Luck & Logic, su Yamato Animation

Nuovo giro di cartoni in screaming streaming su Youtube, oggi tocca a Luck & Logic: una serie in cui alcuni adolescenti, dotati di un certo talento, possono “indossare” le divinità per utilizzarne i poteri, così da poter combattere alla pari con altre divinità.
La serie non nasce come opera d’animazione e nemmeno per raccontare davvero una storia: Luck & Logic è, in origine, un gioco di carte collezionabili, pubblicato qualche anno fa in Giappone.

Luck & Logic 101

Fonte: AnimeClick

Ormai è accertato, la Terra è solo uno dei vari mondi presenti nel multiverso: attualmente, il pianeta è in uno stato d’allerta continuo da diversi anni, dato che subisce le continue intrusioni di esseri provenienti da altri mondi, definiti Foreigner – cioè stranieri, forestieri o estranei.
E non sono alieni qualsiasi: sono divinità, impegnate su diversi fronti in una guerra cosmica per il controllo del mondo divino di Tetra-Heaven, conteso tra gli dei e i demoni.
La guerra, conclusasi a favore degli dei, ha visto i demoni aprire dei cancelli interdimensionali per ripiegare su Septpia, il nome da multiverso della Terra.

Yoshichika Tsurugi è un logicalist, ovvero una persona dotata del talento di entrare in sintonia con una divinità, da pari a pari. O almeno, questo accadeva tempo fa, dato che in una battaglia a Hong Kong, Yoshichika ha perso parte della sua logic, nella fattispecie, l’aspetto della sua personalità che gli permetteva di effettuare la Trance con la divinità contraente di allora.
Ma nel presente, all’età di 17 anni, Yoshichika ha la possibilità di tornare a essere un logicalist: un foreigner, la dea Athena, ha trovato la carta che rappresenta la sua attitudine come logicalist ed è disposta a diventare la sua nuova contraente.

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Missione su Minerva, di James P. Hogan: qui finisce il ciclo dei Giganti, per cause di forza maggiore

“Credo di aver superato anche io la capacità di sorprendermi. L’ultima volta che ti ho spedito da qualche parte, sei tornato portandoti dietro un universo al completo. Stavolta lo farai con l’intero Multiverso. Ma è il limite massimo. Per forza. Non c’è niente di più grande. O no?”
Gregg Caldwell, in Missione su Minerva

Si conclude il ciclo dei Giganti di Hogan – finalmente, ma non perché ne avessi abbastanza, solo perché ero curioso di vedere i botti! Tanto più che, secondo me, se l’autore fosse ancora vivo, ci regalerebbe un altro giro di giostra: qualcosa nel finale – perfettamente concluso, sia chiaro – mi fa pensare che avrebbero potuto esserci ulteriori sviluppi…

Missione su Minerva 101

Scansione della copertina

Sarebbe stata una giornata tranquilla per Victor Hunt, il fisico che ha contribuito a rivoluzionare le prospettive storiche e scientifiche dell’umanità con la scoperta delle sue origini, il primo contatto con una specie aliena, l’alleanza con la suddetta specie e la rivelazione di un bizzarro universo, “fantasy, ma col trucco”.
Solo che Victor riceve una telefonata impossibile: una chiamata da un se stesso futuro, che gli dà… si dà… (ci siamo capiti) anche delle convenienti dritte sull’investimento in borsa di un’azienda promettente e ancora non quotata – la forma più estrema di insider trading, senza dubbio: dal futuro al passato!
Al di là delle questioni prettamente finanziarie e penali, quest’unico evento permette agli scienziati terrestri e thurieni (i Giganti) di iniziare a imbastire una “fisica del Multiverso”, che potrebbe permettere di viaggiare in altre realtà.
Tra un bizzarro incidente e un inconveniente, questa nuova branca scientifica apre un orizzonte a cui i thurieni tengono moltissimo: viaggiare indietro nel tempo fino alla loro antica patria, lo scomparso pianeta Minerva, per dare vita a una linea temporale in cui la guerra tra le due superpotenze minerviane non avrebbe posto fine al mondo…

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Una classica “magia” Mondadori per stregare la science fantasy: Progetto Jennifer, di Charles Stross

“Di solito non ricordo i sogni che faccio perché sono in gran parte surreali e/o incomprensibili – cammelli a due teste che mi rubano l’hovercraft, divinità-calamaro con ali da pipistrello che mi spiegano perché dovrei accettare le offerte di lavoro della Microsoft, e amenità simili -, ma questo spicca per il suo macabro realismo.”
Bob Howard, in Progetto Jennifer

Oggi la prendo molto alla lontana, siete avvisati… con un raccontino!

The (not so) Prestige, di Conte Gracula

Un uomo in frac, col cappello a cilindro e il farfallino al collo, apre il suo mantello nero foderato di rosso e fa un profondo inchino. Il cappello gli cade dalla testa e molti conigli denutriti e colombe spennacchiate ne approfittano per fuggire.
– Gentili dame e munifici cavalieri, benvenuti allo spettacolo di magia del Grande Mondadorì! Mi esibirò oggi in un numero di manipolazione assai pericoloso, perciò consiglio ai deboli di cuore e ai lettori più sensibili di abbandonare la sala adesso, per evitare spiacevoli conseguenze…
Un certo numero di romanzi, e di lettori di George Martin, si alza per abbandonare la sala.

