La Stella dei Giganti, di James P. Hogan

“L’ultima cosa che vuole chi detiene il potere è una popolazione istruita, benestante, emancipata. Il potere di regge sulla restrizione e sul controllo della ricchezza. Scienza e tecnologia offrono una ricchezza illimitata, e perciò vanno controllate. Conoscenza e ragione sono da considerarsi nemici; mito e irrazionalità sono le armi con cui combattono.”
Norman Pacey, in La Stella dei Giganti

La citazione che ho scelto dovrebbe rendere ben chiaro il cambio di marcia che raggiunge il ciclo dei Giganti in questo terzo libro – che inizialmente avrebbe dovuto concludere la storia riguardante gli intrecci tra la specie ganiana, i terrestri e i cosiddetti lunariani.
Se il primo libro era dedicato all’indagine scientifica e storica e il secondo al contatto tra l’umanità e una specie aliena intelligente, qui abbiamo una decisa svolta a favore dell’azione, con la storia che scivola sull’intrigo e un approccio non banale alla fantascienza militare.

La Stella dei Giganti 101

Il primo contatto con gli alieni – soprannominati ganiani come contrazione di ganimediani – ha lasciato la Terra più ricca di nuove possibilità, grazie ad alcuni spunti di riflessione scientifica, suggeriti dagli avanzatissimi ganiani ai terrestri.
Molti misteri hanno trovato risposta, in pubblico o in privato, ma la partenza dei ganiani solleva il coperchio di una pentola piena di segreti e intrighi: da Gistar – come viene soprannominata dai terrestri la Stella dei Giganti, il luogo in cui dovrebbero essere emigrati gli antichi ganiani milioni di anni prima – giunge un messaggio che costringe alcuni esponenti dell’ONU a mettere a parte alcuni scienziati dell’UNSA (tra cui Victor Hunt) di alcune trattative segrete e complotti degni della guerra fredda, ma non del candore innato dei ganiani…

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