Spirit of Wonder, di Kenji Tsuruta

“La cosa che mi fa molto piacere… è che tu, papà e gli altri… abbiate creduto in quella teoria che non è interessata a nessuno…”
Windy Lindoverberg, in Spirit of Wonder

spirit of wonder manga
La copertina del volume, in una delle mie più riuscite scansioni!

Quando si pensa alla fantascienza, viene in mente qualcosa di rigoroso, freddo e preciso. Ma non è sempre così: esiste anche una fantascienza più leggera, che ispira un senso di meraviglia grazie a invenzioni e scoperte che sono poco plausibili – dal punto di vista della realtà – ma che in compenso possono essere ricche di poesia.

È questo il caso di Spirit of Wonder, il manga di Kenji Tsuruta, un delirio in bianco e nero dal livello di conflitto contenuto e disegnato in modo stupendo.

Spirit of Wonder 101

Spirit of Wonder ha come tema le meraviglie della scienza: persone geniali inventano strumenti capaci di compiere veri e propri miracoli, talvolta con la ricerca di un “facile” guadagno o di un beneficio per il mondo e altre volte, solo per ottenere il sorriso di una persona cara o riparare a un’ingiustizia del destino.
Ecco dunque

  • il mondo del 2006, invaso dalle acque a causa di sconvolgimenti climatici
  • la famiglia Dolittle e la sua speciale cameriera
  • il professor Skelmersdale, creatore di piccoli universi
  • i paradossi temporali del professor Drosselmeier e del suo assistente Wilhem
  • la folle impresa del Club dei giovani scienziati, desiderosi di raggiungere Marte grazie a una teoria sull’etere che la scienza moderna considera scorretta
  • le manipolazioni del tempo cronologico del professor Abbott
  • gli azzardi della genetica del professor Omaezaki
  • infine, la manesca locandiera China, sempre alle prese coi suoi affittuari insolventi e le loro strampalate, quanto spettacolari, invenzioni

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