L’Eroe è morto!, di Subaruichi. I primi otto volumetti

“Durante il nostro viaggio mi sono accorto di una cosa.
I demoni… sono una manica di depravati!”
Touka Scott, in L’Eroe è morto!

Il genere fantasy “alla giapponese” è piuttosto popolare, nell’editoria nipponica, e grazie ai jrpg (Final Fantasy e colleghi) e a certe serie animate, questo tipo di storie si è scavato una sua comoda nicchia anche in Occidente.
L’Eroe è morto! appartiene a quel genere di fantasy, con vaghe ispirazioni all’estetica occidentale per quanto riguarda abiti ed edifici, a cui si aggiungono elementi da videogioco; un fantasy che qualcuno definì fintasy, a causa delle contaminazioni di diverse culture, degli anacronismi e di altri elementi che possono accompagnare una costruzione del mondo poco solida e un po’ superficiale.
E quindi, com’è questo fumetto? Vediamolo insieme.

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Fonte: scansione

Touka Scott è un contadino sporcaccione, con un complesso feticistico per le belle ragazze che indossino le calze parigine sulle cosce paffutelle.
Questo complesso lo porta a coltivare un solo tipo di verdura: i daikon, che quando crescono nel modo giusto, possono assomigliare al suo oggetto del desiderio, al punto che Touka si diverte a rivestirli con le parigine – e non è il solo con questo hobby, nel villaggio…
Se solo la sua amata e procace amica d’infanzia, Yuna Yunis, acconsentisse a soddisfare le sue fantasie senza massacrarlo di botte…
Ma ci sono problemi più grandi, nella vita: il sigillo che l’Eroe leggendario ha imposto alla porta degli Inferi, tre anni prima, ha misteriosamente ceduto e il mondo sta venendo invaso da demoni antropofagi, dotati di poteri pericolosissimi. Quindi, l’Eroe è in viaggio per ripristinare il sigillo e salvare ancora una volta il mondo.
Peccato che l’Eroe – l’unico prescelto in grado di impugnare la sacra spada che può sconfiggere i demoni – sia morto, cadendo in una delle trappole mortali che Touka ha disposto a protezione del suo prezioso orto…

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Il pranzo è servito, in questo n°1: Dungeon Food, di Ryoko Kui

“Finora li ho sempre combattuti… ma a me i mostri piacciono molto.
Il loro aspetto, i loro versi… i loro modi di vivere…
Quindi volevo conoscere anche il loro sapore.”
Laios, in Dungeon Food

amelia-promoterTempo fa, un amico mi parlò di un fumetto giapponese assai strano e buffo.
Poi ne parlò il Duca di Baionette Librarie.
E quest’anno, a febbraio, di quel fumetto è uscito il primo numero: Dungeon Food, questo è il titolo in italiano. Classi del personaggio tipiche dei GDR fantasy, dungeon pieni di mostri, trappole e tesori… la solita roba?
Solo come cornice, perché nel profondo è un fumetto volutamente scemo e fuori di testa, che stravolge gli stereotipi del genere JRPG per trattare un argomento abbastanza originale, solo sfiorato da altre opere: avventurieri che cucinano e mangiano i mostri sconfitti!

Dungeon Food 101

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Scansione

In un piccolo villaggio, viene scoperto l’ingresso per un antico regno sotterraneo: un tempo prospero e ricco di persone, fu devastato dalla follia di un mago e dimenticato dal resto del mondo!
Così, orde di avventurieri si gettano a capofitto nell’esplorazione delle rovine, razziando tutto ciò che possa avere un valore o morendo nel tentativo: infatti, il luogo è infestato di ogni genere di mostri!

La storia comincia quando il party del guerriero Laios viene spazzato via da un drago rosso: Farin, la sorella di Laios, riesce a teletrasportare i compagni d’avventura fuori dal dungeon, ma viene divorata dal drago.
Laios e i membri rimasti del suo gruppo – con l’eccezione di due defezionari – decidono così di andare a salvare la ragazza: anche se è morta, la magia di resurrezione può recuperarla, purché il suo corpo sia grosso modo intero…
Bisogna recuperare il cadavere di Farin prima che venga digerito!
È un peccato, che il bottino del gruppo sia rimasto nelle profondità del dungeon: i nostri non possono nemmeno permettersi di acquistare il cibo necessario. Ma Laios ha una soluzione: potrebbero cucinare e mangiare i mostri sconfitti!

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