La Biblioteca delle anime, di Ransom Riggs: si chiude il ciclo dedicato ai bambini speciali

“Nel corso della nostra vita, individuiamo molto presto i talenti di cui disponiamo e ci concentriamo su quelli a scapito degli altri. Non è che non esistano altre possibilità; è che non le coltiviamo.”
Mother Dust, in La Biblioteca delle anime

Eccoci al terzo libro dedicato ai bambini Speciali di miss Peregrine: qui si conclude il nostro viaggio nel mondo di Ransom Riggs, fatto di persone con poteri insoliti e fotografie d’epoca bizzarre.
Ne è valsa la pena? Per me sì, ma non posso negare di aver notato dei cali di qualità, nel corso della saga…

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Fonte: scansione

La storia si apre dove si è chiuso il libro precedente: gli Spettri hanno in mano quasi tutti i bambini e ragazzi di miss Peregrine, con l’eccezione di Jacob ed Emma che, accompagnati da Addison (un cane parlante e petulante) riescono a sfuggire alla cattura grazie alle capacità del protagonista.
Un lungo inseguimento nella metropolitana di Londra, nel presente, porta il gruppo a un anello temporale molto particolare: il decadente Devil’s Acre, un anello vittoriano dove ogni genere di traffico è permesso e in cui i nostri protagonisti avranno modo di conoscere il lato più oscuro del mondo Speciale.
In quel luogo, per l’ultima volta, una leggenda mostrerà di avere più solidità del previsto: in un Racconto degli Speciali, censurato tempo prima dal Concilio delle ymbrine, è raccontata la storia di Abaton, la Biblioteca delle anime… e proprio questo racconto rivelerà le oscure mire degli Spettri.

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La casa per bambini speciali di miss Peregrine, di Ransom Riggs

“Quel pomeriggio venne a prendermi a scuola. Lo faceva spesso quando i miei genitori erano a lavoro. Montai sul sedile del passeggero della sua vecchia Pontiac e sentenziai che le sue favole non mi interessavano più.
Jacob Portman, in La casa per bambini speciali di miss Peregrine

Visto che è uscito di recente il libro che conclude questa trilogia, mi sono detto: perché non riprendere la lettura del ciclo dal primo libro? Una volta riletto, la non-recensione mi sembra d’obbligo e con chissà quali tempi, seguiranno anche quelle dei libri successivi.
Quella dei bambini di miss Peregrine è una saga di genere young adult un po’ particolare: i tre libri sono ricchi di fotografie d’epoca – al punto da dare l’impressione che le svolte della trama e i personaggi siano stati progettati per accordarsi alle immagini – e il primo libro ha un taglio particolare, concentrato più sull’introspezione del protagonista che sull’azione adrenalinica.
Non mancano i momenti concitati, sia ben chiaro, ma sono concentrati soprattutto nell’ultima parte del libro.

La casa per bambini speciali di miss Peregrine 101

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Fonte: scansione

Jacob Portman adora suo nonno Abraham, che gli racconta storie meravigliose di quando era bambino: abitava in una casa su un’isola magica, in cui nessuno invecchiava e splendeva sempre il sole, circondato da bambini capaci di compiere prodigi di ogni sorta, sotto la protezione di un saggio uccello.
Ma poiché lui e i suoi amici erano braccati dai mostri, Abraham decise di lasciare quel paradiso per andare a combatterli. Accadde durante la seconda guerra mondiale.
Crescendo, Jacob smette di prendere come oro colato le storie del nonno, complici alcune disavventure scolastiche e famigliari che toccano ai bambini molto fantasiosi… e questo non può che mutare la natura del rapporto tra Abraham e Jacob.

Prossimo a diventare sedicenne, Jacob riceve una richiesta d’aiuto dal nonno, braccato dai mostri della sua infanzia: scettico, il ragazzo si dirige verso casa sua, giusto in tempo per trovarlo pieno di ferite e in punto di morte. E appena raccoglie le ultime parole di un morente Abraham, Jacob vede – o crede di vedere – uno dei mostri di cui gli parlava il nonno!
Per Jacob, trascorrono settimane di autoreclusione per la paura dei mostri, compatimento proprio e altrui e psicoterapia.
Il giorno del suo sedicesimo compleanno, Jacob riceve un dono predisposto dal nonno: un indizio che, connesso alle ultime parole del nonno, gli indica la strada per scoprire la verità sul suo passato. Verso l’isola gallese di Cairnholm.

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