– Bene, sono passate poche righe e molti di voi sono ancora qui: immagino che non vogliate perdere l’occasione, tutt’altro che unica e rara, di essere spettatori del mio più grande prodigio… ma prima, ho bisogno di un volontario!
Il mago vaga per la sala, guardando tra le poltrone ancora occupate e facendo cenni di diniego.
– Lei no (troppo ingombrante) lui nemmeno (troppo famoso) e nemmeno questi due (hanno firmato con un altro editore)… eccola lì, lei è perfetta, signorina!
Il mago si avvicina a una fanciulla snella, coi capelli lunghi e raccolti in una coda di cavallo. Segue uno stile “adorkable“: jeans comodi, maglietta con la scritta “Intersect is only a dark magick”, camicia a quadri. Porta sotto braccio un computer portatile, con un pentacolo rosso aerografato sullo chassis nero: la figura è disegnata con una serie di 0 e 1, più un 2 in ogni punta della stella.
– Allora, come si chiama questo meraviglioso esemplare di romanzo breve? – chiede Mondadorì alla fanciulla.
– Mi chiamo Jennifer, The Jennifer Morgue, ma da quando sono arrivata in Italia, mi faccio chiamare Jennifer Progetto… pardon, Progetto Jennifer.
– Bene, signorina Progetto, vorrebbe confermare ai nostri spettatori che noi due non ci conosciamo?
– Assolutamente no, noi due non ci conosciamo. La vedo ora per la prima volta da mesi, quando mi ha tradot…
– Per l’appunto, io e la signorina siamo dei perfetti sconosciuti l’uno per l’altro! Si accomodi sul lettino signorina, mentre io preparo la sega per il numero.
– La sega? Cosa significa, Grande Mondadorì?
– Ah ha ha, non si preoccupi, è un numero che ho perfezionato con alcuni volontari, in passato; tutte le prime edizioni della famiglia Le cronache del ghiaccio e del fuoco si sono sottoposte a questo numero e nessuno è morto, anzi: ora sono molti più di prima…
Il prestigiatore lega la fanciulla al tavolo con dei ceppi fatti di durissima cartapesta, ricavata da manoscritti che non hanno vinto il premio Urania.
– Ma dopo mi farà tornare come prima? – chiede Progetto Jennifer preoccupata.
– Ah ha ha – ride il grande Mondadorì, lisciandosi il baffo curvo – ma certo… che no!

Seriamente

Ebbene sì, la Mondadori ha rifatto il suo “vecchio trucco del libro segato in due”, stavolta all’interno della collana Urania: The Jennifer Morgue è diventato Progetto Jennifer, in italiano, ed è stato diviso in due libri, pubblicati tra settembre e ottobre 2018.
Sommando le pagine dei due volumi, sono circa 344 pagine: 167 la prima parte, 177 la seconda, contando anche frontespizi e pagine vuote all’inizio dei due volumi. Il resto di ogni libro è occupato da un diverso racconto italiano.
Facendo un veloce paragone con Rapporto sulle atrocità, il precedente libro di Charles Stross (269 pagine, senza contare postfazione e glossario, già presenti nell’edizione in lingua originale) si nota che i due libri di Progetto Jennifer sono scritti con un font un po’ più grande e un’interlinea più ampia, ma qualcosa mi dice che la magia del grande Mondadorì non avesse come fine la comodità di chi ha problemi di vista… o forse si è offeso perché il libro di Stross precedente, che conteneva i due racconti Rapporto sulle Atrocità Giungla di cemento, l’ho non-recensito in due parti?
Mah, tra vedere e non vedere, vi beccate due post a tema anche a questo giro. Ringraziate il grande Mondadorì!
Anticipo che mentre scrivo queste righe, devo ancora iniziare la seconda parte della donna segata in due storia: perciò, mentre la prima parte è carina (spoiler! :P ) non so ancora se la seconda chiuda degnamente la vicenda.

Progetto Jennifer prima parte 101

Fonte: scansione

Un cambiamento nei quadri di comando della Lavanderia, il servizio segreto taumaturgico del Regno Unito, apre una possibilità di avanzamento per Bob Howard, ex analista e tuttora tecnico informatico della struttura, oltre che agente sul campo esperto in armi mistiche. Col nuovo rango, dovrà presenziare a un incontro di routine tra i rappresentanti di altri servizi segreti occulti europei (tre aggettivi di fila, non lo faccio più!) per discutere di noiosissime questioni burocratiche.
Ma in Germania, sede dell’incontro, succedono cose strane e sinistre, e Bob si ritrova costretto, in modi particolari, a collaborare con una femme fatale della Camera nera, un organo di spionaggio totalmente inumano: la bellissima Ramona Random, la “Bond girl” di questa storia, metterà a dura prova – con una bizzarra combinazione di bellezza, fascino ultraterreno e appetiti discutibili – la morale di Bob, il quale è felicemente impegnato con una filosofa, e dunque potentissima strega, dalle molte risorse.
L’obiettivo della missione è Ellis Billington, ricchissimo fornitore di software stregato per le agenzie segrete del mondo “libero”: il signor Ellington sta giocando pesante, nel tentativo di recuperare – per scopi ignoti – un’arma appartenente a una civiltà di mostri marini, i quali potrebbero spazzare via senza fatica buona parte dell’umanità…

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