So I’m a spider, so what?, di Asahiro Kakashi. I primi quattro volumi

Isekai.
Mi è già capitato di parlare di opere di questo genere, ma ho imparato la parola solo pochi mesi fa: è quel tipo di storie in cui una persona della Terra finisce in un mondo alternativo. Di solito, questo in Giappone significa ritrovarsi in un mondo fantasy che tende a ricalcare certe dinamiche da videogioco.
So I’m a spider, so What? è un fumetto isekai che, come altri negli ultimi lustri, deriva da una serie di light novel di buon successo (almeno in Giappone, ma il formato di questi romanzi brevi sta acquisendo un buon seguito anche in Italia).

So I’m a spider, so what? 101

Una normale giornata in una scuola superiore, con ragazzi e ragazze che chiacchierano nei momenti di pausa o seguono svogliatamente una lezione. Di colpo, senza che nessuno possa capire come accadano le cose, un lampo sembra sbriciolare l’intera classe in una miriade di pixel…
Nel buio, una persona intrappolata cerca di liberarsi da qualsiasi cosa la trattenga: la sventurata scoprirà presto di essere un ragno, uno tra le migliaia di una spaventosa nidiata di aracnidi cannibali grandi come un beagle, ma a differenza degli altri, lei possiede una coscienza e una complessità di pensiero umana. È una delle studentesse della classe appena cancellata dalla realtà, che per un capriccio cosmico si ritrova a essere diventata un ragno mostruoso.
(Per inciso: come se i ragni non fossero tutti mostruosi, almeno per me :P)
Datasi alla fuga per sfuggire al tradizionale pranzo della sua nuova famiglia (il cannibalismo) la ragazza senza nome deve capire al più preso quali leggi regolino il mondo in cui si è risvegliata e il suo nuovo stato: essere un ragno in un dungeon pieno di mostri è brutto, ma essere morta sarebbe sicuramente peggio!

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Geek League presenta: Hallowgeek. E io presento Kukla – Gothic Horror!

Anziché combattere i supercattivi dell’Ipersfera Nerd, come il malefico Barone Grumponi, dedito a cancellare fantasia e divertimento dal mondo (già, invento elementi della “mitologia” della Geek League senza consultarmi con gli altri :P ) stiamo finendo tutti per dedicarci ad affrontare minacce e supercattivi della vita reale, come il Dottor Scadenze Improrogabili e la Truppa dei Troll sui social: per questo motivo, la serie regolare di Geek League sta decisamente latitando, ma almeno gli speciali ce li concediamo!
Speciali come questo secondo Hallowgeek, in cui io e alcuni colleghi della League parleremo non di episodi TV a tema Ognissanti/horror, come l’anno scorso, ma di un fumetto horror.
Io ho scelto Kukla – Gothic Horror, della PlayPress.

Kukla – Gothic Horror 101

Copertina italiana

Kukla è una città dell’Europa dell’est che vive nella pace, ma è una tranquillità non priva di prezzo: la causa della stabilità e prosperità del posto è la presenza di una donna chiamata Veruma, una bella e ricca signora, temuta e rispettata dagli abitanti di Kukla.
Veruma, iniziata una relazione con il giornalista giapponese Chikao Shino, si ritrova a perdere l’uomo in circostanze misteriose, così invita a vivere con lei Kaito, il figlio di Chikao, ormai solo al mondo.
Kaito accetta e inizia a vivere nella misteriosa Kukla, città i cui abitanti provano un misto di timore reverenziale e terrore puro per Veruma, e in cui le persone tendono a sparire senza apparente motivo…

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[Guest post] Leone il cane fifone, di Denis

Oggi, Denis ci offre un guest post dedicato a Leone il cane fifone, una delle commedie “horror” più divertenti di Cartoon Network.
Era più che altro una serie grottesca e un po’ demenziale, ma il ricorso a numerose icone horror (come zombie e mostri vari) e la reinterpretazione di certe trame – tra cui ricordo una specie di “isola del dottor Moreau”, in cui le persone venivano trasformate in veicoli ed elettrodomestici – alla fine mi ha sempre dato l’idea della parodia del genere horror.
Per questo motivo, un amante del genere non dovrebbe farsi mancare questo piccolo gioiellino animato! ;)

PS: Denis ci offre anche alcuni screenshot, che credo provengano da registrazioni un po’ usurate.

Leone il cane fifone, di Denis

“Stupido cane!”

