Lo stato dei lavori: grandi speranze

Le muse dei GDR giocano a dadi con l’ambientazione del gioco?

Sono lungi dall’aver completato il prototipo del mio Storiaverso, ma con la complicità di Luderella, in queste ultime settimane sono riuscito a riconoscere alcuni vicoli ciechi senza perderci troppi giorni e a stabilizzare l’idea centrale del gioco in una forma che, futuri test permettendo, sembra promettente.
Prossimo passo: imparare a scrivere periodi più brevi.
Detto ciò, è possibile che, entro breve, io torni a una routine blogghereccia un po’ più normale – miei post + letture e commenti da altre parti, per tacere di un succoso guest post di Denis che scalpita in bozza – toccando l’argomento Storiaverso solo quando ci sarà qualcosa di significativo da dire.
Deja vu: imparare a scrivere periodi più brevi.
Incrocio le dita, e pure i flussi – sperando che Luderella non sia parente di Gozer e non la prenda male! ;)

Priorità

No, non è un discorso serio sulla situazione contingente, chiudi e apri, apri e chiudi – l’Italia o la bocca?
Le menate che sto per scrivere nascono dal fatto che le idee più interessanti – almeno dal mio punto di vista – mi vengono in mente mentre sto per addormentarmi, costringendomi a rialzarmi dal letto per prendere appunti, quindi tornare a letto, per poi avere un’altra idea e rialzarmi → ripetere il ciclo per un numero indefinito di volte, in barba all’ora.
Anche in periodi più sereni di questo, ciò mi ha sempre predisposto verso l’insonnia.
E cosa mi sarà mai venuto in mente? Una soluzione ai problemi del mondo?
Col cavolo!

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Gioco di ruolo e improvvisazione. Seconda parte: più parole, meno cliffhanger!

Dopo una prima parte in cui mi sono divertito a parlare di un po’ di tutto, passiamo davvero al cuore dell’argomento: l’improvvisazione in un gioco di ruolo.
Alcuni master non si trovano tanto bene a improvvisare, per i motivi più disparati, come

  • scarsa esperienza
  • timore di avere poca fantasia
  • volontà di affrontare il gioco in modo “procedurale” perché rassicurante – pur apprezzando le storie non lineari, quando le fanno gli altri
  • paura di essere lenti a improvvisare, spezzando il ritmo della storia

Per altri è naturale come respirare e non scrivono una riga di spunti per la storia nemmeno sotto tortura. Così dicono. Beati loro.

Che tipo di master sono?

Prima di dire la mia, spiego che master sono, così potrete calcolare la tara dei miei consigli: mi dedico al gioco di ruolo da più di vent’anni e anche se questo non fa di me un esperto, due suggerimenti posso provare a darli.
Sono bravo, come master? Direi discreto, ma non costante: come tutti, ho agevolato storie carine e storie schifose, ho interrotto un tot di partite e storie, e altre le ho completate.
Ero un po’ tirannico, all’inizio (così mi avevano insegnato dovesse comportarsi un “buon master”, per tenere il gruppo concentrato) e cercavo di pilotare le scelte dei giocatori con trucchetti cretini, ma meno di alcuni master con cui ho giocato, e in alcuni anni mi sono convinto a sviluppare uno stile più morbido, dove serve, e a stare attento a ciò che vogliono i giocatori.
Non regalo nulla su un piatto d’argento, ma cerco di far emergere delle opportunità di successo per tutti quanti, direttamente dagli eventi della storia, mantenendomi coerente con ciò che ricordo sia accaduto in precedenza.
A volte, mi prendo delle piccole pause per riflettere, e pazienza per il ritmo del gioco e il metateatro del gdr, non sempre sono così veloce a pensare da produrre l’idea del secolo in due secondi.
Nel tempo, ho imparato a improvvisare un po’, ma non sono un talento naturale.

Invocazione alla Musa

E ora, con l’ispirazione garantita da Luderella, musa del gioco di ruolo, vediamo alcuni trucchi per l’improvvisazione in un gioco di ruolo! Non tutti, eh: solo quelli che uso io.

Cantami, o Musa, del gioco di ruolo
e dell’ispirazione divina, di Prometeo fiamma,
un tempo negata e poi resa ai mortali,
che rende in catene il noioso vuoto,
ceppo delle parole che silenzia gli attimi,
i più importanti del ludico cimento.

La Musa Luderella, o Ludicore, rappresentata dallo scultore nell’atto di lanciare 2D6, mentre fa da master per le altre divinità, con l’aiuto di un manuale delle regole o di uno scenario acquistato in negozio
(Fonte: Infovisual)

Non so scrivere poemi epici, perciò accontentatevi! :P

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