I figli di Saturno, di Charles Stross

Ho finito di leggere questo libro già da un po’, ma ho lasciato passare in cavalleria la consueta gracchiata in zona Urania perché… barrate la risposta che preferite

  • caldo
  • pigrizia
  • altri impegni

Spoiler: sono tutte corrette!
Ora che ho fatto il brillante, possiamo andare avanti, verso Saturno e non oltre – a questo libro ne segue un altro, accompagnato da un racconto, entrambi inediti in Italia. Credo.

I figli di Saturno 101

Alla fine, ce l’ha fatta: l’umanità si è estinta, lasciandosi dietro un principio di civiltà spaziale ereditata dai suoi servi robot/androidi (sulla questione semantica, arriveremo dopo).
Uno di questi servi è un robot femminile di nome Freya Nakamichi-47, una delle ultime della sua serie di cortigiane-geisha-robot di piacere, esternamente simile a un essere umano, ma dotata di alcune funzioni non tipiche della nostra specie.
A causa di un incidente con una aristo (parte della classe dirigente del nuovo ordine) Freya deve spingere le proprie capacità al limite per poter scappare e sopravvivere, accettando di diventare un corriere per conto della Jeeves Corporation e cacciandosi in un ginepraio senza fine, ma arrivando anche a scoprire delle verità insospettabili sulla propria serie di robot, sui suoi datori di lavoro e sui nemici che, volente o nolente, finisce per farsi nel corso delle sue avventure.

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Lovecraft 130

Lasciandomi distrarre da un sacco di menate collaterali (Lucius mi ha suggerito di tirare in ballo le locuste, come in The Blues Brothers, perciò sì, è stata colpa delle locuste. Delle locuste da Yuggoth) ho finito per rimandare il mio contributo a questo “giro di blog”, dedicato al 130° anniversario della nascita di Howard Phillips Lovecraft – uno scrittore noto per un sacco di cose

  • nato sul finire del 1800
  • vissuto soprattutto nel 1900
  • desiderava essere nato nel 1700
  • babbo di quel gioioso abominio di Cthulhu e di un sacco di altre mostruose “divinità” aliene
  • e sì, negli ultimi anni – non che prima non si sapesse – si discute sul fatto che fosse pure un razzistone col turbo

A casa ho una bella selezione di saggi dedicati a Lovecraft, nel primo dei quali emerge un lato troll dello scrittore: avrei voluto parlare di quello, ma dovrò rimandare ad altra data. :P

La raccolta di saggi in questione.
I “graffi” sulla copertina sono dovuti al danneggiamento della plastificazione della copertina.

Non partecipare a questo blog tour non mi impedirà, però, di presentarvi i link degli amici bloggherecci che, a differenza di me, hanno diligenza e capacità di organizzazione: si parlerà di film, videogiochi, fumetti e altro ancora, purché con un riferimento all’opera di Lovecraft, perciò date loro un’occhiata
Per quanto mi riguarda, al momento,

Disonore! Disonore su tutta la tua famiglia! (…) disonore su di te, disonore sulla tua mucca

Mushu

Vedrò di rifarmi in futuro. Per ora, dovrete limitarvi a FHTAGN e a leggere.

I partecipanti seri al blog tour

The Obsidian Mirror → Lovecraft e il Giappone: Insumasu o ouu Kage
La Bara Volante → recensione film: Omicidi e incantesimi
Il Zinefilo → recensione film: Necronomicon
30 anni di Aliens → un’analisi di quanto Lovecraft ci sia in Alien
CitaScacchi → copertina scaccosa del fumetto “Cthulhu Tales”
Fumetti Etruschi → viaggio tra i mostruosi fumetti lovecraftiani di “Dampyr”
NonQuelMarlowe → storia del Necronomicon, il più famoso dei libri che non esistono
Gli Archivi di Uruk → post multiplo con le schede delle più recenti pubblicazioni di HPL in italiano
IPMP → post multiplo con più locandine d’annata possibili di film ispirati ad HPL distribuiti in Italia.
Pietro Saba World → recensione film: Color Out of Space
Non c’è paragone → recensione film: Re-animator
Directors’ Cult → recensione film: Re-animator
In Central Perk → recensione film: Il seme della follia
Solaris → recensione film: L’isola degli uomini pesce
Storie da birreria → I videogiochi lovecraftiani
Duecento Pagine → La casa delle  streghe. H. P. Lovecraft e l’architettura del male
Sicilianamente → The Call of Cthulhu

Mazinga Z Infinity

Oggi si ritorna ai falsi anni ’80, ovvero nel 2017, per un lungometraggio animato dedicato al più iconico tra i robottoni di Go Nagai: preparatevi a un Mazinga Z leggermente aggiornato, in questa versione Infinity!
Nota: tutte le immagini sono schermate prese dal dvd.

Mazinga Z Infinity 101

Copertina

Con l’arrivo della pace, Koji Kabuto – leggendario pilota del robot da combattimento Mazinga Z – ha messo a frutto le sue (per me) insospettabili doti accademiche ed è diventato un ricercatore di successo: a detta di molti, sarebbe anche ora che Koji si decidesse a fare una certa proposta a Sayaka Yumi, ex-compagna di battaglie e attuale direttrice del principale istituto di ricerche fotoatomiche del mondo.
Proprio mentre il mondo sembra avviato a un’era di prosperità – nessun conflitto rilevante, energia pulita e rinnovabile in quantità smodate e robot giganti impiegati, finalmente, per scopi civili – una scoperta alla base del monte Fuji è pronta a scuotere il mondo, insieme al ritorno di un esercito di mostri meccanici che dovrebbero far parte della storia. O dell’archeologia, visto che sono tecnologia antica. :P

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