Come procede la vita nella voliera?

Eh, procede tra piccole e grandi seccature, tra cui spicca il caldo in aumento, stemperato in questi giorni da un piacevole maestrale! ♥
Purtroppo sono ancora lontano da riprendere a bloggare e commentare in modo regolare, temo di stare sperimentando un leggero esaurimento delle forze: c’è troppa roba a cui voglio stare dietro (con esiti altalenanti) e ancora di più a cui DEVO stare dietro.
Ma come avevo semi quasi promessFORSE, ho pensato di informare chi legge la voliera dell’andamento del mio otium, cioè l’ozio alla maniera degli antichi romani e non come vizio. Che comunque non disprezzo, l’archetipo junghiano che più mi rappresenta è Ciccio di Nonna Papera!

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Lo stato dei lavori: grandi speranze

Le muse dei GDR giocano a dadi con l’ambientazione del gioco?

Sono lungi dall’aver completato il prototipo del mio Storiaverso, ma con la complicità di Luderella, in queste ultime settimane sono riuscito a riconoscere alcuni vicoli ciechi senza perderci troppi giorni e a stabilizzare l’idea centrale del gioco in una forma che, futuri test permettendo, sembra promettente.
Prossimo passo: imparare a scrivere periodi più brevi.
Detto ciò, è possibile che, entro breve, io torni a una routine blogghereccia un po’ più normale – miei post + letture e commenti da altre parti, per tacere di un succoso guest post di Denis che scalpita in bozza – toccando l’argomento Storiaverso solo quando ci sarà qualcosa di significativo da dire.
Deja vu: imparare a scrivere periodi più brevi.
Incrocio le dita, e pure i flussi – sperando che Luderella non sia parente di Gozer e non la prenda male! ;)

Priorità

No, non è un discorso serio sulla situazione contingente, chiudi e apri, apri e chiudi – l’Italia o la bocca?
Le menate che sto per scrivere nascono dal fatto che le idee più interessanti – almeno dal mio punto di vista – mi vengono in mente mentre sto per addormentarmi, costringendomi a rialzarmi dal letto per prendere appunti, quindi tornare a letto, per poi avere un’altra idea e rialzarmi → ripetere il ciclo per un numero indefinito di volte, in barba all’ora.
Anche in periodi più sereni di questo, ciò mi ha sempre predisposto verso l’insonnia.
E cosa mi sarà mai venuto in mente? Una soluzione ai problemi del mondo?
Col cavolo!

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