[Guest post] La serie animata di Aliens mai realizzata, di Denis

Il post che il tuo face hugger non ti farebbe mai leggere!
Ellen Ripley

Non sono esattamente un esperto di xenomorfi e compagnia, ho visto solo alcuni dei film: il primo l’ho adorato, era terrificante; il secondo mi è piaciuto, ma non era più uno horror spaziale; il terzo mi ha fatto quasi addormentare e, da quel momento in poi, non ne ho più saputo nulla, preferendo tenermi stretti i bei ricordi di strizza.

Con queste premesse, non dovrebbe stupire la mia ignoranza del progetto di una serie animata dedicata ad Aliens.
Scopriamo insieme qualcosa di più a riguardo, grazie a Denis, che ha anche fornito le immagini.

La serie animata di Aliens mai realizzata, di Denis

Nel 1992, la famosa ditta di giocattoli Kenner voleva realizzare una nuova linea di action figure, ispirata agli xenomorfi di gigeriana memoria. Affidò il pilot della serie animata, dal nome Operation Aliens, all’esperto animatore Will Meugniot, che ha realizzato tra l’altro The Real Ghostbusters, X-Men e Spider-Man Unlimited.
Meugniot ha realizzato gli storyboard della serie, che doveva essere sviluppata da uno studio coreano, ma l’insuccesso di Aliens 3 e gli elementi horror non adatti ai bambini hanno cassato il progetto di rivedere Ellen Ripley, insieme ai Colonial Marines, alle prese con i linguacciuti Alien su una stazione spaziale.
Rimangono le scene usate per la pubblicità dei giocattoli e un gioco da tavolo, uscito nel 1994.

Cliccando qui, potrete trovare una vecchia inserzione ebay, in cui si mettevano in vendita alcuni storyboard della serie mai realizzata.

Nelle immagini dello spot si vedono: Ellen Ripley, il Power Loader, un alien rosso, un altro con quattro braccia, i Marines che danno botte a mani nude agli Alien e anche Hicks.

It’s Grumpy-Gracula time! Ovvero: la mia opinione non richiesta, ma altamente spontanea

Sospettavo che il problema avrebbe potuto essere una questione di target: una tipica serie animata statunitense sarebbe rivolta, probabilmente, a un pubblico infantile o adolescenziale, ma il livello di violenza previsto nell’universo xenomorfo, per quanto alleggerito in una serie del genere, sarebbe stato troppo alto, per la tendenza media delle produzioni dagli anni ’90 in poi.
Per esempio, oggi è facile che qualcuno strilli e strepiti per il presunto paganesimo nella serie Gargoyles (oh, aspetta, succedeva già tempo fa). :(
Che poi, se anche fosse, non vedrei il problema: non sarebbe certo un paganesimo da sacrifici umani… non riesco proprio a capire quelli che hanno paura della fantasia, personalmente temo di più certi orrori della realtà!
Per ciò che mi riguarda, i ragazzini assumono troppo poco horror nella loro dieta mediatica quotidiana – e Piccoli brividi, con tutto il rispetto per la sua carineria, non è una fonte sufficiente di horror-tamine A (Aiuto) C (Che-paura!) e H (Horror).
Mi sa che nel giro di dieci anni, complice la mancanza di coraggio e idee, questo progetto verrà riesumato e snaturato in tutti i modi.
Oppure, ci faranno una serie animata su Netflix. :P

[Guest post] Animaniacs, di Denis

Un nuovo guest post di Denis – occhio, che il titolo è un po’ spoiler! :P
Ho assolutamente adorato questo show, un carosello di umorismo nonsenso e citazionista, con una sigla vivace e personaggi folli come pochi, per tutti i gusti!
Non c’era un solo segmento dello show che, gusti permettendo, non presentasse qualche sorpresa! Per quanto mi riguarda, dopo i Simpson dei tempi d’oro, poche cose mi hanno fatto ridere tanto quanto gli Animaniacs.
Ma ora, la parola a Denis, che ha anche offerto gli screenshot della serie.

