I figli di Saturno, di Charles Stross

Ho finito di leggere questo libro già da un po’, ma ho lasciato passare in cavalleria la consueta gracchiata in zona Urania perché… barrate la risposta che preferite

  • caldo
  • pigrizia
  • altri impegni

Spoiler: sono tutte corrette!
Ora che ho fatto il brillante, possiamo andare avanti, verso Saturno e non oltre – a questo libro ne segue un altro, accompagnato da un racconto, entrambi inediti in Italia. Credo.

I figli di Saturno 101

Alla fine, ce l’ha fatta: l’umanità si è estinta, lasciandosi dietro un principio di civiltà spaziale ereditata dai suoi servi robot/androidi (sulla questione semantica, arriveremo dopo).
Uno di questi servi è un robot femminile di nome Freya Nakamichi-47, una delle ultime della sua serie di cortigiane-geisha-robot di piacere, esternamente simile a un essere umano, ma dotata di alcune funzioni non tipiche della nostra specie.
A causa di un incidente con una aristo (parte della classe dirigente del nuovo ordine) Freya deve spingere le proprie capacità al limite per poter scappare e sopravvivere, accettando di diventare un corriere per conto della Jeeves Corporation e cacciandosi in un ginepraio senza fine, ma arrivando anche a scoprire delle verità insospettabili sulla propria serie di robot, sui suoi datori di lavoro e sui nemici che, volente o nolente, finisce per farsi nel corso delle sue avventure.

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