La porta sull’estate, di Robert A. Heinlein

Di Heinlein ho letto poco, meno di quanto avrei voluto, ma quasi tutto è stato praticamente impeccabile, sia dal punto di vista dell’intreccio che dello stile di scrittura (tenendo in mente la possibile “tara” della traduzione in italiano).
Oggi gracchierò un po’ de La porta sull’estate, un romanzo di fantascienza con un elemento che potrebbe farlo amare da molti, sui social: i gatti! :P
Sarà una chiacchierata leggera, ma non escludo di tornare sull’argomento in futuro.

La porta sull’estate 101

Daniel Boone Davis è un ingegnere ricco di inventiva e senso pratico, ma solo quando si muove dell’ambito dei macchinari – appena si parla di bellezza femminile o di gatti, perde subito ogni senso della prudenza.
Nella vita di Daniel ci sono poche esistenze importanti: il suo gatto (Petronio L’Arbitro, o semplicemente Pete) la sua stupenda fidanzata – e socia in affari – Belle, il suo socio Miles e la di lui figlia Frederica.
Due di queste figure si dimostrano tutt’altro che degne di fiducia e Daniel si ritrova non esattamente in brache di tela, ma comunque non più al controllo della propria società, un’azienda che ha raggiunto un buon successo commerciale grazie alle invenzioni di Daniel, i robot per la gestione della casa.
A causa di alcune scelte errate, di ulteriori colpi bassi e della nascente tecnologia criogenica, Daniel si ritrova proiettato nel futuro, nell’anno 2000, spaesato per via di alcuni cambiamenti sociali e in possesso di una laurea in ingegneria basata su concetti vecchi di trent’anni.
Da quel momento, ha inizio il suo progetto: riprendere il controllo della propria vita e ottenere una raffinata rivalsa su chi lo ha tradito.

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