Leone il cane fifone è una serie animata di 103 episodi da 11 minuti l’uno, prodotta da Stretch Films e Cartoon Network tra il 2000 e il 2002, i cui episodi sono tutti diretti dal suo creatore, John D. Dilworth.
Leone è un piccolo cane rosa con alcune macchie nere, che vive assieme agli anziani coniugi Bagge, Giustino (doppiato in quasi tutte le stagioni da Mino Caprio, la voce di Peter Griffin) e Marilù: sono contadini dell’Arkansas, precisamente della amena cittadina di Altrove (nomen omen) a cui capitano disavventure di ogni sorta, risolte sempre dal piccolo Leone. Le storie si svolgono anche in altri posti.
Leone è goffo e invece di parlare, farfuglia; avverte il pericolo prima dei padroni, ha un dente bucato che indica la sua golosità verso i dolciumi e quando vede i mostri, alieni o altro, ha delle reazioni esagerate, tipo occhi fuori dalle orbite, la pelle che si stacca facendo uscire il suo scheletro e così via, insomma, all’inizio si spaventa esageratamente, ma poi salva sempre i due vecchietti.
Marilù è una dolce vecchietta che adotta Leone da cucciolo, sa ballare, ama mettere l’aceto in ogni piatto, sa suonare il sitar ed è gentile con tutti, anche con i mostri e gli animali.
Giustino è un vecchio ingobbito e ingordo di soldi, che si diverte a trattare male Leone, spaventandolo spesso con una maschera verde; ama mangiare e guardare la televisione.
Il Dottor Vinaloo è un’indiano che cura Leone o Marilù, in genere non risolvendo niente.
Il Computer è un semplice PC a cui Leone chiede aiuto per risolvere i problemi, ma che di contro, lo prende sempre in giro.
Shirley è una chihuahua e la medium di Altrove, capace di contattare i defunti e metterli in contatto coi vivi. È l’unica in grado di capire Leone.
Ma Bagge è la mamma di Giustino, anche se sembra più giovane! Indossa una parrucca perché è pelata ed è avida di soldi come il figlio.
In realtà il cartoon ha un che di horror perché i nemici di Leone, in genere, vogliono mangiare i Bagge oppure ucciderli; alcuni sembrano rappresentare dei disturbi mentali o la paura di Leone di perdere i suoi padroni.

Sottotraccia, la serie parla anche di morte e della paura dell’abbandono, infatti negli episodi finali verrà spiegato che Leone ha un veterinario, che prende i genitori del cane e li spedisce sulla Luna o qualcosa del genere, lasciando Leone orfano; Marilù diventa la nuova “madre”, salvandolo da una vita randagia, da cui l’attaccamento di Leone per Marilù.
Leone riuscirà a spedire nello spazio il veterinario, che verrà ucciso fuori campo dai genitori di Leone e dagli altri cani, ma Leone non li rincontrerà mai più: infatti, in una riga di dialogo, Marilù dice a Giustino “Ti sei mai chiesto come vede il mondo lui?”.
Lo sguardo in camera di Leone, o qualche altro animale, che sorride, in genere con gli occhi allucinati, sono tocchi di classe.

Su internet si possono trovare due teorie: nel finale della prima stagione, mentre l’alligatore Fusilli (un teatrante girovago) e gli altri recitano, da una maschera sul soffitto fuoriescono dei fili, che trasformano le persone in marionette; la fine che fanno Giustino, Marilù e pure Fusilli, che di fatto muoiono, spiegherebbero il motivo per cui le stagioni successive diventino sempre più horror e allucinate, dimostrando che la mente di Leone è ormai distrutta dalla perdita dei suoi padroni e non restano altro che le sue allucinazioni, infatti nel finale di episodio muove le marionette dei Bagge ricreando la sigla iniziale.
La seconda sarebbe che Leone, avendo perso i genitori e avendo paura di perdere i padroni, veda le persone normali che entrano in casa e il mondo esterno come pericoli inesistenti, generati dalla sua mente traumatizzata.


Per te, una delle migliori serie animate degli anni 2000.

Una mia gracchiata sulla prima teoria

Non so quanto possa essere valida, la teoria di Leone che sbrocca e immagina le sue avventure come allucinazioni: alla fine, Leone il cane fifone è la classica serie in cui succedono pasticci inenarrabili, che però influiscono poco o nulla sulla continuity della storia, nei successivi episodi.
Ho smesso di contare tutte le volte che Giustino e/o Marilù (ma anche Leone) ci hanno lasciato la pelle o sono stati trasformati in qualcosa di assurdo!

Stessa cosa capitava nell’altra grande serie “horror” di Cartoon Network, vale a dire Le tenebrose avventure di Billy e Mandy. Alcuni esempi: in un episodio, tutti i personaggi si ritrovano il cervello mangiato da una meteora lovecraftiana e in un altro, vengono tutti trasformati in cloni di Nergal, l’essere che vive al centro della Terra. Ma nelle successive puntate di Billy e Mandy, non si trovava traccia di questi eventi.

Certo, la teoria dello sbrocco di Leone è suggestiva (e in una serie non per “bambini”, aggiungerebbe uno strato di significati interessante, pur col rischio di usare una variante del finale “è tutto un sogno”): nella serie capitano tante di quelle cose assurde che si possono trovare indizi di ogni genere, a favore della teoria… ma anche contro. ;)