Sono solo fasi, forse: Desidia Imperatrix Mundi

Veniamo al sodo: qualcuno potrebbe essersi accorto che non pubblico una mazza da circa un mese e sto pure latitando i blog altrui, che pure scrivono cose interessanti. Perché?
Combatto i mostri cattivi in una galassia lontana?
Sono impegnato a scoprire la cura per qualcosa?
Sto inventando un macchinario balordo e utilissimo?
No. Stando a Dizionario Latino, desidia = pigrizia. Ovvero, è un periodo in cui ho poca voglia di stare a scrivere le mie solite cose.
D’altro canto, non voglio buttare tutto ciò che ho fatto in questi cinque anni e nemmeno farmi venire a noia le bloggherie.

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Immersione, capitolo 9

Riassunto della puntata precedente

Eleonora incontra un tritone chiamato Angéllos, una prodigiosa intelligenza artificiale che si offre di farle da guida e di presentarle il Re della città sommersa: pare che il Re sia l’autore di quel canto, simile a quello delle balene, che incuriosisce la ragazza.

9

Ho sempre voluto conoscere un Re, sin da quando ero una piccola principessa – una di quelle che massacrava i mostri a suon di pugni e affondi di spada.
– Mi piacerebbe molto incontrare il tuo Re, Angéllos. Grazie – sorrido e lui mi ricambia: un sorriso inquietante, denti così bianchi non ne ho mai visti nemmeno nei film. Non avranno i maiali e il prosciutto, qui sotto, ma nemmeno il caffè o la cioccolata!

Il tritone nuota davanti a me, facendomi strada tra vie ed edifici tutti uguali, verso un palazzo enorme: sembra avere una pianta circolare, è di colore bianco sporco ed è coperto di ovali piatti grandi quanto un occhio, da cui si irradiano delle propaggini che li fanno sembrare come piccole stelle a otto punte, fatte di calcare.
L’edificio è circondato dalle macerie – in alto, si vedono diversi punti in cui la facciata della struttura è sgretolata – ed è largo più di cento metri, credo. Non ha neanche una finestra: è la colonna attorno a cui era avvolto il serpente gigante.
Un ingresso privo di ante, largo cinquanta metri e alto più di cento, è la sua unica apertura verso l’interno.
Se penso che la maggior parte di quello spazio nemmeno esiste…
Entro con cautela, sembra che tutto possa franarmi in testa da un momento all’altro!

Seguo Angéllos oltre la porta, lungo un corridoio spoglio che ha le stesse dimensioni dell’ingresso: non c’è nessun arazzo, mosaico o bassorilievo e nemmeno mobili, solo un titanico passaggio rivestito di muri rozzi e malridotti, con macerie sparse sul pavimento e un sacco di sabbia.
Un fruscio, e il suono sordo di qualcosa che tocca terra!
Mi volto di scatto, ma sono solo pezzi del muro che franano, liberando polvere nell’acqua.
Stronzo di un Alistair, mi hai fatto spaventare come in un film horror di serie B!

Continuo a camminare, preceduta da Angéllos.
Non c’è nessun segno sul pavimento, prima che faccia un passo in avanti, ma subito dopo aver sollevato il piede, la simulazione si adatta e aggiunge la mia impronta su questa realtà.
Mi fermo un attimo a confrontare l’impronta che ho lasciato: è perfetta, sembra combaciare persino lo schema di rilievi della suola.
Che mi aspettavo, a questo punto? Mi chiedo solo come diavolo sia possibile: forse, Alistair è entrato in casa mia, per fare un calco della suola delle mie scarpe…
Non è meno credibile di quattro pallette che riescono a scansionare una suola da un paio di metri di distanza!

