Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo – Il Ladro di Fulmini, di Rick Riordan

“Okay, forse gli dei avevano cose importanti da fare. Ma non potevano chiamare di tanto in tanto, o magari tuonare o roba del genere? Dioniso faceva apparire la Diet Coke dal nulla. Perché mio padre, chiunque fosse, non faceva apparire un telefono?”
Percy Jackson, in Il Ladro di Fulmini

Sono stati mesi cupi, questi, in cui non ho avuto voglia di leggere nemmeno un libro – e, spoiler, non l’ho fatto!
Così, per cercare di recuperare il ritmo, ho deciso di rileggere qualcosa di semplice e divertente: i cinque libri della saga di Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo. Vivaci, freschi, young adult, a tema mitologico e, imho, scritti bene.

Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo – Il ladro di fulmini 101

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Perseus “Percy” Jackson è un dodicenne problematico: soffre di un pesante deficit di attenzione, è dislessico, non ha un padre, non ha amici (tranne un ragazzo handicappato, Grover) e il suo rendimento scolastico fa schifo. La scuola è un grosso problema nella sua vita: ne ha girate tante, coinvolto costantemente in qualche casino che l’ha fatto espellere al volo.
Anche a casa non va tutto bene: ha una madre amorevole, ma anche un patrigno pigro, avido e stupido di nome Gabe, soprannominato “Il Puzzone” per una sua evidente qualità.
Presto, Percy scoprirà per quale motivo sia sempre così fuori posto, trovando la risposta alle sue domande nel mondo del mito greco, e lo farà giusto in tempo per finire in un guaio di proporzioni cosmiche, che potrebbe portare l’intera civiltà occidentale sull’orlo del baratro!

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