Parasite Eve, il manga tratto dal romanzo di Hideaki Sena

“Sei una donna benedetta…
Tu rimarrai incinta e darai alla luce una femmina.
Il Dio onnipotente la incoronerà regina delle cellule… e il suo controllo del nucleo… durerà in eterno.
(…) Tu, Maria che porterai in grembo la dominatrice… non avrai bisogno di conoscere gli uomini.”
Mitocondrio Eve, in Parasite Eve

Come presumo sia accaduto a molti, qui in Italia, ho conosciuto Parasite Eve grazie al meraviglioso videogame pubblicato dall’allora Squaresoft (oggi Square-Enix) alla fine del secolo scorso.
Perciò, quando la Panini diede alle stampe questo manga, mi gettai a comprarlo: e rimasi inizialmente deluso, tanti anni fa, perché mi aspettavo una storia e un tema simili a quelli del videogame, che era un cupo RPG in cui i mostri da affrontare te li porti dentro, e poi ti trasformano in un mostro anche fuori!
Invece, questo manga è un adattamento del romanzo originale che ispirò la famosa serie di videogame e che, a differenza del gioco, punta a un tipo di atmosfera horror meno d’azione e più psicologica.

Parasite Eve 101

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Come unire l’arte di non saper fare scansioni a un albo di quasi 17 anni fa!

È la vigilia di Natale ed è anche il giorno del compleanno di Kiyomi, una giovane donna sposata a un brillante ricercatore. Come tutti gli anni, Kiyomi fa il suo sogno ricorrente: è in un luogo caldo e scuro, e sta bene con se stessa. Peccato che la donna stia guidando la sua auto e si svegli appena in tempo per vivere il proprio incidente mortale.
Toshiaki Nagashima, il marito di Kiyomi, non è ancora pronto per abbandonare sua moglie: crea una coltura delle cellule epatiche della donna, dotate di una capacità riproduttiva e una vitalità incredibili, e lo fa come se fosse posseduto da uno spettro.
Anche un altro pezzo della donna è destinato a un luogo diverso dalla tomba: Kiyomi si era iscritta come donatrice di reni – uno dei quali viene destinato a una ragazza nefritica…

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