Mentre avanziamo, l’ambiente si fa sempre più buio e dopo tre svolte a destra, non vedo più l’ingresso del palazzo. Nonostante il buio crescente, Angéllos si fa sempre più luminoso: è viola fosforescente e anche se non vedo tutto ciò che mi circonda, riesco almeno a seguire la mia guida, sempre più splendente.
– Angéllos, quanto manca per incontrare il Re?
– Dobbiamo percorrere ancora un miglio e mezzo.
Un miglio e mezzo, e magari si parla pure di miglia nautiche? Non se ne parla proprio! Chissà se possiamo accelerare un po’ il processo… Alistair non mi ha detto di comandi del genere, ma tentar non nuoce: – Fast forward!
Mentre cammino, il tragitto da coprire mi viene incontro, compiendo diverse svolte tutte verso destra: mi sta venendo la nausea, meglio concentrarsi su Angéllos, che nuota velocissimo, ma mantenendo sempre la stessa distanza rispetto a me. Si muove in modo buffo e anche il canto del Re viene accelerato, sembra un coro di balene–chipmunk: mi aspetto di sentire la voce di Dave gridare: – Aaaaalvin! – da un momento all’altro.

Dopo meno di mezzo minuto e altre cinque svolte a destra, appare una luce soffusa, diversa dalla fosforescenza di Angéllos – che si fa subito più tenue: è una corona verdognola che si irradia dall’ingresso senza porte, anche questo grande come il corridoio.
Prima di attraversarlo, dico: – Stop!
Il mondo intorno a me si cristallizza in un fermo immagine perfetto, senza interrompere la simulazione e senza alcuno sfarfallio di fotogrammi: sono di fronte all’ingresso della camera del Re, credo, dato che è la prima luce ambientale che non proviene da Angéllos.

Screenshot! – spero che funzioni, ma soprattutto…
Continue!

True Blog – Il diario della voliera, 6 (che in realtà sarebbe 9, ma lasciamo 6)

true blog

Ed eccoci qua, all’ormai non più tanto consueto appuntamento con questo mio diario di viaggio nell’avventura delle bloggherie! Entro nel nono mese del blog, saltandone diversi per via di alcune piccole disavventure di connessione, che a fine aprile mi hanno impedito di scrivere il True Blog previsto; a maggio, idem con patate, dato che per buona parte del mese non ho avuto accesso alla rete. Infine, a giugno ci si è messa la vita e la pigrizia.
Casualmente, la mia assenza dalla rete è coincisa proprio con l’esposizione al pubblico ludibrio del mio Kavvingrinus! Legge di Murphy, brutta birbantella! E va be’, ormai è acqua passata…

Intanto faccio il punto della situazione: ho da poco superato i sessanta articoli – un miracolo, data la mia lentezza nello scrivere, accentuata dall’aumento della temperatura che mi rende letargico. Sono dunque il contrario dei rettili e nessuno mi potrà più dare della viscida serpe. :^)
Per ciò che riguarda gli obiettivi a breve termine del blog, ormai siamo pienamente nel medio-lungo, di termine: date le mie modeste capacità e la letargia estiva, sono impegnativi da perseguire. Eppure…

Eppure, un obiettivo è stato realizzato: il mio benedetto racconto a puntate ha finalmente visto la luce, in questa cupa voliera! Sarà un bene? Sarà un male? Sarà qualcosa di assolutamente neutro? Propendo per l’ultima ipotesi.
Intanto, eccoci agli obiettivi rimanenti

  • satira ai danni di certi bimbiminkia (ho idea di strutturarlo come una storia legata alle mega-mantidi, devo solo metterci mano. Spero di non dover aspettare il ritorno delle mie forze per – orrore! – settembre od ottobre)
  • cosette divulgative terra-terra (non era quello che pensavo – ho in testa un progetto ambizioso – ma ho almeno scritto una cosina introduttiva sul gioco di ruolo)
  • gdr scaricabile (ecco, qui sono totalmente immobile. Medito molto su come strutturare delle regole dignitose, ma ancora non c’è nulla di valido, a parte qualche seme di idea)

È tutto. Progressi lenti per ciò che riguarda ‘sti obiettivi (ma è un miracolo che mi sia finalmente deciso a postare il raccontino a puntate) rotture di balle extra-blog e caldo mi permettono solo di portare avanti la normale attività della voliera: straparlare di cose che conosco a malapena e delle storie che mi sono piaciute, sistemare meglio i menu, aggiungere mantidi ballerine tra i widget in fondo, le solite cose!

mantide religiosa
Quando lo homo sapiens non c’è, le mega-mantidi ballano!
(Fonte: Il Regno dei Fossili)

Mi sa che devo considerarmi fortunato, ad avere un po’ di voglia di scrivere almeno le mie non-recensioni :P
E ora speriamo di sopravvivere a luglio e ad agosto!