Gustav Meyrink, o la ricerca della vita eterna

(…) il commercio dei libri è quasi inesistente.
Anch’esso non è nient’altro che un fenomeno.
Pubblicare un libro al giorno d’oggi è come voler tenere in equilibrio una lampada sopra la testa su una nave che affonda, per usare il linguaggio del canottaggio.
Gustav Meyrink, Meyrink parla della sua vita
(cit. La morte viola, Fratelli Melita Editori, 1992)

meyrink
Gustav Meyrink
(Fonte: Informazione consapevole)

Sono trascorsi più di vent’anni, da quando ho acquistato il mio primo 100 pagine 1000 lire: era Racconti agghiaccianti di Gustav Meyrink.
Ero alla ricerca di racconti dell’orrore e quel titolo mi prometteva proprio questo: sensazioni agghiaccianti, sovrannaturale, mostri… Giusto?
Sbagliato, ma solo in parte: quei racconti non erano proprio horror, nell’antologia c’erano soprattutto storie satiriche, frecciatine al mondo dell’occultismo superficiale e a quello dei militari… anche se il primo racconto, La maschera di gesso, aveva qualcosa di horror, le opere di Meyrink tendono a ricadere, per certa critica, più nel realismo magico.

Lo scopo di questo articolo non è tanto quello di recensire le sue opere – quello verrà in futuro ;) – quanto di presentare la figura di un autore dalla vita un po’ sopra le righe e i temi portanti delle sue opere. Perché?
Perché quella lontana sera d’autunno in cui, uscito da scuola, sono andato per le edicole a caccia di libri, ho scoperto un autore complesso e un mondo fatto di storie molto particolari…

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