Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo – La Battaglia del Labirinto, di Rick Riordan

“Sappiamo contro che cosa lotti ogni giorno. Conosciamo le tue indecisioni. Dovrai compiere la tua scelta, prima o poi. E la scelta potrà ucciderti.”
Giano, in La Battaglia del Labirinto

Quarto libro, manca poco alla fine della prima saga dedicata a Percy Jackson – l’unica che ho potuto leggere finora.
In vista del gran finale, aumenta il numero delle vittime, si chiude qualche sottotrama e visto che c’è un po’ di tempo, abbiamo pure un accenno di triangolo amoroso, che vede il nostro Percy come uno dei vertici.

Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo – La Battaglia del Labirinto 101

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Il nuovo anno scolastico non è ancora iniziato, ma Percy non perde tempo a cacciarsi nei guai fino al collo – non si può dire che manchi di tenacia, nel suo tentativo di ottenere un’istruzione completa!
Sfuggito per un soffio a un attentato “dinamitardo” di una cheerleader, Percy torna al Campo Mezzosangue assieme ad Annabeth, scoprendo una situazione assai grave: la guerra con le forze di Crono – a cui si uniscono continuamente mostri, divinità minori e semidei – è imminente.
Il campo potrebbe non essere sicuro come si pensi, nonostante i suoi confini siano protetti dalla magia del Vello d’oro: uno dei tanti ingressi del Labirinto di Cnosso, dotato di vita propria e cresciuto nel sottosuolo del mondo sin dai tempi del mito, porta proprio all’interno del campo, perciò le forze nemiche potrebbero avere vita facile nell’invasione del luogo, se riuscissero a orientarsi all’interno del dedalo.
L’unica speranza è quella di raggiungere il cuore del Labirinto, per convincere il suo creatore a non schierarsi dalla parte di Crono, ma le forze che tramano contro l’Olimpo sono tante e dai poteri stupefacenti…

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Prima di Lovecraft: Il grande dio Pan, di Arthur Machen

“(…) dopotutto, è una storia antica, un remoto mistero che si manifesta ai giorni nostri, tra le cupe strade di Londra anziché tra i vigneti e le distese di ulivi”
Villiers di Wadham
, Il grande dio Pan

La segnalazione del buon Ysi dell’opera di Hillman Saggio su Pan mi ha spinto a rileggere questa novella di Arthur Machen, in cui sono presenti molte tematiche che Lovecraft farà sue nella stesura dei suoi racconti di orrore cosmico:

  • l’alienità della reale natura del cosmo rispetto alle percezioni dell’uomo
  • l’irruzione dell’orrore cosmico nel quotidiano e il suo rendere folli coloro che ne testimonino l’incommensurabile grandezza
  • la conoscenza come chiave che apra la porta al disastro – mostrando ciò che deve essere celato all’umanità per il suo stesso bene…

Ne emerge un vero e proprio racconto dell’orrore, di quelli col finale non edulcorato: la morte è una prospettiva meno spaventosa, rispetto al fato di coloro che siano testimoni dei misteri del grande dio Pan, personificazione di quella parte del mondo materiale che l’essere umano non può domare con l’aiuto della sua scienza!

Il grande dio Pan 101

il grande dio pan arthur machen
Copertina
(Fonte: scansione)

Il dottor Raymond, un geniale chirurgo la cui dedizione alla medicina trascendentale gli è valsa, negli ambienti più ortodossi, la nomea di ciarlatano, dopo anni di studio ha elaborato una tecnica di neurochirurgia capace di aprire le porte della percezione umana alle verità ultime sul mondo fenomenico: un livello di realtà che il dottore chiama col nome di “dio Pan”.
Privo di scrupoli, sperimenta la tecnica sulla figlia adottiva Mary, a lui devota, col gentiluomo Clarke come testimone dell’esperimento.
Il risultato dell’operazione sarà l’inizio di una catena di depravazione e morte che stringerà il mondo, e soprattutto Londra, negli anni a venire.

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