozio
(Fonte: Infovisual)

Non so scrivere poemi epici, perciò accontentatevi! :P

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Gioco di ruolo e improvvisazione. Prima parte: un tipico master, un gruppo non altrettanto tipico e… un cliffhanger in senso lato!

Qualche settimana fa, la lettura di questo post mi ha fatto riflettere sulla questione dell’improvvisare degli eventi – o addirittura delle storie intere – durante un gioco di ruolo.
Intendendo i giochi di ruolo “da tavolo”, non i LARP, i play by forum o i videogiochi come quelli delle serie Final FantasyThe Elder Scrolls.
Per chi non abbia idea di cosa sia un gioco di ruolo, ripropongo un’introduzione molto terra-terra all’argomento “giochi di ruolo”.

Stabilito che l’essenza di un gioco di ruolo è, spesso, quella di “vivere” una storia fittizia tramite un alter ego, come si fa?
La forza dichiarata del gioco di ruolo, rispetto a un gioco da tavolo come Descent, o a un videogioco di genere RPG, sta nel fatto che l’avere gente in carne e ossa a giocare può aggiungere adattabilità e imprevedibilità alla storia, entrambe dovute al fattore umano: al momento, un essere umano è capace di immaginare situazioni più complesse di quelle gestibili dagli algoritmi di un gioco e di adattarsi agli imprevisti, con esiti vari.
Un domani, chissà!

Il master

Sia nella vita reale che in rete, ho sentito usare spesso  la parola “master” per indicare una specifica figura prevista in diversi giochi di ruolo. Io stesso faccio così, per indicare chi assolva quel compito.

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Tira un dado per polemizzare su Lovecraftesque

Avviso ai lettori

In questo post, parlo di polemiche sviluppatesi in seno all’ambiente del gioco di ruolo italiano.
Ricordo che su questo blog è permesso criticare il lavoro delle persone, ma non è consentito insultare le persone stesse: in sostanza, è possibile dire che qualcuno (come me) abbia scritto sciocchezze, ma non potete dire che qualcuno (come me) sia uno sciocco.
Potete proseguire con la lettura, se vi fa piacere. ;^)

L’ambiente del gioco di ruolo, specialmente quello italiano, è sempre stato un po’ frammentato per questioni di gusti – chi ama il gioco X, chi preferisce Y, chi li trova tutti pessimi eccetto Z…
Da alcuni lustri, con la comparsa sul mercato di alcuni giochi lontani dal paradigma più classico, si può dire che ci sia stata una tendenza alla concentrazione dei giocatori su tre diversi poli, che potremmo semplificare così

  • quelli a cui piacciono i giochi di ruolo tradizionali
  • quelli a cui piacciono i giochi di ruolo non tradizionali
  • quelli che apprezzano sia i giochi tradizionali che quelli non tradizionali

Sui forum, i primi due poli si sono spesso dati battaglia, criticando negativamente o persino attaccando con veemenza i giochi preferiti dagli altri.

Questi approcci hanno portato certe discussioni online a un livello che nel film Wargames sarebbe definito DEFCON 1, sancendo l’inizio della guerra termonucleare globale! :P
Immagino – ma non ho prove da portare a riguardo – che il “conflitto tra religioni” portato avanti dai primi due poli si sia spostato sui social network, o che si sia acquietato secondo il principio “gioca al cavolo che ti pare, ma non rompermi le scatole”, perché a parte qualche stilettata qua e là, non mi sono più imbattuto in discussioni tanto accese.
Fino a questi giorni.

Fonte: Play

Da poco, si è conclusa l’edizione di quest’anno di Lucca Comics & Games, una delle grandi fiere italiane dedicate, come dice il nome, ai fumetti e ai giochi.
Anni fa, a Lucca veniva assegnato un premio chiamato Best of Show, per i giochi migliori entro certe categorie, ma in tempo recenti, il Best of Show è stato diviso in due diversi premi mono-categoria, dedicati uno al Gioco di Ruolo dell’Anno e l’altro al Gioco (da tavolo) dell’Anno.
Il premio Gioco di Ruolo dell’Anno 2018 è stato assegnato a Lovecraftesque, a discapito del grande favorito, Dungeons & Dragons, e qui sono partite alcune accalorate discussioni.

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