Animaniacs

Animaniacs è una serie televisiva d’animazione prodotta negli Stati Uniti e ideata da Tom Ruegger. È la seconda serie animata prodotta dalla Amblin Entertainment, di Steven Spielberg, in associazione con la Warner Bros.
La realizzazione dei vari episodi è stata suddivisa fra vari studi di animazione di tutto il mondo, come la Startoons, TMS, Wang, Akom e Freelance; i disegni e l’animazione, così come la colonna sonora, sono di ottimo livello.
Animaniacs è strutturato in puntate da 22 minuti divise in 3 mini episodi tra canzoncine, diversi personaggi e gag; è andata in onda tra il 1993 e il 1998, per un totale di 99 episodi, generando due spin off: Mignolo e Prof e Freakazoid.
I protagonisti principali sono i tre fratelli Warner Yakko, Wakko e Dot, che vengono creati nel 1929: per aver portato scompiglio, furono rinchiusi nel 1934 dentro il serbatoio idrico a torre dello studio della Warner, a Burbank. Ne usciranno 60 anni dopo.
A me il loro disegno ricorda Felix the Cat con il naso rosso di Gatto Silvestro, anche se nella serie non viene specificato che animali siano; Tom Ruegger si è ispirato ai propri figli per la loro creazione.
Yakko è il fratello più grande e più verboso e porta dei pantaloni marroncini a vita alta; Wakko è il secondo, indossa un berretto da baseball rosso all’indietro, con un dolcevita azzurro, è in grado di mangiare di tutto e fa canzoni composte da rutti; Dot è la più piccola e carina, indossa una gonna, è l’unica con le mutande e ha un fiore in testa, un po’ come la Minnie degli anni 30.
Negli studi li affiancano il Dottor Otto Scratchansniff, psichiatra pelato che parla con accento tedesco; Ciao Infermiera, la bionda con occhi verdi e fisico da pin up che fa uscire gli occhi fuori dalle orbite ai due fratelli (con Dot che dice “i maschi”); infine c’è Ralph, una guardia di sicurezza della Warner Bros incaricata di riacciuffare i Warner, che compare anche nei segmenti di altri personaggi, mentre insegue i tre fratelli.

I personaggi principali del cartoon
(Fonte: sigla iniziale del cartone animato)

Gli episodi si svolgono anche in epoche diverse, con apparizioni di personaggi famosi.

Gli altri protagonisti

Mignolo e Prof sono due topi bianchi da laboratorio che, in seguito a esperimenti con le scosse, sono diventati intelligenti; Prof è il più basso, ha un capoccione ed è un vero genio del male, mentre Mignolo è alto, stupido e chiede sempre al Prof “Hey Prof, cosa facciamo questa sera?”, a cui Prof risponde “Quello che facciamo ogni sera, tentiamo di conquistare il mondo!”. Alla risposta seguono dei piani folli che finiscono sempre male: mi hanno fatto ridere quello in cui incontrano Merlino e gli rubano il libro degli incantesimi, quello della musica country con Billy Ray Cyrus e quello in cui Mignolo si innamora di una cavalla (ed è ricambiato, tra l’altro. Shrek prese spunto per l’asino di cui si innamora la draghessa).

L”incomprensibile Don Picciotto

I Picciotti sono tre piccioni italo-americani che fanno il verso al film Quei bravi ragazzi, di Scorsese; infatti, i tre piccioni sono modellati sui protagonisti del film, interpretati da Ray Liotta, Robert De Niro e Joe Pesci, e sono: Bobby, il più alto con la testa colorata di verde; Pesto, quello più piccolo, ma permaloso, che si arrabbia sempre con Squit per un nonnulla e lo prende a botte, mentre Bobby cerca di dividerli.
I tre hanno delle controparti femminili, le picciottine, sempre modellate sulle italoamericane dei film e il loro capo è Don Picciotto, anziano boss obeso che biascica frasi incomprensibili in siciliano, modellato sul Don Vito Corleone de Il Padrino.

Rita e Runt sono rispettivamente una gattina grigia spigliata e un cagnolone un po’ tonto e mangione, e sono dei vagabondi che girano l’America. Rita, in originale, è doppiata da Bernadette Peters, che ricordo per il film televisivo David, storia vera di un bambino che si salvò da un’incendio perché dormiva su un materasso d’acqua: visto da piccolo, mi meravigliò per i costi enormi delle cure mediche che la povera Bernadette doveva pagare all’ospedale.

Mindy e Bottone sono rispettivamente una bambina bionda con la voce di Lisa Simpson e il cane di famiglia. In genere, Mindy è legata a una pianta e si libera finendo sempre nei guai, ma non si fa mai male, mentre il povero cane Bottone dovrà sudare per salvarla e portarla a casa, prendendo sempre sgridate e punizioni dalla mamma di Mindy.
Nelle sue peripezie, Mindy incontra degli adulti a cui chiede sempre “perché” e infine dice “Ok ti voglio bene, ciao, ciao.

Pollo Boo, una gallina amante del travestitismo

Pollo Boo è un pollo gigante a cui piace travestirsi tramite costumi o parrucche, in genere gli umani credono che sia veramente uno famoso, a parte una persona che dice sempre “Guardate che è un pollo” ma non gli crede nessuno, finché Boo viene smascherato e cacciato via a calci nel culo. Mi hanno fatto ridere gli episodi parodia di Karate Kid, con tanto di Daniel e il maestro Miyagi, quello che fa il verso a Il buono, il brutto e il cattivo con rappresentazioni di Lee Van Cleef e Eli Wallach, e quello in cui Boo viene chiamato come script doctor, e quando fa coccodè, gli altri sceneggiatori dicono “Che trovata geniale!”.

