Specie immortale, di Colin Wilson

Dopo tanti mesi, torniamo in zona Urania con uno dei romanzi fantascientifici (e anche un po’ psichedelici) di Colin Wilson, che ho deciso di rileggere, con tutto comodo, in queste settimane.
Sì, ci ho messo un paio di settimane.
Sì, sto diventando pigro.
Più pigro. :P

Specie immortale 101

Howard Lester, un giovane con un certo talento per la matematica, sembra destinato dal padre a una vita da ingegnere, ma un incontro fortuito con un intellettuale e aristocratico inglese, col quale condivide un’innato interesse per la scienza e l’arte, cambia la sua vita.
Quando l’amico muore, Howard rafforza una sua ossessione circa la caducità della vita umana e, intenzionato a scoprire i segreti della longevità, compie studi durante i quali stringe la conoscenza di Henry Littleway, un altro studioso aristocratico con cui fa esperimenti sulla durata della vita umana.
Dopo alcuni vicoli ciechi, i due arrivano a scoprire un metodo per dare agli esseri umani il controllo sulla loro vita, aprendo all’umanità le porte verso l’eterna giovinezza.
Il nuovo dono all’umanità non è l’unico del pacchetto: l’esperimento porta allo sviluppo di capacità insolite e dalle ampie possibilità di impiego, superando non solo i limiti del corpo, ma soprattutto quelli della mente e della percezione, portando nuove opportunità e antichi nuovi pericoli.

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Il fumetto di Land of the Lustrous, n°1

Alcuni mesi fa, prima del “fattaccio” della chiusura del paese, ho notato che la mia gracchiata sul cartone animato di Houseki no kuni stava ricevendo molte visite.
Molte per i miei standard, per lo meno.
Questo fatto “misterioso” mi ha portato a fare qualche ricerca e così ho scoperto che la JPOP avrebbe pubblicato il fumetto in Italia, col titolo di Land of the Lustrous.
Da questo fatto impariamo due cose

  1. il mio blog ha un’utilità: serve a me per scoprire quando viene annunciato un fumetto che mi interessa
  2. io chiamo le storie giapponesi cartoni animatifumetti.
    Anime manga sono parole che uso quando mi pesa il cu quando sono pigro, perché richiedono meno lettere. Ma oggi mi sento bello pimpante!

Le facezie da salotto sono finite, mo’ si parla del fumetto! In formato breve, perché ho già detto molto sul post della serie animata; da questo primo numero, mi sembra che la storia sia identica.

Il volume pubblicato da JPOP

Dato che si parla di “gioielli”, la JPOP ha scelto una confezione lussuosa… ed è una confezione in tutti i sensi!
Per la prima tiratura, il primo volume è racchiuso in un cofanetto (jewel box) che contiene anche una sovracoperta alternativa e cinque carte illustrate.

Il contenuto del box, trovato sulla pagina Facebook dell’editore italiano.
L’effetto sbriluccicoso delle sovraccoperte mi impedisce di farne scansioni vagamente apprezzabili

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[Guest post] Come Nintendo perse la Fantasia Finale, di Denis

Con il post di oggi, Denis ci offre una panoramica degli eventi che, ai tempi di Final Fantasy VII, portarono la saga principale dell’allora Squaresoft da una piattaforma Nintendo all’astro nascente della Sony, la prima Playstation.
Come sempre, Denis è anche andato a caccia di immagini per la rete.

Come Nintendo perse la Fantasia Finale

Chiappe cubiche

Nel 1995, prima di sviluppare l’acclamato Final Fantasy VII (originariamente pubblicato su PlayStation nel 1996, poi convertito per PC), Squaresoft stava sperimentando lo sviluppo di un nuovo Final Fantasy in tre dimensioni, per le console di nuova generazione dell’epoca.
Il risultato di questo lavoro è stato una piccola demo giocabile, che mostrava la nuova tecnologia in 3D, intitolata Final Fantasy VI: The Interactive CG Game.
Come risultato di una indiscrezione, pubblicata nel numero di ottobre 1995 della rivista GameFan Magazine, dove si affermava che la demo era stata presa da un gioco di Final Fantasy in arrivo (presumibilmente per Nintendo 64), il gioco divenne noto in modo ufficioso come Final Fantasy 64.
La voce si rivelò completamente infondata nel 1996.

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