Atelier of Witch Hat, di Kamome Shirahama. I primi cinque volumi

La concezione più comune di “talento” è quella di dote innata: che sia enorme o minuscola, si tende a pensare che con una predisposizione ci si debba nascere – diversamente, non si potranno ottenere dei risultati apprezzabili in un ambito.
Personalmente e per puro interesse personale, non credo a questo determinismo genetico: non ho mai avuto una propensione spontanea verso alcunché e la mia modesta predisposizione verso certe attività l’ho dovuta acquisire col tempo. :P
Ma tutto questo cosa c’entra, col fumetto di oggi?
Lo vedremo tra poco…

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Coco è una bambina vivace, apprendista e figlia di una sarta, ma il suo sogno è un altro: da quando un uomo mascherato le vendette un libro di magia illustrato e una bacchetta magica (rivelatasi una penna) lei vuol diventare una maga.
Solo che, nel suo mondo, si è maghi dalla nascita o si è “normali”.
Un giorno, Coco riesce a osservare un mago mentre, ben nascosto, usa la magia: per lanciare un incantesimo, è sufficiente disegnare dei simboli all’interno di un cerchio. E dato che il suo libro illustrato è pieno di strani cerchi e simboli, Coco si dedica ai suoi primi esperimenti con la magia!
Uno degli incantesimi porterà a esiti drammatici, che al tempo stesso spingeranno Coco dentro quel mondo magico che la bambina ha sempre sognato.

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