Vera Peste (nome reale: Veronica) è una scoiattola di 80 anni, anziana attrice di cartoon degli anni 30. Ha un cappellino e un’ombrello che usa come bastone e vive assieme al nipotino Cocco; ogni tanto compaiono anche i suoi vecchi nemici: Lupo Lupotto, Carramba il Calamaro e Babbione il Bisonte a cui rifila bombe, incudini e pianoforti.
Ti sono piaciuti gli episodi sul set di film famosi dove percula Bruce Willis in Trappola di cristallo (“porti il toupè”), Speed con Sandra Bullock (“dai cocca”) e Keanu Reeves, poi quello in cui sostituisce Lee Strasberg, insegnante dell’Actors Studio con il Metodo Stanislavskij, che istruì gli attori degli anni ’50 tra cui James Dean, Marlon Brando, Marilyn Monroe e Jack Nicholson, a cui Vera, per far imparare il dolore, fa cadere un pianoforte in testa.
Molto triste l’episodio in cui, guardando la tv, Vera impazzisce per colpa dei troppi talk show e finisce in ospizio con i vecchi cartoni animati, lasciando da solo Cocco, che verrà messo in istituto dall’assistente sociale. Vera, vedendo che il nipote non viene più a trovarlo e trovano un’anziana che gli dice “prima vengono ogni giorno, poi ogni settimana poi ogni mese e infine non più”, rinsavisce e scappa dall’ospizio. È una parodia di Qualcuno volò sul nido del cuculo, ma a me ha lasciato il magone, perché parlava del declino cognitivo dovuto alla vecchiaia e Cocco aveva solo la nonna che si prende cura di lui.

Le quote rose del cartoon: Ciao infermiera, Minerva visone e Katie la bomba

Personaggi minori

Altri personaggi minori sono Katie la bomba, ragazza bionda e teenager di 16 anni che si arrabbia per un nonnulla, diventando ogni volta un mostrone diverso e distruggendo sempre la casa dei poveri genitori, per tornare normale dicendo “Sono solo un’adolescente”.
Mr. Teschio è il protagonista di mini-sketch intitolati Buona idea e cattiva idea, come ad esempio sciare con la neve e senza: il migliore episodio rimane quello in cui fa il verso a Edward mani di forbice,  con tanto di Dianne Wiest e Winona Raider.
Minerva visone è una sventola bionda che manda tutti gli altri animali in visibilio.

Cameo

Come cameo di gente famosa, compaiono Tom Selleck, Jack Nicholson, Marlon Brandon, Jerry Lewis, Rebecca De Mornay e Steven Spielberg, il quale fondò la Dreamworks insieme a Jeffrey Katzenberg e David Geffen.
Nella sigla iniziale compare pure il Presidente americano di allora, Bill Clinton.

Il film e i videogiochi

Nel 1999 uscì un film di 80 minuti, intitolato Wakko’s Wish, mai uscito in Italia.
Furono pubblicati pure 9 videogiochi, tra il 1994 e il 2005, distribuiti tra queste console:
Megadrive, Super Nintendo, Gameboy, PC, PS1, Gameboy Advance, PS2, Xbox, Gamecube, Nintendo Ds.
È previsto un reboot, ma temo che perderà il politicamente scorretto, venendo annacquato.

PS: ringrazio Miki Moz,dal suo post ho preso lo spunto per vedere 50-60 episodi, trasmessi a notte fonda su Italia Uno e registrati tramite decoder.

Denis

[Guest post] Un’altra infornata di trucchi di game design in ambito videoludico, di Denis

Torniamo a parlare di videogiochi e di soluzioni illusionistiche di game design, con un’altra selezione di trovate offerta da Denis.
Siete tutti pronti a dare una sbirciata dietro le quinte della progettazione dei videogiochi?

È importante riflettere, sempre!

Spesso, nei videogiochi in prima persona, il personaggio principale e la stanza in cui si trova si possono riflettere su uno specchio, ma in realtà è la stanza che è stata ricreata al contrario, cosi come il vostro avatar, con i movimenti invertiti per creare l’illusione del riflesso dello specchio.

Aspetta il tuo turno

Negli Assassin’s Creed, i nemici restano guardare, ma quello su cui puntate col personaggio vi attacca.

Difficile quanto serve

In alcuni giochi, tipo Resident Evil 4, la difficoltà viene adattata tramite stastiche nascoste: in base alle vostre capacità, cambiano l’aggressività dei nemici, i proiettili e i medikit che trovate, in modo dinamico. Mi sembra di aver letto che anche Metal Gear V ha questo sistema.

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