Magus of the Library, di Mitsu Izumi. I primi tre volumi tra cultura, pregiudizi e pseudobiblia!

Il primo libro forse è stato scritto da un essere umano, ma subito le posizioni si sono invertite. I volumi hanno dato vita alle persone e hanno creato il mondo.”
Sedona Bleu in Magus of the Library

In questi ultimi anni potrei essere diventato la persona meno adatta per affermarlo, ma non importa, lo scriverò lo stesso: leggere è una cosa bella!
Leggere può divertire, far riflettere su un problema, ispirare nuove idee o farne riscoprire di vecchie ed è per questo motivo che, spesso, alla lettura si associa il concetto del viaggio: un percorso della mente e dell’immaginazione in un mondo che potrebbe essere, che è stato o che sarà.
Ogni pagina girata è una porta aperta su un altro mondo o su un aspetto particolare del nostro: vediamo dove ci condurrà la porta di Magus of the Library!

Magus of the Library 101

Theo Fumis è un bambino particolare: figlio di genitori di due diverse etnie – da uno dei quali ha ereditato delle orecchie da elfo – è discriminato dagli abitanti del villaggio in cui vive, in quanto “mezzosangue” e abitante del quartiere povero.
Theo può frequentare la scuola del suo villaggio, Amun, solo grazie agli sforzi della sorella (che ha la pelle più scura e orecchie umane…) e ha una profonda passione per la lettura, ma a causa dei pregiudizi dei compaesani, gli è vietato l’accesso alla biblioteca del villaggio.
L’arrivo di un gruppo di kafna, i bibliotecari impiegati nella grande biblioteca di Aftzaak, porterà Theo a rimettere in discussione tutto ciò che pensa su sé stesso e sulla vita, spingendolo verso la strada che porta alla grande biblioteca del regno.

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Il fumetto di Land of the Lustrous, n°1

Alcuni mesi fa, prima del “fattaccio” della chiusura del paese, ho notato che la mia gracchiata sul cartone animato di Houseki no kuni stava ricevendo molte visite.
Molte per i miei standard, per lo meno.
Questo fatto “misterioso” mi ha portato a fare qualche ricerca e così ho scoperto che la JPOP avrebbe pubblicato il fumetto in Italia, col titolo di Land of the Lustrous.
Da questo fatto impariamo due cose

  1. il mio blog ha un’utilità: serve a me per scoprire quando viene annunciato un fumetto che mi interessa
  2. io chiamo le storie giapponesi cartoni animatifumetti.
    Anime manga sono parole che uso quando mi pesa il cu quando sono pigro, perché richiedono meno lettere. Ma oggi mi sento bello pimpante!

Le facezie da salotto sono finite, mo’ si parla del fumetto! In formato breve, perché ho già detto molto sul post della serie animata; da questo primo numero, mi sembra che la storia sia identica.

Il volume pubblicato da JPOP

Dato che si parla di “gioielli”, la JPOP ha scelto una confezione lussuosa… ed è una confezione in tutti i sensi!
Per la prima tiratura, il primo volume è racchiuso in un cofanetto (jewel box) che contiene anche una sovracoperta alternativa e cinque carte illustrate.

Il contenuto del box, trovato sulla pagina Facebook dell’editore italiano.
L’effetto sbriluccicoso delle sovraccoperte mi impedisce di farne scansioni vagamente apprezzabili

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Kurogane, di Kei Tome

Era il 1999, quando conobbi un’autrice di fumetti giapponesi (mangaka, per chi non ama i corrispettivi in italiano) chiamata Kei Tome, una donna dal tratto davvero interessante: il suo primo fumetto che ho letto è Kurogane, di cui gracchierò oggi. Vorrei scrivere “il primo di molti”, ma ahimè, gli editori italiani non si ricordano spesso di Kei Tome – e non voglio scrivere sciocchezze come “preferiscono pubblicare solo roba commerciale senz’anima” etc., perché di fumetti interessanti ne escono a casse ogni settimana, ma è certo che vorrei seguire meglio la carriera di questa brava artista. Anche perché, dopo una pausa di alcuni lustri che nemmeno Togashi, pare finalmente che sia ripresa la pubblicazione di Kurogane!

Kurogane 101

Scansione

Giappone, presumibilmente intorno al 1800. Jintetsu, un giovane assassino prezzolato e maestro di spada, muore a causa di un branco di cani feroci. Prima della sua fine, un uomo geniale raccoglie il suo corpo martoriato, quindi usa la propria scienza per sostituire le parti mancanti di Jintetsu con elementi meccanici, rendendolo simile a una bambola automatica, ma preservandone il cervello e la personalità.
L’inventore ha ovviamente un proprio scopo…
Poiché Jintetsu non ha conservato la propria voce nel processo, l’inventore gli consegna una spada, Haganemaru, in cui ha trasferito la conoscenza di un uomo: in prossimità di Jintetsu, Haganemaru è in grado di parlare al posto del giovane “cyborg”, permettendogli di intrattenere almeno dei rapporti superficiali con le persone.
Inizia così la seconda vita di Jintetsu e il suo lungo viaggio senza meta, segnato da incontri e separazioni.

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