I figli di Saturno, di Charles Stross

Ho finito di leggere questo libro già da un po’, ma ho lasciato passare in cavalleria la consueta gracchiata in zona Urania perché… barrate la risposta che preferite

  • caldo
  • pigrizia
  • altri impegni

Spoiler: sono tutte corrette!
Ora che ho fatto il brillante, possiamo andare avanti, verso Saturno e non oltre – a questo libro ne segue un altro, accompagnato da un racconto, entrambi inediti in Italia. Credo.

I figli di Saturno 101

Alla fine, ce l’ha fatta: l’umanità si è estinta, lasciandosi dietro un principio di civiltà spaziale ereditata dai suoi servi robot/androidi (sulla questione semantica, arriveremo dopo).
Uno di questi servi è un robot femminile di nome Freya Nakamichi-47, una delle ultime della sua serie di cortigiane-geisha-robot di piacere, esternamente simile a un essere umano, ma dotata di alcune funzioni non tipiche della nostra specie.
A causa di un incidente con una aristo (parte della classe dirigente del nuovo ordine) Freya deve spingere le proprie capacità al limite per poter scappare e sopravvivere, accettando di diventare un corriere per conto della Jeeves Corporation e cacciandosi in un ginepraio senza fine, ma arrivando anche a scoprire delle verità insospettabili sulla propria serie di robot, sui suoi datori di lavoro e sui nemici che, volente o nolente, finisce per farsi nel corso delle sue avventure.

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Un numero 1 per 15 anni: Darkenblot – Il futuro è già qui, di Casty e Pastrovicchio

Prima legge: un robot non può recar danno a un essere umano! (…)
Seconda legge: un robot deve obbedire agli esseri umani, purché i loro ordini non contravvengano alla prima legge! (…)
Terza legge: un robot deve proteggere la propria esistenza, purché ciò non contrasti con le prime due leggi!
Un poliziotto, in Darkenblot – Il futuro è già qui

Casty, sceneggiatore di alcune storie di Topolino, festeggia oltre i 15 anni di attività come sceneggiatore Disney, così Riky e Delux hanno pensato di dare vita a un piccolo blogtour/missione in borghese della Geek League per festeggiare questo anniversario.

La torta 3 lustry di Casty, offerta da
Orso Chiacchierone

Ciascuno di noi ha scelto una diversa storia sceneggiata da Casty e oggi parlerà di quella (tranne fperale, che scriverà di quando ha conosciuto Casty): io gracchierò di Darkenblot – Il futuro è già qui, che coincidenzialmente occupa il numero 1 della raccolta di Darkenblot sulla moritura collana Definitive Collection, e dunque, per una volta, la testimonial della non-rubrica sui n° 1 a fumetti, cioè Amelia, è persino più in tema del solito! :P
Una piccola curiosità: darken blot, in tedesco e secondo il traduttore di Google, dovrebbe significare “scurire la macchia”.

Darkenblot – Il futuro è già qui 101

Fonte: scansione

Macchia nera, storico nemico di Topolino – forse il più pericoloso – è riuscito a evadere dal penitenziario di massima sicurezza di Altacraz, facendo perdere le proprie tracce.
Sei mesi dopo, a causa di un guasto all’aereo di linea che dovrebbe riportarlo a casa, Topolino si ritrova a dover scendere ad Avangard City, città famosa per l’avanzatissimo livello tecnologico raggiunto in molti campi, soprattutto in quello della robotica.
Un piccolo incidente giudiziario, durante la visita alla città, costringe Topolino a rimanere ad Avangard City, in attesa che il robogiudice (impallato in un loop informatico) emetta il verdetto: Topolino scopre così che sono stati denunciati casi di rapine a opera di robot dal modello mai visto! Eppure, i robot di Avangard City vengono alla luce con impiantate le leggi della robotica di Asimov.
Topolino avrà bisogno di tutto l’aiuto possibile, per sbrogliare la matassa che lo lega ad Avangard City…

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