Prigionia e ribellione: Shin Megami Tensei Persona 5

“Vow to me
I am thou, thou art I…
Thou who art willing to perform all sacrilegious acts for thine own justice!
Call upon my name and release thy rage!
Show the strenght of thy will to ascertain all on thine own,
though thou be chained to Hell itself!

Giuramelo
Io sono te, tu sei me…
Tu che sei desideroso di compiere qualsiasi atto sacrilego per la tua propria giustizia!
Invoca il mio nome e libera la tua furia!
Mostra la forza della tua volontà di stabilire tutto da solo
anche se dovessi essere incatenato all’Inferno stesso!”
Arsene, in Shin Megami Tensei Persona 5

Per me è sempre una festa, quando posso mettere le zampe su un capitolo della serie Persona: non resisto al suo livello di stranezza, ai suoi personaggi ben costruiti e al suo connubio di urban fantasy e psicanalisi junghiana!
Pur essendo una serie “di nicchia”, negli anni Persona ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più grande, complice una raffinazione costante del gameplay degli ultimi capitoli.
Con Persona 5, abbiamo un perfezionamento del design della serie che, unito ad alcune novità, ha alzato di molto l’asticella dei jrpg, competendo con altri titoli blasonati per la definizione di miglior rpg di sempre.

Shin Megami Tensei Persona 5 101

Scansione della copertina europea. Prossimamente, due parole su una piccola magagna che la riguarda…

Esiste la realtà materiale, quella che ogni individuo sperimenta in modo quasi identico a chiunque altro, ma al suo fianco ne esiste un’altra, più personale e plasmabile dalle nostre certezze e paure: è il mondo dell’inconscio collettivo.
Così, nonostante un cubo sia un cubo per tutti – e un ladro sia un criminale – può capitare che alcune persone sperimentino una percezione distorta della realtà, guidata dalle loro brame e dall’egocentrismo: questi individui vedono il mondo come vorrebbero che fosse, generando una realtà deformata, parallela alla nostra e modellata sui loro desideri, alla faccia dei bisogni di chiunque altro.
Fortunatamente, esistono i Phantom Thieves of Hearts, un movimento di ladri gentiluomini – e gentildonne – con il potere di evocare le Persona: questo gruppo di ardimentosi è sempre pronto a raddrizzare le storture delle persone, derubandole dei loro desideri egoistici per provocare un cambiamento nelle loro anime corrotte, e così aiutare coloro che non possono far nulla da soli.
La loro estetica e il loro obiettivo è la riforma della società degli adulti!

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Carl Gustav Jung e il dungeon crawl: Persona (prima parte)

Di recente, ho ridotto il mio divario col mondo videoludico di una generazione: ho finalmente acquistato una Playstation 3! :P
L’ho fatto per tanti motivi (tra cui: avere già una dozzina di giochi; avere la possibilità di scroccarne almeno una cinquantina ad amici vari) ma uno dei principali è la possibilità di giocare Persona 5, uscito anche per quella Playstation 4 che è fuori dalla mia portata, al momento …
Nell’attesa che io finisca il gioco per poterne parlare, perché non buttare giù due righe sulla popolare – e al tempo stesso di nicchia – serie urban fantasy targata Atlus?

Persona 101

Carl Gustav Jung, padre della psicologia analitica
(Fonte: Wikipedia)

Nata come spin-off di Shin Megami Tensei, Persona condivide diversi elementi con la serie maestra, ma sposta il focus dal rapporto tra religione e potere al tema dell’identità personale e delle maschere che tutti noi indossiamo ogni giorno, ispirandosi con molta libertà alla dottrina psicologica di Jung.
I protagonisti sono quasi sempre adolescenti, capaci di manifestare un lato della propria più profonda natura come un’entità stilosa e pop chiamata Persona: un po’ come gli Stand del manga Jojo, che sospetto essere stati tra le fonti di ispirazioni…
In questa cornice, i protagonisti di ogni gioco della serie si confrontano, nel mondo moderno, con avversari potenti e dalle tendenze nichiliste o tiranniche, combattendoli con ogni genere di arma e incantesimo, ma soprattutto col potere dei legami che condividono con i loro affetti.

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