[Tag] Il mio primo computer: Atari Xe Video Game System

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Il titolo del post, secondo il Convertitore da Binario ad ASCII e viceversa

Sono passati tanti mesi, dall’unzione collettiva della Geek League da parte di redbavon per questa tag; vorrei dire che la colpa è stata di qualche casino inenarrabile, ma quelli ci sono sempre e molte cose riesco a farle comunque… la verità è che, per stare in tema, io ho solo 8 kb di memoria, così la chiamata di san Tag Tonio ha finito per essere scordata! :P
Ma ormai ci siamo,

In hoc QWERTY vinces!

San Tag Antonio a redbavon

perciò, come il mio compagno di nobiltà virtuale ha richiesto, soddisferò la sua curiosità sui miei primi pasticci informatici.

Chi è nato prima, l’Atari XEGS o la macchina differenziale di Babbage?
(Fonte: ArtStation)

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Immersione, capitolo 4

Riassunto della puntata precedente

Eleonora esamina il curriculum di Alistair, scoprendo un artista al tempo stesso talentuoso e poco sensibile, ma che nutre una grande ambizione: creare una console per videogiochi. Per di più, il giovane studente sembra avere già un prototipo pronto!

4

– Posso aiutarti in qualche modo? – chiedo ad Alistair, mentre solleva un banco e lo sposta verso l’angolo destro dell’aula.
– Ho quasi finito, resta comoda.
Alistair fa la stessa cosa con altri banchi, piazzandoli ai restanti angoli dell’aula, poi posa una sedia su ciascuno e chiude la porta. Infine, estrae dalla valigetta quattro sfere e ne posa una su ogni sedia: sembrano quattro vecchie webcam, viste da lontano.
– E ora?
– Ora, – estrae una scatola nera, che immagino sia la sua console, e una tastiera dalla valigia – siamo quasi pronti a partire!

Ali posa la console su un banco vicino a una presa elettrica e la collega a essa.
– Scusa, – gli faccio – ma non hai uno schermo.
– Il mondo è il mio schermo! – dice, alzando la mano destra ad artiglio, come uno scienziato pazzo, e accendendo la console: dalle sfere agli angoli dell’aula partono dei fasci di luce multicolore. Laser show!
Mentre digita sulla tastiera, i fasci si ampliano e gli schemi di colore cambiano, producendo un quadrangolo luminoso con degli arabeschi, indecifrabili dalla mia posizione.
– Oh, scusa. – mi dice, e si avvicina al rettangolo: lo pizzica nell’angolo in basso, come se fosse fatto di carta anziché di luce, e lo gira verso di me, rivolgendomi un sorriso sghembo. – Ora ci vedi meglio?
– Questo sarebbe… un ologramma? Interattivo? – okay, sono ufficialmente stupita!
– È l’idea centrale della mia console: dopo i motion controller e il touch screen, ho pensato che l’olografia interattiva fosse la cosa più naturale per farmi notare. Al momento ho solo una demo, però… Vuoi provarla?
– Certo, che voglio provarla!

Alistair apre una schermata di prompt, immette una lunga stringa che si chiude con il comando ImmerSim. Il tutto senza nemmeno girare lo… schermo.
Le luci spariscono.
Stai a vedere che dopo tutto ‘sto casino, la console nemmeno… oh, riecco le luci: stavolta sono fasci ampi, con macchie multicolori che appaiono in punti diversi dell’aula.
Secondo dopo secondo, le macchie aumentano, si spostano in ogni direzione e si ricompongono, generando intorno a me degli oggetti informi di tanti colori: verdi, celesti e bruno–dorati. Gradualmente, i contorni si fanno sempre più definiti e dopo meno di mezzo minuto, l’aula e Alistair sono spariti, mentre io mi trovo sul fondo del mare!