Prima di Lovecraft: Il grande dio Pan, di Arthur Machen

“(…) dopotutto, è una storia antica, un remoto mistero che si manifesta ai giorni nostri, tra le cupe strade di Londra anziché tra i vigneti e le distese di ulivi”
Villiers di Wadham
, Il grande dio Pan

La segnalazione del buon Ysi dell’opera di Hillman Saggio su Pan mi ha spinto a rileggere questa novella di Arthur Machen, in cui sono presenti molte tematiche che Lovecraft farà sue nella stesura dei suoi racconti di orrore cosmico:

  • l’alienità della reale natura del cosmo rispetto alle percezioni dell’uomo
  • l’irruzione dell’orrore cosmico nel quotidiano e il suo rendere folli coloro che ne testimonino l’incommensurabile grandezza
  • la conoscenza come chiave che apra la porta al disastro – mostrando ciò che deve essere celato all’umanità per il suo stesso bene…

Ne emerge un vero e proprio racconto dell’orrore, di quelli col finale non edulcorato: la morte è una prospettiva meno spaventosa, rispetto al fato di coloro che siano testimoni dei misteri del grande dio Pan, personificazione di quella parte del mondo materiale che l’essere umano non può domare con l’aiuto della sua scienza!

Il grande dio Pan 101

il grande dio pan arthur machen
Copertina
(Fonte: scansione)

Il dottor Raymond, un geniale chirurgo la cui dedizione alla medicina trascendentale gli è valsa, negli ambienti più ortodossi, la nomea di ciarlatano, dopo anni di studio ha elaborato una tecnica di neurochirurgia capace di aprire le porte della percezione umana alle verità ultime sul mondo fenomenico: un livello di realtà che il dottore chiama col nome di “dio Pan”.
Privo di scrupoli, sperimenta la tecnica sulla figlia adottiva Mary, a lui devota, col gentiluomo Clarke come testimone dell’esperimento.
Il risultato dell’operazione sarà l’inizio di una catena di depravazione e morte che stringerà il mondo, e soprattutto Londra, negli anni a venire.

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