Game of Thrones, il videogioco della Telltale per Playstation 4. Due gracchiate in libertà

Fonte: Amazon

Questa non sarà una delle mie arroganti non-recensioni, piuttosto sarà una mia arrogante gracchiata in libertà sul videogioco a episodi Game of Thrones, della defunta Telltale.
Non ho avuto la possibilità di affrontarlo con comodo, prendendo appunti etc., perché l’ho giocato assieme a un amico – che qua e là ha sabotato la partita, dato che odiava certi personaggi XD – e dunque, ecco il perché della chiacchierata veloce e a briglie sciolte.

Grafica

Ambienti e personaggi hanno una resa in video molto… pittorica, mi vien da dire: i colori non sono  esageratamente accesi e questo offre una buona atmosfera.
I personaggi sono espressivi e, da una ricerca superficiale, sembrano avere l’aspetto dei loro doppiatori più o meno.
A volte, durante i riassunti della puntata precedente, le sequenze mostrate presentano una scattosità assente in precedenza, nel momento in cui ci si trovava in quelle situazioni.

Ambientazione

Non conoscendo a menadito il mondo in fieri di Mr. Martin, non mi addentrerò troppo in dettagli.
La storia si sviluppa in diversi luoghi, visti o meno nella serie televisiva

  • la fortezza di Ironrath, dimora della famiglia Forrester
  • la Barriera sorvegliata dai Guardiani della Notte (e ciò che sta oltre)
  • la regione di Essos
  • Alto Giardino

La storia inizia durante quella simpatica festa nota come le “nozze rosse”: dopo quei fatti, la famiglia Forrester, tradizionalmente associata agli Stark, si ritrova nei guai…

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The Last Door – Collector’s Edition. Season Two

” For a moment, the sky was dark.
We heard the calls of a thousands birds.
But another sound rose above them.
A sound I cannot describe.”

“Per un momento, il cielo divenne scuro.
Sentimmo il richiamo di migliaia di uccelli.
Ma un altro suono li sovrastò.
Un suono che non posso descrivere.”
John Wakefield, in The Last Door Season Two

E con questo post, concludiamo il viaggio retrò di The Last Door: altri quattro episodi – e un mini-episodio – per completare la storia iniziata con Jeremiah Devitt.
Le ultime tappe avranno un protagonista diverso, lo psichiatra John Wakefield: il medico curante di Devitt è intenzionato a capire che fine abbia fatto il suo paziente e verrà accompagnato dalla guida esperta, ma all’atto pratico non determinante, dell’occultista e psichiatra Johan Kaufmann.
Siete pronti a scoprire i segreti al di là del Velo?

The Last Door Season Two 101

Screenshot del menu

La prima stagione si è chiusa con Wakefield e Kaufmann impegnati nella ricerca di Devitt: i due studiosi hanno degli indizi da seguire per scoprire che fine abbia fatto il giovane.
Partendo da un manicomio e passando per la dimora di un luminare dell’occulto, Wakefield giungerà fino a un villaggio su un’isola remota: lì, si praticano antiche tradizioni che potrebbero avere un legame con il Velo, la nebbia metaforica che cela le verità dell’universo agli abitanti del mondo materiale.

Traduzione: Sono i pannelli del primo re di Èìlis Mòr. Nei giorni dei druidi, adoravamo il grande dio Lugh, e i nostri re si comportavano in accordo con quelle convinzioni.
(Nota: questa mia traduzione non mi convince molto, prendetela con le molle!)

È possibile salvare Jeremiah Devitt? E quanti misteri ancora dovrà svelare il giocatore?

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The Last Door – Collector’s Edition. Season One

“It remember us, it looks for us, it calls us from its dark nest, from its abominable lair. All these years I have attempted to return to it but I have no strenght left.”
“Si ricorda di noi, ci cerca, ci chiama dal suo nido oscuro, dal suo abominevole antro. Per tutti questi anni ho cercato di ritornare a lui ma non ne ho più la forza.”
Ernest Glynn, in The Last Door Season One

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Icona del gioco
(Fonte)

Non sempre, per essere evocativo, un gioco deve anche essere graficamente figo o iper-realistico: a volte, basta suggerire al giocatore quali siano i passaggi in cui sperimentare certe emozioni, con la scelta dei colori o con una musica azzeccata.
Con The Last Door abbiamo proprio questo: un’avventura grafica punta e clicca dall’aspetto spartano, un po’ migliore di quello che si aveva con certi computer del passato, ma che in comunione con una musica impeccabile e una scelta astuta dei colori – per tacere di una sceneggiatura che riecheggia di suggestioni da Lovecraft, Poe, Chambers e Machen – dà vita a un viaggio inquietante…

The Last Door Season One 101

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Copertina del gioco
(Fonte: qui)

Ottobre del 1891, Inghilterra. Periodo vittoriano. Jeremiah Devitt riceve una lettera da un amico dei tempi della scuola, Anthony Beechworth: c’è scritta una sola riga, il motto del loro cenacolo filosofico segreto, cioè

Videte ne quis sciat

Vedete che nessuno sappia

Devitt si dirige immediatamente alla lussuosa dimora dell’amico, per trovarla però disabitata, con l’eccezione di un grosso stormo di corvi che pasteggia con qualcosa sul retro della magione.
La casa è piena di lettere, diari e strani oggetti, con una sorpresa in soffitta…
Riuscirà Devitt a fare luce sul mistero?

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