Castlevania: Lords of Shadow 2, per Playstation 3. Prima parte: una breve introduzione

Dopo aver vissuto le avventure di Gabriel Belmont, oggi vestiremo i panni – relativamente inediti, nella serie – di Dracula in persona!
Pur consapevole che tra i due Lords of Shadow ci sono alcuni giochi che devo ancora affrontare, devo dire che qualche cosa non mi torna, nell’evoluzione della storia tra il precedente capitolo e questo, ma si parla di pochi dettagli che non ho intenzione di anticipare. Un giorno vedrò di acquistare ciò che mi manca sul Playstation Store, magari i pezzi combaceranno tutti.
Ma ora veniamo al Dracula palestrato di questo “seguito del reboot”.

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Dracula si è ormai insediato in quel castello diabolico che, presumibilmente, un tempo apparteneva a Carmilla, vampira maliarda e senza scrupoli. Usato garantito.
Mentre sta per finire il sangue contenuto nel suo calice, il nuovo Signore oscuro subisce l’attacco di un esercito di paladini, inviato dalla Confraternita della Luce: dopo un lungo combattimento contro nemici di ogni genere, Dracula sembra avere la meglio, eppure si risveglia nel suo castello ai giorni nostri, fortemente debilitato: una vecchia conoscenza lo avvisa del ritorno ormai prossimo di Satana, signore degli Inferi, che vorrebbe ridurre entrambi in schiavitù per… motivi di cui non parlerò. Oltre a dominare il mondo.
Il lungo sonno di Dracula ha attirato gli accoliti di Satana fuori dai loro covi, col fine di agevolare il ritorno del Diavolo sulla Terra: con l’aiuto del suo vecchio “amico”, ma anche della sua famiglia di quando era un mortale, Dracula – il male minore – dovrà riottenere i poteri perduti e, paradossalmente, fermare l’avanzata nel mondo di un pericolo peggiore del re dei vampiri.

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Lucidate la frusta, affrontiamo Castlevania: Lords of Shadow, per Playstation 3. Prima parte: storia e ambientazione

Castlevania ha sempre generato qualche perplessità, in molti fan, durante i suoi rari flirt con le tre dimensioni – mi chiedo se sia dovuto alla tendenza conservatrice del fandom di… qualsiasi cosa, perché io, Castlevania per Playstation 2, li ho trovati discreti.
Non eccelsi ma piacevoli.
Come va, allora, con il reboot Lords of Shadow?
Benino, ma non benissimo: il gioco è realizzato con una buona cura, è fluido e dinamico, ma per me, poco ispirato nella costruzione di certi livelli e in altri particolari.
Ma non mettiamo la carrozza di Dracula davanti ai lupi mannari e procediamo con ordine.

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Anno mille e dintorni, il mondo è sconvolto dall’avanzata delle tenebre: intere regioni dell’Europa sono preda della morsa di esseri soprannaturali e maligni, quali lupi mannari, vampiri e creature goblinoidi di varia natura.
La causa è una, in particolare : una misteriosa potenza ha operato un incantesimo che ha isolato il mondo terreno dal Regno dei Cieli, allontanando l’influenza di Dio e permettendo a creature violente e maligne di prosperare.
L’ultimo bastione a difesa dell’umanità è la Confraternita della Luce, un ordine di paladini esperti nel combattimento armato e nell’uso della magia; numerosi confratelli hanno sacrificato la loro vita, intrufolandosi nei territori dominati dai mostri nel tentativo di arginare l’avanzata del Male, ma ottenendo risultati di poco conto.
Fino a oggi.
Un giovane confratello dotato di grande talento, Gabriel Belmont, ha visto morire sua moglie Marie per opera dei mostri e ha deciso di chiudere i conti con le tenebre, una volta per tutte.
Armato di un’antica reliquia – la croce da battaglia, trasformata dall’alchimista Gandolfi in una letale frusta – forte della magia della luce e di quella delle tenebre, Gabriel è pronto a ridurre in pezzi i mostri che piagano il mondo.
Ma prima, dovrà scoprire alcune scomode, atroci verità…

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Silent Hill, il film

“La madre è Dio, agli occhi di un figlio”
Cybil Bennett, in Silent Hill

Fonte: HorrorNews.net

Quando uscì il primo film ispirato alla serie di videogiochi Silent Hill, ho sperato e tremato al tempo stesso: i film tratti dai videogiochi presentano sempre delle magagne, dovute anche alle difficoltà di traghettare la storia da un mezzo narrativo a un altro.
Dopo averlo visto, mi sono rincuorato, perché nonostante alcuni pesanti difetti, si capisce che chi ha creato quest’opera conosce i giochi della serie: infatti, pur tradendo la storia del primo gioco e creando un film tutto al femminile (i personaggi chiave sono tutti donne) il film preserva spirito e atmosfere della serie, aggiungendo blandi elementi di critica verso la fede cieca dei fanatici.
E in più, il personaggio di Sean Bean non muore! °O°

Silent Hill 101

I coniugi Rose e Cristopher Da Silva sono una coppia felice, assieme alla loro figlia adottiva Sharon, ma la ragazzina, che ha problemi di sonnambulismo e fa continuamente incubi su una città chiamata Silent Hill, finisce per dividere la coppia sul modo di affrontare il problema.
Rose decide di portare la bambina a Silent Hill, mentre Chris cerca prima di impedirlo, poi di ritrovare moglie e figlia, che paiono scomparse nel nulla.

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