Immersione, capitolo 10

Riassunto della puntata precedente

Eleonora e Angéllos arrivano al palazzo del Re, l’enorme “colonna” attorno a cui era avvolto il drago marino. Mentre attraversano il lungo corridoio che conduce agli appartamenti del Re, Eleonora si rivela una cheater, sperimentando con successo un comando vocale che Alistair non le ha insegnato. Ormai, la nostra esploratrice olografica è di fronte alla porta della camera regale…

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– Avevi davvero tanta fretta di arrivare? – Angéllos si volta verso di me, con un tono da mammina scocciata in bocca.
– Scusa, è che non ho mai incontrato un Re e sono curiosa di conoscerlo; in più, mi fanno male i piedi, fare un miglio e mezzo con queste scarpe sarebbe una tortura…
– Contenta tu! – mi sorride: i suoi denti non sono toccati dal viola della sua fosforescenza, è come se brillassero di bianco per conto loro.

Angéllos si scosta di lato e allunga il braccio destro verso la camera di fronte, come quando la servitù, nelle feste delle fiabe, fa strada agli ospiti: – Ecco i quartieri del Re!
Precedo Angéllos entrando nella stanza, illuminata da una luce verde proveniente dal basso: il pavimento è coperto di conchiglie fosforescenti. Provo a calpestarne una: ovviamente non dà la sensazione di essere sotto la scarpa, ma sento un crack e quando sposto il piede, la conchiglia è rotta.

La camera del Re è un cilindro altissimo e largo circa il triplo del corridoio. Più di metà della stanza, partendo dal centro, è occupata da un blocco di corallo arancione che si innalza verso il soffitto, senza però raggiungerlo.
Le dimensioni della camera regale non tornano: è strano che Alistair possa aver sbagliato certi calcoli, vista la cura certosina che ha messo nel programmare molte altre parti della demo… Forse, il palazzo non è realmente una colonna circolare, non alla base, per lo meno. Dopo l’incontro, voglio rivedere l’edificio da fuori, ma intanto calpesto ancora un po’ di conchiglie: queste non scappano come le altre e in più, crocchiano che è un piacere!

I toni binaurali rimbombano sempre più forti: perfino il blocco di corallo sembra vibrare! Che sia questo coso, il Re?
Chiediamolo alla nostra guida.
– Il Re di Atlantide… è il blocco di corallo?
– Ma che sciocchezze dici! – mi risponde Angéllos, ridendo – Il corallo è uno schermo, perché nessuno può contemplare la gloria del Re senza essere autorizzato! Se vuoi vederlo, devi girare attorno al corallo, ma sii attenta a non disturbare Sua Maestà: sta sognando! – e fa un gesto con la mano verso la mia sinistra, indicandomi quel lato del blocco corallino.
E io passo da destra: cafone d’un tritone!
Lo lascio indietro, mentre inizia a scuotere la testa. Dopo aver incontrato il Re, verificherò se esista il comando Kill Angéllos

Che fastidio, questo coro di balene regali è sempre più forte. Meglio che mi tappi le orecchie, prima di proseguire.

Supero il bordo estremo dello schermo di corallo: davanti a me, c’è solo un buco del diametro di circa cinquanta metri, da cui emerge una cupola verde–azzurra, larga come metà del foro e macchiata di nero e viola – se non fosse così scura, penserei a una strana medusa.
Qui, il canto è davvero forte e si capisce che proviene dalla cupola. Siamo ben oltre il Dolby: un’altra trovata che andrebbe brevettata.
– Questo sarebbe…
– Sì, è il Re. La sua nuca, almeno: se fossi passata da dove ti ho detto, lo avresti visto di fronte dall’inizio…
– Beh, faccio sempre in tempo a… Scusa, hai detto: la sua nuca? Ma quanto diavolo è grande?