Riaprire un ciclo chiuso: Entoverse, di James P. Hogan

“Hunt fece per alzarsi, poi alzò lo sguardo. «Stavolta cosa ti aspetti che riporti indietro da lassù, Gregg?» gli domandò.
«Come faccio a saperlo?» Caldwell allargò le braccia con una smorfia. «Un pianeta scomparso, un’astronave, una civiltà interstellare. Cosa rimane, ormai? La prossima cosa può essere solo un universo.»”
Victor Hunt e Gregg Caldwell, in Entoverse

Ed eccoci di ritorno al ciclo dei Giganti – fino all’uscita di Mission to Minerva in italiano, sarà l’ultima volta che andremo a zonzo in questo universo narrativo di Hogan.
Non so se l’autore volesse puntare subito a una pentalogia, o se abbia avuto un’idea per riaprire i giochi dopo il terzo libro del ciclo – Entoverse è stato pubblicato dieci anni dopo La stella dei Giganti – comunque non ho nulla contro l’espansione di una storia già chiusa, se le nuove trame si legano bene agli episodi precedenti. Sarà questo il caso?
Scopriamolo insieme!

Entoverse 101

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La cultura di Jevlen, nata in seno a quella thuriena, era nemica giurata della Terra, ma gli sforzi congiunti di terrestri e thurieni hanno permesso di disinnescare la crisi.
Ora, il pianeta Jevlen è un protettorato thurieno, accudito dal gigante Garuth e dai suoi collaboratori, in seguito all’interruzione quasi totale dei servizi forniti da Jevex, il supercomputer di Jevlen: i jevlenesi, abituati alla pappa pronta del precedente regime, stanno sperimentando una profonda decadenza culturale, e il continuo insorgere di sette religiose in contrasto reciproco, unito al diffondersi di uno strano “morbo” che sembra allontanare alcuni jevlenesi dalla razionalità (no, non si tratta di pagine Facebook di complottisti) sono causa di continui disordini.
Garuth e la sua amministrazione rischiano di essere sollevati dall’incarico, in favore di un governo militarizzato, così il ganiano si rivolge ai primi terrestri che ha conosciuto, perché lo aiutino a districare la matassa e individuare le fonti del problema.
Victor Hunt e i suoi amici sono pronti a tornare in azione!

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La Stella dei Giganti, di James P. Hogan

“L’ultima cosa che vuole chi detiene il potere è una popolazione istruita, benestante, emancipata. Il potere di regge sulla restrizione e sul controllo della ricchezza. Scienza e tecnologia offrono una ricchezza illimitata, e perciò vanno controllate. Conoscenza e ragione sono da considerarsi nemici; mito e irrazionalità sono le armi con cui combattono.”
Norman Pacey, in La Stella dei Giganti

La citazione che ho scelto dovrebbe rendere ben chiaro il cambio di marcia che raggiunge il ciclo dei Giganti in questo terzo libro – che inizialmente avrebbe dovuto concludere la storia riguardante gli intrecci tra la specie ganiana, i terrestri e i cosiddetti lunariani.
Se il primo libro era dedicato all’indagine scientifica e storica e il secondo al contatto tra l’umanità e una specie aliena intelligente, qui abbiamo una decisa svolta a favore dell’azione, con la storia che scivola sull’intrigo e un approccio non banale alla fantascienza militare.

La Stella dei Giganti 101

Il primo contatto con gli alieni – soprannominati ganiani come contrazione di ganimediani – ha lasciato la Terra più ricca di nuove possibilità, grazie ad alcuni spunti di riflessione scientifica, suggeriti dagli avanzatissimi ganiani ai terrestri.
Molti misteri hanno trovato risposta, in pubblico o in privato, ma la partenza dei ganiani solleva il coperchio di una pentola piena di segreti e intrighi: da Gistar – come viene soprannominata dai terrestri la Stella dei Giganti, il luogo in cui dovrebbero essere emigrati gli antichi ganiani milioni di anni prima – giunge un messaggio che costringe alcuni esponenti dell’ONU a mettere a parte alcuni scienziati dell’UNSA (tra cui Victor Hunt) di alcune trattative segrete e complotti degni della guerra fredda, ma non del candore innato dei ganiani…

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Chi c’era prima di noi, di James P. Hogan

Secondo appuntamento con il ciclo dei Giganti di Hogan: dopo il “prologo” costituito da Lo scheletro impossibile, tocca a Chi c’era prima di noi, in cui molte domande poste in precedenza trovano le loro risposte.

Chi c’era prima di noi 101

Su Ganimede si effettuano esperimenti su una tecnologia vecchia di milioni di anni, attribuita alla razza battezzata come ganiana. Uno di questi strumenti, alimentato senza apparenti risultati, genera una segnale gravitazionale che attira sulla luna di Giove l’attenzione di una prodigiosa nave extraterrestre.
Per gli esseri umani, è arrivato il momento del primo contatto con una specie extraterrestre!

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