Trails of Cold Steel IV, per Playstation 4

Dopo poco più di due anni, e quasi 600 ore – spalmate tra quattro giochi – ho finalmente concluso la serie Trails of Cold Steel!
È stata una piccola impresa, ormai sto diventando vecchio per i JRPG di impostazione classica. :P
In attesa dell’annunciata serie animata, ammesso che qualcuno si degni di portarla in Europa, ecco la mia gracchiata finale!

Dedico questa battaglia a Barbascura X

Trails of Cold Steel IV 101

È passato meno di un mese, nel gioco, dall’ultimo cliffhanger criminale degli autori, ma i risultati già si fanno sentire: l’Impero di Erebonia sta per dichiarare guerra alla Repubblica di Calvard, insidiando una delle ultime realtà indipendenti del continente, perciò viene istituita una leva obbligatoria ai danni di ragazzi e uomini giovani, per sostenere la carneficina ormai prossima. Un motivo in più per darci dentro e gettare i bastoni tra le ruote ai guerrafondai imbecilli.
L’unica possibilità di evitare la catastrofe consiste nel riunire i diversi membri della vecchia e della nuova Classe VII con l’insegnante dell’ultima, Rean Schwarzer, attualmente in altre faccende affaccendato, quindi trovare sostegno presso tutte le realtà – naturali e soprannaturali – che vogliono impedire all’Impero e al suo oscuro retaggio di cambiare il mondo in peggio.
Sarà necessario scoprire altri aspetti della storia segreta della nazione, così da capire come fermare la forza che sta manovrando tutti, potenti e deboli insieme, spingendoli verso la fine.

Liberate i mastini robottoni della guerra!

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L’Eroe è morto!, di Subaruichi. I primi otto volumetti

“Durante il nostro viaggio mi sono accorto di una cosa.
I demoni… sono una manica di depravati!”
Touka Scott, in L’Eroe è morto!

Il genere fantasy “alla giapponese” è piuttosto popolare, nell’editoria nipponica, e grazie ai jrpg (Final Fantasy e colleghi) e a certe serie animate, questo tipo di storie si è scavato una sua comoda nicchia anche in Occidente.
L’Eroe è morto! appartiene a quel genere di fantasy, con vaghe ispirazioni all’estetica occidentale per quanto riguarda abiti ed edifici, a cui si aggiungono elementi da videogioco; un fantasy che qualcuno definì fintasy, a causa delle contaminazioni di diverse culture, degli anacronismi e di altri elementi che possono accompagnare una costruzione del mondo poco solida e un po’ superficiale.
E quindi, com’è questo fumetto? Vediamolo insieme.

L’Eroe è morto! 101

Fonte: scansione

Touka Scott è un contadino sporcaccione, con un complesso feticistico per le belle ragazze che indossino le calze parigine sulle cosce paffutelle.
Questo complesso lo porta a coltivare un solo tipo di verdura: i daikon, che quando crescono nel modo giusto, possono assomigliare al suo oggetto del desiderio, al punto che Touka si diverte a rivestirli con le parigine – e non è il solo con questo hobby, nel villaggio…
Se solo la sua amata e procace amica d’infanzia, Yuna Yunis, acconsentisse a soddisfare le sue fantasie senza massacrarlo di botte…
Ma ci sono problemi più grandi, nella vita: il sigillo che l’Eroe leggendario ha imposto alla porta degli Inferi, tre anni prima, ha misteriosamente ceduto e il mondo sta venendo invaso da demoni antropofagi, dotati di poteri pericolosissimi. Quindi, l’Eroe è in viaggio per ripristinare il sigillo e salvare ancora una volta il mondo.
Peccato che l’Eroe – l’unico prescelto in grado di impugnare la sacra spada che può sconfiggere i demoni – sia morto, cadendo in una delle trappole mortali che Touka ha disposto a protezione del suo prezioso orto…

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