L’epopea del Cavaliere ripetente

Nel caldo esagerato di questo agosto, torniamo a gracchiare di cartoni animati relativamente recenti. E per qualcuno, potrebbe trattarsi di un cartone “bollente” quanto quest’estate, data la quantità immonda di fan service con cui si è deciso di affogare quella che sarebbe stata, altrimenti, una discreta serie sportiva con inserti fantasy.
Se mi seguite da tempo, sapete già come io consideri questo genere di approccio alle storie: un’occasione sprecata, dovuta alla mancanza di fede nella bontà della propria storia!

L’epopea del Cavaliere ripetente 101

Copertina del DVD
(Fonte: Pinterest)

Siamo in una Terra simile alla nostra, in epoca moderna, ma in cui le persone potrebbero nascere con poteri magici. A Tokyo, la prestigiosa accademia Hagun si occupa di formare i Blazer, ovvero dei cavalieri-maghi capaci di usare i loro poteri a livelli elevatissimi.
I Blazer vengono classificati secondo una scala di valutazione basata sui loro poteri, più che sulla base delle capacità nella scherma; per questo motivo, l’abile (ma magicamente modesto) Ikki Kurogane viene classificato come un Rank F, il peggiore di tutti, e viene spesso canzonato come uno incapace di stare al proprio posto, dato che si ostina a frequentare l’accademia e aspira a partecipare al Festival delle Sette Stelle, la più importante competizione scolastica per i Blazer.
A seguito di alcuni cambiamenti nella gestione dell’accademia, e all’incontro-scontro con Stella Vermillion – bella principessa di un paese lontano – Ikki avrà la possibilità di competere per avvicinarsi a realizzare il proprio sogno.

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Spunti interessanti sviluppati male: Aquarion Logos

Grazie al canale Youtube di Yamato Animation, sto colmando alcune lacune circa l’animazione giapponese moderna – visto che la TV generalista sembra poco interessata a mostrami nuove serie, o a trasmetterle a un orario che non sembri pensato per vampiri, ben venga trovare qualcosa su Youtube, anche se sottotitolato.
Aquarion Logos mi fu segnalato dalla mia amica Confessora; io ero fermo alla prima serie Aquarion, parte di quel filone di robottoni mistici e un po’ lisergici il cui nome finisce per ON, inaugurato da Neon Genesis Evangelion.
La prima serie di Aquarion non mi è dispiaciuta: bei disegni, sigla gradevole, alcune idee balorde interessanti (e altre idee balorde decisamente sceme) mentre la seconda serie, Aquarion Evol (che letto al contrario diventa lovE noirauqA) non l’ho vista.
E Aquarion Logos? Beh, l’ho visto proprio sul canale Yamato.
Mi è piaciuto? Insomma. Direi che il titolo di questo post è un po’ uno spoiler, ma andiamo con ordine.

Aquarion Logos 101

Siamo nel Giappone moderno: grazie a internet, le persone possono comunicare pensieri e sentimenti ad altri, ovunque si trovino, tramite i caratteri.
Ma ci sono caratteri e caratteri e i kanji sono diversi dai kana: i primi derivano da antichi pittogrammi, che furono poi stilizzati nella forma utilizzata in Cina e in Giappone, e che per questo motivo offrono una relazione forte tra il concetto di “qualcosa” e il suo equivalente fenomenico nel mondo reale.

Al giorno d’oggi, le persone non capiscono quale pericolo sia insito nell’uso dei caratteri: a chi, infatti, non è mai capitato di ricevere minacce e insulti in forma scritta? Quanti hanno finito per fare del male a qualcuno, perseguitandolo pubblicamente o privatamente con qualsiasi pretesto?
Le persone, anziché avvicinarsi grazie ai caratteri, si stanno allontanando le une dalle altre.
Con questa motivazione, il magnate Sogon Kenzaki ha deciso di usare il potere della voce della genesi, una dote che permette di manipolare in vari modi i caratteri, per liberarli dalla loro esistenza astratta nel mondo del Logos: in questo modo, offre loro la forma concreta di un essere mostruoso, detto mojibake o MJBK, al fine di divorare i significati degli altri caratteri e annullare così i fenomeni – fisici e astratti – che essi rappresentano, per costringere le persone ad avvicinarsi le une alle altre senza la falsa intermediazione dei caratteri.

Ma il mondo degli uomini, senza certi fenomeni, non può esistere: un mondo senza morte non ha distinzione tra i vivi e i morti, un mondo senza fiamme non ha più calore… e certe parole hanno dei significati metaforici che rimandano ad altri fenomeni, i quali sparirebbero assieme al significato letterale del carattere!
Per evitare quest’Apocalisse, un gruppo di persone dotate della voce della genesi si è riunito in un club, che ufficialmente organizza letture di testi teatrali e recite, ma che in realtà è il paravento di un’organizzazione che combatte i MJBK tramite le vector – macchine capaci di materializzarsi nel Logos World e assemblarsi nelle diverse configurazioni di Aquarion, un robot leggendario la cui esistenza risale alle origini della scrittura umana.

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Final Fantasy Lost Stranger, il secondo numero

Oggi, per la prima volta, gracchierò del secondo numero di un fumetto, a grande richiesta di Gianni e Orso Chiacchierone, che probabilmente nemmeno ricordano di aver espresso il desiderio di aggiornamenti. :P
Per chi non legge i titoli dei post, parlo di Final Fantasy: Lost Stranger, fumetto giapponese ispirato alla popolare serie di videogiochi dedicati a Final Fantasy, ma non incarnato in un episodio videoludico. Almeno per ora.

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